List

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra gli individui e le forme devozionali ed ha dato speranza e benessere, alleviando le sofferenze e permettendo il superamento di quelle che Ernesto de Martino definiva le “crisi della presenza”.

 

Il corpo di Natuzza

di Pasquale Martucci

 

Parlare del tema della morte non significa risolvere ogni cosa sul piano intimistico tralasciando di analizzare la dimensione sociale delle morti (…) L’attività di Natuzza è in nome della vita; della vita dei superstiti, cui ridà sguardo e parola; dei morti, cui assicura continuità; in sintesi, di una comunità rifondata nella quale vivi e morti possono continuare in relazione: la vita è nel rapporto, è il rapporto” (1).

 

Ignorando le perplessità e le prese di distanza della scienza, per oltre mezzo secolo decine di migliaia di persone, provenienti da posti lontani e compiendo estenuanti percorsi, si sono incamminate per incontrare una mistica e chiederle, attraverso la preghiera e il linguaggio universale dell’amore, di alleviare le loro sofferenze e i loro dolori.

Fortunata Evolo, chiamata dalla sua gente “Mamma Natuzza”, era nata in Calabria, a Paravati, il 23 agosto 1924 (è morta il 1 novembre del 2009), e vissuta in quella realtà del mezzogiorno particolarmente desolata e povera. La sua storia è suffragata da testimonianze dirette non solo compiute da semplici persone credulone, ma da preti, medici, psichiatri e studiosi laici. Fin dal 1939, la donna pare avesse poteri inspiegabili: bilocazione; colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, gli Angeli; contatto con i defunti; stimmate e effusioni ematiche; capacità di diagnosticare le malattie e suggerire le cure.

Il “fenomeno Natuzza” non è passato inosservato: molti se ne sono occupati realizzando diversi volumi; anche se intendo riferirmi alla lunga e complessa attività di studio, compiuta dall’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani, che ha seguito negli anni il percorso della mistica, anche attraverso incontri e visite personali. Si è occupato di lei perché ne aveva sentito parlare fin da ragazzo, era originario di San Costantino di Briatico, a pochi chilometri da Paravati: nel 1978 realizzò alcuni documentari; nel 1981, pubblicò il libro: “L’assenza del presente”, tratto dai filmati; nel 1982, con Mariano Meligrana, scrisse: “Il ponte di San Giacomo. L’ideologa della morte nella società contadina del Sud”; nel 1984, girò il film con una troupe RAI, che fu proiettato presso Università ed Enti di cultura. Nel 2006 fu pubblicato il volume: M. Boggio, L.M. Lombardi Satriani, “Natuzza Evola. Il dolore e la parola”, che conteneva proprio questi documenti, oltre che alcuni interventi effettuati da studiosi di differenti discipline, che hanno inteso esprimere idee e testimonianze sulla donna dei miracoli (2).

L’antropologo ha interpretato il “fenomeno Natuzza”, anche se non ha potuto spiegare ciò che accade perché non è possibile “identificare il patrimonio inconscio”, osservando direttamente la emografia (gli scritti con il sangue delle sudorazioni), le stimmate, il suo parlare con i morti, la trasmissione del pensiero, la trance, e tutti gli altri fenomeni paranormali. Le sue argomentazioni, raggruppate in un lungo arco temporale, rilevano i limiti delle spiegazioni razionali e sono riconducibili entro quelle forme di aggregazione comunitaria che si ispirano alla religione popolare, all’utilizzo di miti e riti, segni e significati simbolici. E’ ciò che è sempre accaduto nelle culture fondate sulle capacità di far fronte agli eventi negativi, proprio come asseriva Ernesto de Martino e tutta la schiera di antropologi che ne hanno ereditato metodi di ricerca e capacità di inserire i fenomeni entro la complessità culturale.

Lombardi Satriani sostiene che ci sono limiti alla ragione, anche se in genere ci riteniamo depositari degli strumenti conoscitivi, e allo stato attuale non si possono interpretare questi fenomeni: per comprendere l’altro a volte è necessario rinunciare magari alla “razionalità” e rivolgere la nostra intelligenza al cuore e alla sensibilità (3).

