AVELLINO LETTERARIA 6 Edizione
(Villa Amendola, via Due Principati, 202 – Avellino)
Sabato 31 ottobre 2026, alle ore 18:00
Presentazione del libro:
SENTIERI SOSPESI
di Pasquale Martucci

Introduce:
Annamaria Picillo (Direttore Artistico “Avellino Letteraria”)
Saluti:
MdL Nicola Spano (Console Provinciale Maestri del Lavoro di Avellino)
Clementina Picillo (Vice Console Provinciale – Membro Naizonale Commissione Realtà Femminile)
Giuseppe Silvestri (Presidente Provinciale UNPLI Avellino)
Dialogano con l’autore:
Paolo Apolito (Antropologo e docente)
Massimo Montanile (Presidente Associazione Culturale Intrecci)
Floriana Guerriero (Giornalista Corriere dell’Irpinia)
Intermezzo musicale:
Salvatore Santaniello (Sassofono)
Patrizia Girardi (Chitarra)
Letture a cura di Pasquale Martucci
Coordina:
Daniela Apuzza (giornalista)
Il libro: “Sentieri sospesi. Memoria della cultura e prospettive territoriali” (Independently published, 1° marzo 2026, 197 pagine, disponibile su Amazon, anche in formato Kindle), attraversa il rapporto tra memoria, identità, trasformazione sociale e prospettive evolutive del territorio, con un approccio multidisciplinare.
Il volume si occupa delle dinamiche culturali che pongono al centro il territorio, il contesto, il mondo materiale e immateriale. Sono riflessioni che riguardano il rapporto passato/presente/futuro e il loro continuo scambio interazionale, che realizza il processo del sapere, sempre sospeso tra la memoria di una cultura, che ha fondato l’esistenza, e le evoluzioni di una società in rapido cambiamento.
Il sentiero è un percorso, strada, in genere un viottolo stretto e forse impervio. È anche un processo per il raggiungimento di uno scopo, una direzione, una via. È poi ciò che cerca il senso della conoscenza attraverso tortuose e strette pieghe per dare corpo ad argomentazioni con la finalità di realizzare il “sapere”. La sospensione è interruzione, pausa, intervallo, transizione, che guarda ad una ripresa, la ricerca di una prospettiva, una rinascita volta al futuro. Si muove nell’ambito delle possibilità, seguendo un approccio che si costruisce nell’ambito privilegiato delle relazioni dell’uomo con l’ambiente circostante.
L’autore propone quattro percorsi/processi:
1. “Sentieri della cultura” che riguardano cultura e memoria, miti e immaginario, relazioni e risonanza, il fondamento della “cultura identitaria collettiva” di ogni comunità;
2. “Sentieri dell’incertezza” sono quelli di sospensione, passaggio, in cui troviamo i territori marginali, le incertezze generazionali, i media e le contraddizioni, con tutti gli aspetti di criticità;
3. “Sentieri della creatività” che si riferiscono ad un approccio di prospettiva, l’umanesimo tecnologico, le comunità narrative e la contemplazione e creazione, ciò che serve per cercare qualche possibile soluzione;
4. “Sentieri della cilentanità” propongono il concetto di cilentanità, la tipicità territoriale, i giovani e l’identità, lo sguardo al territorio, area di decennali studi e ricerche.
Principali temi trattati.
CULTURA
Il termine cultura è di origine latina, e significa “coltivare”.
Il suo uso fu esteso a tutte le attività e situazioni che richiedevano una cura: a) la “cura” verso gli dèi, quello che tuttora chiamiamo “culto”; b) la coltivazione degli esseri umani, ovvero la loro educazione.
Da quest’ultima accezione, deriva la cultura come: a) complesso di conoscenze (tradizioni e saperi); b) un modo di pensare e di interpretare il mondo sociale e individuale, in un contesto “abitato” e “condiviso” da uomini che si ritrovano in una struttura organizzata; c) un universo di vita in cui si sviluppano relazioni.
COMUNITA’
Comunità si riferisce a communitas, derivato di communis, “che compie il suo incarico (munus) insieme con (cum) altri”. La comunità di tale tipo richiama ai luoghi di appartenenza e si basa su: riconoscimento; sicurezza; assenza di solitudine; solidarietà.
MEMORIA
Maurice Halbwachs sostiene che nella società l’uomo acquisisce i suoi ricordi, li richiama alla memoria, li riconosce e li localizza: «la memoria non fa rivivere il passato ma lo ricostruisce».
Le tesi di Halbwachs: a) il passato è in rapporto ai bisogni del presente; b) la storia non è tutto il passato, ma non è nemmeno tutto ciò che resta del passato; c) c’è una storia scritta c’è una storia vivente, che si perpetua e si rinnova attraverso il tempo, in un quadro storico e collettivo.
RISONANZA
Per Hartmut Rosa l’uomo è per sua natura un essere risonante, un soggetto che sviluppa una “relazione-col-mondo” (Weltbeziehung), offrendosi alla disponibilità di farsi toccare “dalle cose e dalle persone”.
