List

L’uomo ha sempre sentito il bisogno di appoggiare la sua fede a qualcosa di concreto e di tangibile che faccia quasi da intermediario tra lui e la divinità. Da cui le credenze nella virtù miracolosa delle sante reliquie. (1)

Per reliquie si intendono i resti di corpi dei santi e dei martiri, ma anche gli oggetti e gli strumenti conservati in luoghi sacri e di culto. Negli stessi Atti degli Apostoli, si parlava di fazzoletti che venivano posti sui malati dopo che erano stati a contatto con Dio, e “le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano”. (2)

Il termine proviene dal latino reliquiae, resti, equivalente al greco leipsanon, lasciare in ricordo. Prima dell’avvento del Cristianesimo alcuni oggetti erano conservati in memoria di persone realmente esistite, ed erano associati a particolari sistemi religiosi o culturali. Le reliquie sono dunque sia i resti di un individuo dopo la sua morte che gli oggetti, venuti effettivamente a contatto con il suo corpo, quelli usati per la penitenza, gli strumenti di prigionia, di martirio o di passione. Le persone, che avevano orrore della morte, con la reliquia trasformavano quell’orrore in speranza. (3)

I sovrani barbari, che avevano costituito i loro regni sulle ceneri dell’impero romano, giuravano sulle reliquie attraverso: il giuramento di promessa e quello di verità. Nel primo caso si trattava di prendere un obbligo; nel secondo si attestava la veridicità di ciò che si affermava. Il senso era che ci sarebbe stata una punizione divina nel caso in cui il giuramento non fosse stato rispettato. (4)

Se tale culto è stato in parte considerato una rivisitazione di pratiche pagane, per Lombatti l’adorazione di un santo non può essere “una semplice derivazione della venerazione greca per gli eroi”. E poi, gli eroi pagani non praticavano il martirio, come invece accade nel Cristianesimo in cui si sviluppa una “fede profonda e sincera” e un rispetto nei martiri tale da determinare “una comprensibile cura nel custodire i loro resti mortali”. (5)

Le forme di venerazione delle reliquie erano: processione, visita, esposizione, benedizione. Durante l’omaggio reso, il fedele si inginocchiava, baciava l’oggetto di culto ed a volte si prostrava a terra. La solennità dell’evento era costituita dall’utilizzo di torce, candele, incenso. Anche se tali usi richiamavano a prassi pagane, “il fascino delle luci e delle nebbie profumate ebbe il sopravvento”. C’è poi da dire che l’utilizzo della luce e della nebbia rappresentava simbolicamente “la vittoria della luce contro le tenebre e il viaggio verso la gloria eterna”. (6)

Se le persone portavano candele e incenso, il significato era di adorazione e venerazione per “chiedere qualcosa o per ringraziare di un favore ottenuto”. Forse ancora prima del IV secolo, le tombe dei martiri erano diventati i luoghi più frequentati dai mendicanti che chiedevano l’elemosina. Nel 260, a Roma i fedeli adoravano San Sebastiano; ad Arles, nel 300, ci si rivolgeva a San Genesio. A partire dal III secolo, l’altare divenne il luogo centrale delle chiese: lì si celebrava l’eucarestia e lì furono sepolti i resti dei martiri. (7)

Una data importante è l’Editto di Milano (313) in cui veniva affermato il rispetto per il martire: la sua tomba diventava un “vero e proprio memoriale e il gruppetto di fedeli clandestini si sarebbe a breve trasformato in flussi di pellegrini”. Si realizzarono piccoli edifici di culto, che sorsero presso tombe e cimiteri: i martyria. Il culto era talmente forte che i fedeli accendevano lumi e ben preso trasformarono gli altari, che diventarono strutture tombali. Sant’Ambrogio, il vescovo di Milano, a partire dal 380 drammatizzò le reliquie in modo che diventassero una dimostrazione pubblica del potere sacro. Il vescovo aveva compreso che “le reliquie potevano costituire uno strumento per esercitare un potere personale”. (8)

Era riconosciuta l’importanza della relazione che si instaurava tra il fedele e l’altare, dove “si celebrava il sacrificio del Signore”, e dunque era giusto collocare sotto di esso i corpi di coloro che avevano speso la loro vita per lui. Non era facile trovare però le reliquie dei martiri; eppure dopo l’editto sulla libertà religiosa, molti fedeli si impegnarono a trovare quei segni tangibili a supporto del loro credo. Le reliquie ebbero dunque un “valore aggiunto”, un potere speciale, virtus. Le reliquie erano classificate in maniera precisa: un corpo, che comprendesse testa, gambe e braccia era reliquiae insignes, le reliquie non complete erano non insignes (notabiles, mani e piedi; exiguae, denti e dita). Tutte però erano considerate primarie. Poi vi erano gli oggetti che erano stati a contatto con un santo, considerati sacri, ma erano anche reliquie secondarie (vestiti, utensili, strumenti di tortura del martirio). (9)

Ad ogni modo, una delle forme era costituita dal martirio, che non implicava solo la morte ma orrende mutilazioni, sofferenze che avrebbero permesso di trasformare i resti fisici di un corpo in un’entità spirituale. Policarpo, il vescovo di Smirne, fu bruciato nel 155.