La donna di Paravati, descritta senza formulare giudizi valutativi, era certamente molto religiosa: il 5 novembre 2009, ai suoi funerali, nel piccolo centro calabrese, giunsero circa trentamila persone per assistere alla messa. Oltre cento sacerdoti e cinque vescovi celebrarono il rito funebre. Fu sottolineata la spiritualità della donna, la semplicità e il senso di obbedienza all’autorità ecclesiastica, alle indicazioni della Chiesa: riusciva a comunicare con tutti, mettendo il fedele in contatto con la spiritualità, con Dio. Le trentamila persone certamente non stavano lì solo per attestare la fede della donna: a quei funerali si levò un coro di voci per chiedere la santità per la mistica. E non furono solo istanze popolari; infatti con il passar del tempo, e negli ultimi anni di vita della donna, il clero ha riconosciuto l’importanza della sua opera nella comunità. Nel novembre 2018, papa Francesco ha autorizzato l’avvio del processo di beatificazione, aperto ufficialmente il 6 aprile 2019 con l’insediamento del tribunale diocesano.

La comunità religiosa del meridione è fondata su legami profondi tra popolazione e contesto: Lombardi Satriani fa riferimento al sangue e alla morte.

Il sangue è fortemente simbolico, una realtà precategoriale indispensabile per dare senso alla cultura e all’esistenza stessa nella realtà. Il sangue rappresenta una sorta di “filo rosso” che tiene uniti i tratti culturali del folklore meridionale, in quanto elemento “atto a dar vita e connesso alla morte” (4).

L’inizio del tempo dell’uomo è segnato dallo spargimento di sangue di una vittima innocente; il sangue di Abele dà cominciamento al tempo della violenza, dei gesti procuratori di morte. Dopo la cacciata dall’Eden, l’umanità decaduta viene riscattata dallo spargimento di un altro sangue, che segna l’inizio del tempo rinnovato. Il sacrificio di Cristo, continuamente rinnovantesi, rifonda la vita dell’uomo e garantisce nel tempo la salvezza” (5).

Nelle feste, le rappresentazioni rituali del sangue nel mondo trovano la soluzione alla morte nella resurrezione della divinità che si umanizza, assumendo in sé tutte le precarietà della vita. I rituali intorno al funerale, che portano la pace dei morti, riguardano il ruolo delle persone nella gestione della loro esistenza.

L’antropologo nel rapporto sangue/vita rileva:

  1. il legame di sangue: è “sangu miu”, ovvero la forza del legame parentale. La famiglia è “unità metastorica di vivi e defunti”. Il sangue è come la vita: lo spargimento di sangue, la deflorazione della donna (6);
  2. il sangue sacrificale serve alla sopravvivenza ed è fattore di vita (7);
  3. il sangue come potere, non è sottoposto alle norme del quotidiano, può infrangere le barriere del tempo: introduce e richiama il potere. Le formule magiche richiamano il sangue come potere (8);
  4. il sangue e la morte sono associati. Nel caso di Natuzza il sangue rende visibile il futuro, è potere profetico (9). In questa accezione, il sangue introduce una dimensione sacra: “la ritualità rappresenta la trascrizione sul piano simbolico dell’esperienza di vita e di morte” (10).
  5. la funzione protettiva dei rituali legati al sangue: “nella realtà culturale del Sud sembra prevalere un equilibrio sincretistico tra atteggiamento della Chiesa e folklore del sangue”. Il fatto che il sangue è espressione di vita e che la comunità conservi il sangue di un santo (lo scioglimento del sangue di San Gennaro; il mito di San Pantaleone) equivale al possesso della stessa vita. Il principium sanguinis coincide con il principium vitae e i rituali tendono a implorare la protezione (11).

Lombardi Satriani intende il sangue, che fonda l’esistenza e fluisce in rapporto al tempo,  basato sull’interscambiabilità dei codici linguistici: è un linguaggio che si scrive sul corpo, rendendo il proprio corpo come mezzo di comunicazione, il tramite con i morti, come accade in Natuzza, definita la “radio dell’aldilà” (12).