La relazione di risonanza si sviluppa in tre dimensioni: 1) essere toccati affettivamente dal mondo, essere influenzati, in cui l’individuo “si lascia prendere dalla relazione”; 2) provare un’emozione, in cui il soggetto dall’interno va verso l’esterno e spinge all’azione; 3) reciproca trasformazione tra soggetto e mondo, in cui la relazione assume modalità “strumentali” (controllo e dominio) e di “risonanza” (attaccamento, cura, responsabilità, impegno reciproco).
Il quarto momento è l’indisponibilità, l’antitesi di un mondo calcolabile, controllabile, prevedibile».
TERRITORIO
Il territorio è un complesso di relazioni che si esprimono in un rapporto dialettico unitario “uomo-ambiente”. Il territorio: «è quello spazio, che ha una storia e un nome, sul quale si sviluppa un processo continuo di modifica (…) è costituito da elementi visibili, invisibili e simbolici. Esso è identificato per le sue caratteristiche fisiche, geografiche e umane su cui si organizza e si gestisce una comunità, più o meno estesa, attraverso un controllo da parte di chi esercita un potere (istituzioni)».
INCERTEZZE
Le problematiche che stiamo vivendo sono riconducibili: alla situazione geopolitica internazionale, all’evoluzione della scienza e della tecnologia, alla finanziarizzazione della vita, che diventa “strumento di controllo e di indirizzo della politica”, ad un “modo di pensare” ed attuare “comportamenti sociali”, sia dei singoli che delle comunità, differenti rispetto a ciò che eravamo soliti considerare. Ed allora, occorrerebbe recuperare un “pensiero essenziale”, che faccia riflettere e formulare “domande lungimiranti” sulle scelte da compiere per intravedere delle “prospettive degne di essere perseguite e raggiunte”.
TECNICA / Contraddizioni e possibilità
Oggi, c’è la supremazia del web e della comunicazione digitale, che diventano pratiche di controllo sociale e distruggono l’idea e la struttura della comunità, in quanto le persone finiscono per vivere «indebolendo progressivamente ogni rapporto di interscambio umano concreto, palpabile, effettivo».
Per Gardner, nella società digitale le identità sono preconfezionate e suggerite dal sistema stesso; l’uomo diventa insipiens, dipendente da sostanze dopanti che si trovano in rete, e solitarius, incapace di suscitare un dialogo profondo con altre persone e vivere empaticamente l’incontro con l’altro.
Per Jenkins, nuovi media devono indirizzarsi alla partecipazione attiva degli utenti: cittadinanza attiva, consumo consapevole, creatività diffusa, intelligenza collettiva, saperi condivisi, scambio di conoscenze. Pierre Lévy parla di intelligenza collettiva, «un’intelligenza distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta ad una mobilitazione effettiva delle competenze». Derrick de Kerckhove si riferisce all’intelligenza connettiva, che permette di condividere le idee nelle reti digitali, attivando un processo tecnologico che si traduce in processo psicologico. La soluzione è l’etica, quell’insieme di norme e di valori che regolano le condotte dell’uomo in relazione agli altri.
NARRAZIONI
Le relazioni sociali si affidano alle narrazioni condivise attraverso vari canali: quello verbale ma anche immaginario e simbolico. Il racconto collettivo permette il consolidamento del legame di appartenenza con le origini in una dimensione evolutiva che permette di costruire la nostra stessa identità, perché narrare un luogo non significa solo descriverlo ma interpretarlo. La narrazione permette di elaborare e comunicare incontrando gli altri, ricordando, immaginando … costituendo uno dei principali canali attraverso cui “gli individui costruiscono legami e condividono visioni del mondo”.
CONTEMPLAZIONE/INAZIONE
La contemplazione è una facoltà autonoma di osservazione e comprensione del mondo.
Sostiene Byung-Chul Han che solo il silenzio permette di ascoltare il mondo, produrre esperienza e comprendere l’essere: in tal modo, si rende “umano l’agire”. L’inazione è una forma dell’esistere, ed include l’intensità vitale e la contemplazione. L’inazione è il vero umano, perché il silenzio approfondisce la parola, è musica, gioco, bellezza: tutto il resto rappresenta la condizione della sopravvivenza, una “macchina che deve solo funzionare”.
CREATIVITA’
La creatività implica originalità, anticonformismo e fluidità e si inserisce nel concetto di pensiero divergente, considerando punti di vista alternativi per trovare soluzioni davvero innovative e mettere in dubbio le presunte certezze. La creatività è l’arte, la capacità e la facoltà della mente di creare e inventare: riguarda i processi cognitivi, legati a intuizione, percezione, pensiero analogico, simulazione, associazione di idee, riflessione, immaginazione, rielaborazione personale, pensiero critico; coinvolge anche l’aspetto affettivo-motivazionale della nostra soggettività, come sentimenti, emozioni, bisogni, pulsioni, interessi, passioni, desideri.
Una narrazione interessante, esaustiva, coinvolgente per intraprendere una lettura di un saggio attento agli ultimi studi del pensiero contemporaneo.
Un approccio multidisciplinare si costituisce come accesso ed approdo a percorsi o itinerari plurimi che sovvertono le comode ed univohe attestazioni ex cattedra.La vera ricerca in ambito antropologico fa sospendere il giudizio [epoche’] ed immette in orizzonti di senso in cui ci si ritrova “singolari e plurali.”
Complimenti al caro dott.Pasquale Martucci