Si racconta: “Il fuoco prese la forma di una stanza dal soffitto a volta, come la vela di una nave gonfiata dal vento ed eresse una parete attorno al corpo del martire che stava nel mezzo, non come carne bruciata, ma come oro e argento raffinati in una fornace. Sentimmo veramente una meravigliosa fragranza, come un soffio di incenso o di qualche squisito aroma”. (10)

L’attuale dottrina della Chiesa in materia di reliquie, si rifà al Concilio di Trento (1545-1563), nella sezione del 3 dicembre 1563, quando si dispose che i santi, le immagini e le loro reliquie autentiche fossero tenute in onore. Dunque, si tratterebbe di considerare i termini di autentico e quelli di onore. A proposito di quest’ultimo, Lombatti si rifà a culto, che deriva dal latino colere, onorare, un “atto di venerazione e rispetto tributato ad una persona posta in autorità”. E il culto inteso come atto di fede e di venerazione. (11)

Il problema era rappresentato dall’autenticità.

Il primo esempio di reliquie è costituito dai luoghi: quello di Nascita di Gesù, di Battesimo, il Pinnacolo del Tempio in cui fu tentato, l’Altura della Trasfigurazione, vicino al Monte degli Ulivi, la Tomba di Lazzaro, il Santo Sepolcro, e così via. Poi ci furono gli oggetti della crocifissione e morte. La preoccupazione fu di individuare i luoghi e collocare “gli oggetti di cui gli evangelisti avevano parlato”. E gli oggetti furono anche: il Prepuzio di Gesù, i Capelli o il Latte della Madonna, i Corpi degli Apostoli, le Vesti, gli strumenti della Crocifissione. (12)

Come nasce il sentimento di devozione verso questi oggetti sacri?

L’impulso maggiore al culto delle reliquie venne dall’imperatrice Elena, madre di Costantino, dopo essersi convertita al Cristianesimo, nel 327. La donna si recò in Terra Santa per un pellegrinaggio e, secondo la tradizione, ritrovò diverse reliquie della Passione di Gesù: la Vera Croce, la Corona di Spine, i Chiodi, il Titulus Crucis, e molte altre. Il viaggio di Elena accese la devozione verso tutti i santuari che potevano vantare il possesso di una reliquia; per questo motivo, le chiese facevano a gara per accaparrarsi una reliquia che non di rado veniva rubata o da ladri professionisti o durante i saccheggi delle città. Esistevano poi dei veri e propri mercanti specializzati in reliquie che, approfittando dell’ingenuità dei compratori, vendevano presunti resti di santi e beati. Nel Medioevo, la venerazione delle reliquie sconfinava nella superstizione: agli oggetti e ai resti mortali di santi e martiri venivano attribuiti poteri miracolosi, taumaturgici e si riteneva che il solo toccarli potesse produrre guarigioni o concedere grazie. Per questo motivo, le reliquie si moltiplicavano contro ogni logica: in età medievale, erano sparse per l’Europa almeno 60 dita di san Giovanni Battista, 3 teste di san Giorgio, diverse Culle di Gesù Bambino, almeno dieci Prepuzi, innumerevoli frammenti del Legno della Croce. Al fine di conservare le reliquie, si introdusse il Reliquiario, una custodia di grandezza, forma e materiali vari (urne, cofanetti, teche, ampolle, ecc.) destinata a contenerle. La diffusione del culto delle reliquie determinò cdi conseguenza l’evoluzione dei loro contenitori. Dai sepolcri derivano i grandi reliquiari a cassa, collocati nelle chiese soprattutto Oltralpe; contemporaneamente si diffondevano reliquiari di ridotte dimensioni. Dall’età preromanica, la fortuna delle arti suntuarie e dell’oreficeria consentì la realizzazione di reliquiari di materiali preziosi (anche con l’uso di gemme, smalti ecc.) e di grande pregio artistico. (13)