L’incontro delle persone con la donna è stato motivo di conforto e speranza, producendo pacificazione e carità. Le richieste essenziali hanno riguardato malattie ed informazioni sui defunti. La mistica entrava in contatto con i morti solo quaranta giorni dopo la loro scomparsa, perché devono espiare il Purgatorio per i peccati commessi.

Il destino degli uomini dopo la morte ha sempre avuto una grande rilevanza nel cristianesimo. I fedeli dovevano pentirsi e confessare le loro colpe: allora “si sottoponevano ad un periodo di penitenza per ottenere il perdono divino”. Il Purgatorio stava a testimoniare il luogo in cui i defunti si “purgavano” dei peccati meno gravi per essere accolti in Paradiso. (13)

Il periodo di penitenza dipendeva dai peccati commessi, ma anche dalle azioni compiute dai vivi: i suffragi, le preghiere, le elemosine, le messe compiute in nome del defunto avevano “il potere di abbreviare la sua permanenza in Purgatorio”. (14)

Oltre a permettere l’espiazione dei peccati da parte dei defunti, si avverte anche l’esigenza di avere i morti come alleati e protettori: ciò è molto sentito nella realtà meridionale, perché noi siamo la nostra cultura e Natuzza “ne interpreta le esigenze e dà delle risposte che rinviano ad un universo di bisogni e alle possibilità che a questi bisogni sia dato sbocco, uno sbocco efficace” (15).

La donna si metteva il fazzoletto sul petto, non spiegato, e dopo la sudorazione tirava fuori quel fazzoletto: era come se qualcuno avesse stampato alcune frasi su quel fazzoletto, scritte con il sangue (16). Accetta sofferenza, dolore e bisogni, si pone con umiltà è dà rassicurazione e sicurezza. Le sue attività si soffermano su una varietà di fenomeni: scritti e disegni con il sangue; guarigioni e richieste di soluzione ai problemi esistenziali; fenomeno della bilocazione; colloqui con i morti (17).

Boggio sostiene che “già riuscire a dialogare, superando la propria solitudine, è importante per liberarsi dal disagio di vivere” (18). Si tratta di un approccio solidaristico, che fa parlare il sociologo Felini “della religiosità del corpo”, di un corpo comunitario in cui i livelli dell’agire umano sono tutti armonizzati (19).

Secondo Lombardi Satriani, restituisce centralità alla “visione”: si tratta di una cultura che vuole vedere, cercare di vedere il non visibile “perché la realtà si dispiega sempre a due livelli, il realistico e il simbolico”. Il simbolico dà senso alla realtà: è realtà quello che si tocca con mano, ma anche quello che non si vede e che “dà senso all’agire umano”, dà risposta e significato ai propri comportamenti. La complessità umana non è solo corpo ma anche sentimenti e amore, e la cultura popolare non accetta separatezza ma unità della persona (20).

Il sociologo Cipriani spiega come il “fenomeno Natuzza” porta ad una sorta di epoché (sospensione del giudizio), di un giudizio compiuto (21). La mistica è partecipe di quella cultura popolare che non può essere lasciata ai margini: è una cultura che ha una sua drammaticità, è la ricerca della verità come conquista continua attraverso un itinerario di conoscenza (22).

L’esigenza di avere quadri simbolici di riferimento, afferma Lombardi Satriani, è dell’uomo che potrebbe, in assenza di essi, precipitare nell’inconcludenza e perdere la sua identità. La morte è un’esperienza di lacerazione, ma la cultura popolare meridionale assume centrale il problema della morte, come “risposta all’esigenza radicale di rapporto con la persona scomparsa avvertita dal superstite”, per ripristinare un colloquio interrotto, per assicurare una “continuità di vita” (23).

Natuzza riesce a garantire la precarietà esistenziale della comunità sul piano simbolico e nella dimensione metastorica. Si instaura, per suo tramite, il dialogo con i propri morti e la protezione che questi ultimi attuano verso i loro familiari, realizzando un rapporto dialettico, che riesce ad evitare ai viventi di piombare nel caos “se vita e morte restassero senza nessi significativi”, senza che ci fossero “schemi ordinatori della realtà culturalmente modellata” (24).