La pratica della translatio, il trasferimento delle reliquie da un sito all’altro, era già ben radicata a Roma. Portare le reliquie nei vari luoghi ben presto fu una pratica che si diffuse per invocare interventi divini per raccomandare il bestiame, la terra, i beni: (il reliquiario) “presiedeva alle adunanze della comunità, veniva celermente inviato nei luoghi in cui fosse avvenuto un disastro e in un’occasione, quando ci fu un tumulto nel chiostro di Conques, nel sud-ovest della Francia, fu usato per colpire in volto i sediziosi”. (14)

Inizialmente i reliquiari,“d’oro e guarniti di gemme”, erano collocati presso un santuario: “Così, di fronte al visitatore si staglia una sorta di scenario teatrale, arricchito, nei giorni di festa, di sfarzose processioni e dell’ostentazione delle reliquie. Le reliquie si avvicinano ai supplicanti e i supplicanti riversano sulle reliquie le loro speranze”. (15)

Le reliquie nelle chiese avevano uno scopo protettivo. In occasione della consacrazione di una chiesa (dedicatio), le reliquie in processione (adventus) erano trasportate con preghiere e litanie. Il vescovo spalancava le porte e faceva entrare il corteo solenne. Quindi avveniva la depositio, la collocazione delle reliquie nel sepulcrum dell’altare. Il santo diventava il dominus, il patrono della comunità. (16)

Le reliquie erano il santo stesso, anche se i resti erano parziali perché sottoposti a dismembratio. Si narra che una donna asserisse di avere un dito di San Giovanni Battista. Quella reliquia fu contesa e fu difficile dividere l’osso anche dopo una notte di preghiere. Quando però il sangue uscì e cadde su un panno, “quel pezzo di stoffa imbevuto di sangue fu diviso come brandeum”. Accadevano poi miracoli in occasione del tentativo di suddivisione dei resti di un santo, una sorta di avversione a compiere la dismembratio; ma le traslazioni erano ormai inevitabili e la pratica di suddividere le reliquie era sempre più frequente. I resti di un santo servivano a rendere autorevole la persona che ne aveva il possesso. Ed il periodo della suddivisione dei corpi determinò il soddisfacimento della domanda di reliquie che era sempre più importante: “ben presto si arrivò ad un’inflazione anche se nessuno avrebbe rifiutato una reliquia anche se ne possedesse già una o più”. (17)

Per Lombatti: “Il tardo Medioevo fu un periodo popolato da pittoresche collezioni di reliquie, santi reali e immaginari, preziosi reliquiari e pratiche devozionali verso i martiri nati da un profondo senso del sacro e del mistero. Un mistero fatto di ritualità paganeggianti, che rievocavano antiche superstizioni. (Le reliquie) rappresentavano l’anello di congiunzione tra la terra e il cielo, il naturale e il soprannaturale, tra l’uomo e Dio”. (18)

Le reliquie continuano ad attirare la nostra attenzione, perché sono “un simbolo tangibile e non quotidiano che non si ritrova in normali immagini votive”. C’è sempre stata la necessità di avere bisogno di contatti diretti e di segni evidenti, ed allora le reliquie esercitano un grande potere di richiamo. Il loro significato è però legato “al momento dell’ostensione e non tanto al loro essere nelle sacrestie”: quando infatti questi corpi “sono mostrati ai fedeli riacquistano il loro potere visivo”. (19)

Del resto, gli eventi miracolosi quali: apparizioni e lacrimazioni sono anche oggi estese in tutto il mondo, a prescindere dal medioevo quando casi di reliquie che trasudavano sangue erano molto diffusi. Il potere delle reliquie era quello di curare e serviva a dimostrare che Dio si manifestava attraverso un santo che agiva miracolosamente. (20)

Associate alle reliquie, non potevano mancare le narrazioni delle gesta del santo o del martire cui le stesse erano associate, dando risalto ai testi agiografici.

Le leggende agiografiche si sviluppano lungo le medesime linee narrative con strutture ben precise: “l’iniziale descrizione di tutte le virtù, la parte centrale in cui si evidenziano imprese straordinarie o miracoli, l’epilogo con il martirio o la morte e l’adorazione delle reliquie”. (21)

Un racconto di rilievo è la descrizione del martirio di San Clemente di Ancyra e del suo diacono Agatangelo, avvenuto nel 308. (22)