Lombardi Satriani e Mariano Meligrana ne: “Il ponte di San Giacomo”, avevano ben delineato i luoghi espliciti del mondo contadino in cui si rifugia o si affronta la morte (25): nella cultura popolare religiosa, i presenti parlano agli assenti e tengono in vita un linguaggio e un flusso comunicativo che serve, attraverso la memoria, a rinsaldare tratti e legami sociali, perché, come dice Lombardi Satriani, la solitudine è peggio della stessa miseria: “è amaru ‘u nudu (povero), ma cchiù amaru è ‘u sulu”. (26)

Natuzza Evolo ha rappresentato dunque il mantenimento della tradizione in cui il rapporto tra vita e morte non è mai interrotto, instaurando una relazione che altrove sarebbe segnata dal silenzio e dall’intimità. Si pone accanto a coloro che provano sofferenze, è disponibile ad ascoltare ed è ricettiva alle istanze di tutti i suoi interlocutori: “il dolore trova così una sua legittimazione e uno spazio culturalmente previsto e consegnato alla saggezza di chi è vicino al sacro”. (27)

Questo hanno voluto testimoniare le trentamila persone, accorse a manifestare con la loro presenza la devozione a “Mamma Natuzza”, che ha rappresentato un ponte tra il mondo terreno è quello dell’aldilà, la cura, la speranza e l’affrancamento dalle sofferenze, oltre che la possibilità di condividere una dimensione di fede.

 

Note

  1. Boggio, L.M. Lombardi Satriani, 2006, “Natuzza Evola. Il dolore e la parola”, Armando 2018, 205.
  2. Tutti i documenti citati sono contenuti nel libro: M. Boggio, L.M. Lombardi Satriani, “Natuzza Evola…”, cit.
  3. Ivi, 95-96.
  4. Ivi, 151
  5. Meligrana, L.M. Lombardi Satriani, 1982, “Il ponte di San Giacomo. L’ideologa della morte nella società contadina del Sud”, Sellerio, 324.
  6. Boggio, L.M. Lombardi Satriani, “Natuzza Evolo…”, cit., 167.
  7. Ivi, 175.
  8. Ivi, 179.
  9. Ivi, 183.
  10. Ivi, 184.
  11. Ivi, 185.
  12. Ivi, 191.
  13. G. Merlo, “Il cristianesimo medievale in Occidente”, in G. Filoramo (a cura di), “Storia delle Religioni. Cristianesimo”, Laterza, 280.
  14. Ivi, 280.
  15. Ivi, 34-35.
  16. Ivi,
  17. Ivi, 124.
  18. Ivi, 109.
  19. Ivi, 100-101.
  20. Ivi, 113.
  21. Ivi, 120.
  22. Ivi, 115-116.
  23. Ivi, 126.
  24. Ivi, 202.
  25. Meligrana, L.M. Lombardi Satriani, “Il ponte di San Giacomo…”, cit.
  26. Boggio, L.M. Lombardi Satriani, “Natuzza Evolo…”, cit., 203.
  27. Ivi, 200-201.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Posts

1 2 3 9
settembre 23rd, 2020

Storia e radici – Paestum

Dal Cilento a Poseidonia di Pasquale Martucci   Le tracce di una cultura sono racchiuse nelle origini più remote che […]

settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

https://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

agosto 12th, 2020

Risorse e territorio / la cipolla di Vatolla

La cipolla di Vatolla e la sua valorizzazione di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il […]

agosto 1st, 2020

Tradizione e culto – Sant’Onofrio

Sant’Onofrio tra religione e credenze popolari di Pasquale Martucci   Nel centro di Petina, luogo dalla profonda religiosità popolare, il […]

luglio 29th, 2020

Culti antichi – Santa Barbara

Una Santa tra leggenda e tradizione di Pasquale Martucci   Un incrocio a Sant’Antuono di Torchiara sembra accompagnare chi si […]

luglio 27th, 2020

Riti e tradizioni – San Lucido di Aquara

San Lucido di Aquara di Pasquale Martucci   La festa di San Lucido si svolge il 27 e 28 luglio. […]