Viene impiccato (Clemente) per i polsi e frustato con cinghie metalliche, mentre guance e labbra sono battute con pietre. È legato ad una ruota e bastonato e infilzato da pugnali. Aghi lunghissimi sono infilati nel suo volto, gli vengono rotte le mandibole e tolti tutti i denti con delle tenaglie. Entrambi sono issati su un palo della pubblica piazza e fustigati per giorni. I loro corpi sono bruciacchiati con torce e gettati in pasto a belve feroci; chiodi lunghissimi sono piantati sotto le unghie dei due malcapitati e, dopo essere stati coperti da escrementi, vengono lasciati lì sotto per due giorni. Ma non è ancora finita: una volta tirati fuori viene loro tolta la pelle e vengono di nuovo frustati. Sono messi su griglie roventi sopra un fuoco ad arrostire e, poi, gettati in una fornace per un giorno e una notte. Visto che Clemente e Agatangelo erano ancora vivi, i torturatori li scorticano con uncini metallici, versano sulla loro testa piombo fuso, legano ai loro colli una pietra e li trascinano per tutta la città. Arrivati sulla piazza sono lapidati dalla folla. Clemente viene nuovamente frustato, bruciato con torce e bastonato in testa. Infine, i due martiri vengono decapitati”.

Esistono sei tipologie di testi agiografici: 1) Resoconti scritti ufficiali degli interrogatori dei martiri. Si tratta di frasi relative agli interrogatori di una persona accusata di professare un credo religioso non ammesso nell’Impero romano; 2) Atti autentici di resoconti di testimoni oculari ben informati; 3) Atti che raccolgono vario materiale, orale e scritto, di testimoni, che poi viene rielaborato con aggiunte; 4) Atti che costituiscono l’immaginazione dell’agiografo (racconti popolari, situazioni fittizie, dove si sbizzarrisce la fantasia dell’autore); 5) Leggende di santi e martiri mai esistiti, frutto di fantasia, senza fonti documentali; 6) Racconti scritti da veri e propri impostori per creare un culto. (23)

Come si può notare solo le prime due tipologie avrebbero una validità, supportate da documenti, anche se non si tratta di casi molto diffusi. In prevalenza l’agiografo o esagera la narrazione o inventa.

Di seguito il racconto di un intervento miracoloso.

Un ragazzo che viveva nel territorio di Lindisfarne era così orribilmente tormentato da uno spirito maligno che era uscito del tutto di senno e lanciava urla strazianti, cercando di dilaniare coi denti persino le proprie membra e tutto ciò che era alla portata della sua bocca. Nessuno riusciva ad espellere o ad esorcizzare questo spirito malvagio. Il padre, allora, mise il ragazzo su un carro e lo portò al monastero di Lindisfarne per invocare su di lui l’aiuto di Dio dinanzi alle reliquie dei santi benedetti in quel luogo. Allora un sacerdote si recò nel luogo in cui era stata gettata l’acqua con cui avevano lavato il corpo di San Cutberto. Lì prese una manciata di fango. La mescolò con dell’acqua e la portò al sofferente versandogliela nella bocca aperta, da dove gli uscivano le grida più terribili e lamentevoli. Il giovane cadde immediatamente in un sonno profondo. La mattina dopo si risvegliò guarito. (24)

Giovanni Calvino, il fondatore della chiesa protestante, nel libretto: “Trattato sulle reliquie”, si riferisce al danno fatto dal culto di questi oggetti, che allontana dal vero messaggio cristiano; si tratta di una critica alle forme esteriori della religiosità. Dice Calvino che la gente invece di cercare Gesù Cristo perde tempo “con le sue vesti, le sue camicie e la sua biancheria”, trascurando “l’essenziale per seguire l’accessorio”. Così ha fatto con gli apostoli, i martiri e i santi. Ritiene superfluo tenere reliquiari, senza degenerare nell’idolatria: “pretendere che sia bello avere qualche ricordo (…) per stimolarci alla devozione, non è forse una malvagia astuzia per dissimulare la nostra folle cupidigia che non è fondata su alcun motivo?”. E continuando, afferma che anche se Elena, la madre dell’imperatore Costantino, adorò solo il Signore e non il legno su cui era appeso, “è assai raro avere il cuore consacrato ad una qualsiasi reliquia senza che insieme si contamini e si macchi con un po’ di superstizione”. Infatti, quel popolo che si dice cristiano è giunto ad essere idolatra, tanto che “ci si è prostrati ed inginocchiati dinanzi alle reliquie allo stesso modo che dinanzi a Dio”. Ed essi non sono stati solo uomini rozzi e umili, ma si è trattato “di un disordine spirituale di portata generale, approvato da coloro che detenevano il governo e la guida della Chiesa. E addirittura si sono poste le ossa dei morti e tutte le altre reliquie sull’altare maggiore, nel luogo più elevato ed eminente, per farle adorare con maggiore legittimità”. Disponendo dei registri di ogni luogo, si scoprirebbe che “ogni apostolo possiede più di quattro corpi”, così come “ogni santo almeno due o tre”. Ovvero: “tutti si sbalordirebbero vedendo un imbroglio tanto stolto e grossolano”. (25)

Il finale del libretto sulle reliquie, dopo aver fatto una disamina su quelle di Gesù, la Madonna, i santi e i martiri, trovando innumerevoli contraddizioni, è il seguente:

È tutto così imbrogliato e confuso che non si possono adorare le ossa di un martire senza il rischio di adorare le ossa di un brigante o di un ladrone, o anche di un asino, di un cane o di un cavallo. Non si può adorare un anello della Madonna, oppure un suo pettine o cintura, senza correre il pericolo di adorare gli anelli di una qualche donna dissoluta. Perciò si guardi dal pericolo chi lo vuole, giacché d’ora innanzi nessuno potrà pretendere d’essere giustificato per la sua ignoranza”. (26)

Prima della Riforma però già era in atto una campagna contro le reliquie. Nel 726 ci fu un editto dell’imperatore bizantino Leone III, che senza mezzi termini imponeva di distruggerle. Poi, nel medioevo, la credenza dei corpi trasformati spiritualmente era molto forte. La carne dei santi era diversa da quella degli altri, perché aveva vissuto la trasformazione in carne spirituale: “era possibile preparare già in terra il corpo per lo splendore che avrebbe acquisito alla fine in cielo”. Teodoro di Echternach all’inizio del XII secolo scriveva: “la carne è una cosa per natura e un’altra per la grazia (ricevuta da Dio) e per i meriti. Per natura è putrida e corruttibile, ma per la grazia e per i meriti … respinge gli avidi vermi”. Afferma Freeman: “La stessa Resurrezione di Cristo aveva dimostrato che un corpo morto poteva trionfare sulla morte e ricomparire apparentemente vivo, e ciò lasciava nell’ambiguità se esistesse, nella carne dei santi, una barriera assoluta tra la vita e la morte”. (27)

Tommaso D’Aquino, considerando gli eventi naturali che erano intesi come miracolosi, affermò: “Il naturale doveva essere esteso a includere i fenomeni straordinari della natura, come le più spaventose tempeste o i terremoti improvvisi”. Anche se alcuni attribuivano a Dio questi fenomeni, Tommaso coniò la parola supernaturalis, soprannaturale. Qui si entra nella credenza che esistevano forze soprannaturali, angeli o demoni, che potevano sovvertire le leggi di natura. Ed allora, la questione dell’autenticità del miracolo portò alla nomina da parte del papa di uomini esperti per giudicare. (28)

La storia delle reliquie è naturalmente molto legata alla storia e all’evoluzione del pellegrinaggio. Siccome non tutte le persone erano in grado di fare un pellegrinaggio, sia per ragioni di salute, di denaro o altre, era molto in voga riportare un ricordo, una reliquia che poteva trasmettere il potere magico di un personaggio santo. Soprattutto pellegrini che andavano a Roma riportavano quantità di reliquie poi in parte distribuite come regali alle persone care rimaste a casa. Come esempio più antico si trovano ampolle decorate databili del sesto secolo provenienti da Palestina e contenendo olio sacro.

Il sangue di Cristo era uno dei più importanti segni. Un pezzo di pane (ostia) e un calice di vino durante la messa nel momento della consacrazione ad opera del sacerdote diventano sangue e corpo di Cristo. Si parlò di transustanziazione, anche se il pane e il vino mantengono l’accidente di sembrare, come affermava Tommaso D’ Aquino, il pane e il vino d’origine. Del resto, dovevano essere proprio gli accidenti ad essere frantumati (ostia), mentre “il corpo e il sangue di Cristo restavano integri”. (29)

Alle reliquie corporee dei santi si aggiunsero presto, nella considerazione dei fedeli, quelle non corporee, costituite da oggetti a essi appartenuti, ovvero connessi con la loro vita o la loro morte, come, nel caso dei martiri, gli strumenti della passione. Per fare un esempio, tra le presunte reliquie di Gesù ci sarebbe: la mangiatoia in cui sarebbe nato, la veste, la tavola o la coppa dell’ultima cena, le spine della corona, la colonna della flagellazione, i chiodi della crocifissione, la croce, il sudario in cui sarebbe stato avvolto, la Sindone.

Poi ci fu la Riforma, che rilevò come i testi sacri fossero stati abbandonati a vantaggio di queste forme esteriori di culto. Dopo il 1520, in molte città si mise in atto la distruzione delle immagini, dei santuari e delle reliquie. Zwingli prima; poi il 1523/1524, a Zurigo, con la messa in discussione del culto delle immagini; poi il 1529, quando a Basilea si fracassarono nelle chiese statue, reliquari, crocifissi e calici; infine Calvino (1509-1564), a capo della comunità protestante di Ginevra. Furono quegli anni che portarono a molti cambiamenti. (30)

Il Concilio di Trento del 1563 stabilì, con Ignazio di Loyola, la Controriforma: è vero che c’erano stati degli abusi, superstizione, ignoranza e irriverenza, ma le immagini erano importanti per avvicinare ai santi e commemorarli. Esse dovevano essere trattate con rispetto ed il vescovo era preposto a “confermare se avesse avuto luogo un miracolo o se una nuova reliquia fosse autentica”. (31)

Del resto, tra gli artefici della Controriforma, ci fu Filippo II, della casata degli Asburgo, prima re di Spagna nel 1559 e poi imperatore di Portogallo e delle sue colonie nel 1580. Egli sul modello di Carlo Magno, mise insieme una grande collezione di reliquie: fece costruire il tempio di San Lorenzo el Real e si mise alla ricerca di reliquie. Il dente di san Lorenzo gli fu inviato da Montpellier, poi cercò di trasferire le ossa di san Giacomo da Campostela. (32)

Dunque, se il Protestantesimo nelle sue varie forme rigettò sia il culto dei santi sia quello delle reliquie, il Concilio di Trento dichiarò e formulò la dottrina cattolica su questi aspetti. Il Codex iuris canonici del 1917 fece una netta distinzione tra le reliquie e nel 1983 un nuovo codice prescriveva il divieto di vendere, alienare o trasferire le reliquie insigni senza la licenza della Santa Sede, ribadendo l’uso di riporre sotto un altare fisso le reliquie di martiri o di santi. Oggi esse sono considerate “un accompagnamento della vita sacramentale” e fanno parte della religiosità popolare. Sono state suddivise in tre classi in base alla loro preziosità e all’eccezionalità da esse rappresentata, a condizione che venga comprovata la loro veridicità. Le prime sonooggetti direttamente associati ad eventi della vita di Cristo (parti della Santa Croce, chiodi della crocifissione, frammenti della mangiatoia, la Sindone, ecc.), o resti sacri di santi (corpi interi, ossa, capelli, sangue, carne, ecc.). Tradizionalmente le reliquie dei santi martiri sono considerate più preziose di quelle degli altri santi in quanto i martiri hanno fisicamente donato la loro vita per Cristo. Molte di queste reliquie sono note per la loro incorruttibilità, ovvero non subiscono la naturale decomposizione del corpo umano, segno evidente di santità. Relativamente agli altri santi, le reliquie di Ia classe più preziose consistono nei corpi stessi dei santi che sono così suddivisi: reliquiae insignes – corpi completi o parti rilevanti del corpo come la testa o un organo particolare (ad esempio il cuore); reliquiae non insignes – corpi incompleti o parti minori del corpo; reliquiae notabilis – mani o piedi; reliquiae exiguae – dita, denti o frammenti di corpo. Le reliquie di IIa classe sono oggetti che il santo ha indossato (una tunica, dei guanti, ecc.). Vi sono compresi anche oggetti come ad esempio: un crocifisso, libri, stole, e se erano stati rilevanti nella sua vita acquisivano preziosità. Sono diverse le classificazioni minori a seconda della loro tipologia, con dicitura in latino: ex pallio – dal mantello; ex velo – dal velo; ex habitu – dall’abito; ex indumentis – dai vestiti; ex arca sepulchralis – dalla tomba; ex veste – dall’abito talare; ex fune – dalla corda (che gli appartenenti ad alcuni ordini religiosi regolari portano attorno alla vita sopra la veste); ex cilicio – dal cilicio. Le reliquie di IIIa classe sono qualsiasi oggetto che sia entrato in contatto con reliquie di Ia classe. Solitamente sono costituite da pezzi di stoffa a contatto col corpo del santo. Infine, le reliquie di IVa classe sono quelle contigue con reliquie di IIa classe. Solitamente sono costituite da pezzi di stoffa o collane religiose entrate direttamente in contatto con qualche oggetto del santo. (33)

Se a partire dal Cristianesimo si diffuse il culto delle reliquie, è il Medioevo il periodo storico in cui tale culto faceva parte della vita spirituale, ma “era soprattutto materialità e quotidianità”. Questa forma di religiosità era manifestata attraverso la scoperta “reale o leggendaria” di una reliquia. Era del resto un grande affare il commercio di ossa, vestiti, corpi, controllato da monaci e vescovi: comprata o venduta una reliquia era comunque un investimento, per la possibilità di attrarre pellegrini e incamerare le loro offerte. Il denaro serviva poi per abbellire i reliquiari, restaurare o costruire chiese ed abbazie. Era una sorta di turismo religioso che creava prestigio e ricchezza. (34)

Note

  1. M. P. Giardini, “Tradizioni popolari nel Decamerone”, L. Olschki, 1965.
  2. Atti degli Apostoli, 19, 12. Cfr. M. Olmi, “I segreti delle reliquie bibliche”, XPublishing, 2018.
  3. A. Lombatti, “Il culto delle reliquie”, Sugarco Edizioni, 2007, 71.
  4. Ivi, 99.
  5. Ivi, 51-52.
  6. Ivi, 108.
  7. Ivi, 110.
  8. C. Freeman, “Sacre reliquie”, Einaudi, 2012, or. 2011, 32.
  9. A. Lombatti, cit., 56-58.
  10. C. Freeman, cit., 25.
  11. A. Lombatti, cit., 73-74.
  12. Ivi, 75.
  13. Reliquia (voce), in Enciclopedia Treccani, https://www.treccani.it.
  14. C. Freeman, cit., 97.
  15. Ivi, 18.
  16. A. Lombatti, cit., 61.
  17. Ivi, 63-64.
  18. Ivi, 68.
  19. Ivi, 116.
  20. Ivi, 131.
  21. Ivi, 28.
  22. Ivi, 37.
  23. Ivi, 41-42.
  24. Ivi, 132.
  25. G. Calvino, “Trattato sulle reliquie”, scritto nel 1543, Edizione Mimesis, 2010, 5-9.
  26. Ivi, 48.
  27. C. Freeman, cit., 163-165.
  28. Ivi, 173-174.
  29. Ivi, 217-218.
  30. Ivi, 266-277.
  31. Ivi, 296-298.
  32. Ivi, 302-303.
  33. Reliquia (voce), in Enciclopedia Treccani, cit.
  34. A. Lombatti, cit., 248.

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Cantori e cuoratori del passato

“Non sanno quello che dicono i cantori della cultura contadina e della madre terra!”, ovvero un mondo patriarcale e violento, […]

Luglio 1st, 2021

Repubblica delle Idee 2021

Il Festival di Repubblica compie dieci anni e festeggia a Bologna dall’8 all’11 luglio tra dibattiti, interviste e spettacoli. Un ampio programma che toccherà […]

Giugno 26th, 2021

Memorie di un paese

È stato appena pubblicato il volume di Emilio La Greca Romano: “Paese d’anima e memoria”. Ho realizzato alcune note introduttive […]

Giugno 24th, 2021

Pasolini, Gramsci e la sinistra

L’intellettuale, che ha sempre anticipato i cambiamenti sociali ed osservato con particolare attenzione degrado, povertà e periferie, è stato spesso […]

Giugno 17th, 2021

Letteratura a Salerno

Con la nona edizione, dal titolo: “Le occasioni“, dal 18 al 26 giugno ritorna Salerno Letteratura, il più grande festival letterario del […]

Giugno 11th, 2021

La casa come habitus

Emanuele Coccia ha scritto un interessante volume: “Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità” (Einaudi, 2021), in cui […]

Giugno 5th, 2021

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021

L’uomo è parte dell’ambiente, anche se ha scelto di sfruttarlo senza pensare alle conseguenze. È giunto adesso il tempo di […]

Giugno 2nd, 2021

Giochi criminali

https://www.ricocrea.it/wp-content/uploads/2021/06/23-giochi-criminali.pdf
Maggio 27th, 2021

Festa di Santa Maria dei Campi

  La Festa dei Campi è un appuntamento ormai consolidato a Giovi-Salerno, sentito come periodo aggregativo, in cui la collettività […]

Maggio 24th, 2021

La verità di Santoro

“Oggi la mafia ha deposto il sogno di farsi Stato; non mette le bombe, si nasconde tra i pali della […]

Maggio 14th, 2021

Il vero ritratto di Dante

«Pace, concordia, fratellanza: c’è da chiedersi come sia potuto accadere che la Commedia, un poema di ben 100 canti, e […]

Maggio 4th, 2021

La dimensione sociologica delle feste: dai riti consolidati alle forme aggregative.Ricerche nel territorio cilentano

La ritualità è stata sempre la principale caratteristica delle feste che si sono diffuse e consolidate nella tradizione e nella […]

Maggio 2nd, 2021

PROFILO DI “MARIO”, CIOE’ “GIOVANNINO”, DURANTE E A RIDOSSO DELLA GRANDE GUERRA

Il prof. Vincenzo Aversano propone un secondo intervento sul poeta e compositore E.A. MARIO, artista e “genio assoluto”, interprete di […]

Aprile 30th, 2021

IL PATRIOTTISMO UMANO E POETICO DI E.A. MARIO

Il prof. Vincenzo Aversano, già ordinario di Geografia presso l’Università di Salerno, che si è sempre distinto per essere uno […]

Aprile 26th, 2021

La cultura da tutelare

Uno sguardo a Palmira, città da recuperare dopo la furia distruttrice dei fondamentalisti jihadisti che hanno cercato di cancellare la […]

Aprile 9th, 2021

Il concetto di parrēsia in Michel Foucault

Riflessioni e analisi sul concetto di “verità”, di cui si occupò il filosofo francese negli ultimi anni della sua vita. […]

Aprile 1st, 2021

Gli indifferenti e lo spirito del nostro tempo

Nel 2020 è stato realizzato il film: Gli indifferenti, adattamento cinematografico del romanzo di Moravia, dopo il lavoro di Citto Maselli (1964) […]

Marzo 23rd, 2021

La scomparsa di Giuseppe Tarallo

Giuseppe Tarallo, ex sindaco di Montecorice ed ex presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un […]

Marzo 18th, 2021

Fenomenologia del calcio tra partecipazione e rappresentazione

“Ad attrarre il pubblico più vasto, tra tutti gli eventi della storia dell’umanità non è stato un avvenimento politico particolare […]

Marzo 12th, 2021

Un laboratorio per lo studio del COVID-19

Da poco è stato pubblicato un interessante volume: “L’emergenza Covid-19. Un laboratorio per le scienze sociali”, curato da Massimo Cuono, […]

Marzo 5th, 2021

Il potere dei “ricchini”

Il Cilento è un’area che si è consolidata, attraverso il corso dei secoli, della sua storia e della sua cultura, […]

Febbraio 24th, 2021

Esercizi di filosofia del quotidiano. L’attualità del pensiero di Pier Aldo Rovatti

‹‹Quante volte mi hanno chiesto ai dibattiti: “Ma insomma mi vuoi dire con chiarezza che cos’è il pensiero debole così […]

Febbraio 15th, 2021

I significati delle maschere rituali

Il Carnevale è legato a rituali che si tramandano da tempi remoti e trovano particolare riscontro nella tradizione antica delle […]

Febbraio 9th, 2021

L’identità come cambiamento per “uscire dalla foresta”

“L’identitario «duro», quello che stringe la tenaglia, ascolta solo quelli che parlano come lui, pensano come lui, sta chiuso nella […]

Febbraio 1st, 2021

L’anima di Napoli

Napoli è un miracolo materiale, la faccia tesa di chi spera senza la pretesa di sperare bastano pochi gesti e […]

Gennaio 27th, 2021

Il Covid-19 come creatura mitica

A partire dai 33 frammenti di Alessandro Baricco: “Quel che stavamo cercando”, alcune riflessioni sul senso del mito in una […]

Gennaio 20th, 2021

La scissione di Livorno e la nascita del PCd’I

Il I° Congresso del Partito Comunista d’Italia, quello fondativo, si svolse a Livorno il 21 gennaio 1921, dopo che i delegati della frazione comunista abbandonarono il […]

Gennaio 15th, 2021

Filosofia – Misano Adriatico

Sfide – I filosofi interrogano il nostro tempo Rassegna filosofica ON-LINE Comune di Misano Quali sono le sfide del XXI […]

Gennaio 13th, 2021

I 45 anni de LA REPUBBLICA osservando “anime e stelle danzanti”

Quando il 14 gennaio 1976 fa veniva pubblicato il primo numero del quotidiano: la Repubblica, lo aspettavano in tanti che […]

Gennaio 6th, 2021

Mutamento dei modelli di genere

Negli ultimi anni, la violenza sulle donne è diventato un problema di stringente attualità, da quando è emersa con grande […]

Dicembre 31st, 2020

BUON ANNO 2021 – L’importanza di essere diversi per realizzare la conoscenza

Alcune brevi note su un personaggio genio e sregolatezza. Edmund Kean (Londra, 17 marzo 1787 – Richmond, 15 maggio 1833), […]

Dicembre 27th, 2020

SMART WORKING

Dal taylorismo al telelavoro, dalle società pre-industriali a quelle post-industriali, il sociologo Domenico De Masi, affrontando gli ambiti di questo […]

Dicembre 16th, 2020

Diano e il Castello della Congiura

Teggiano con il suo centro storico medievale è collocata su un’altura a 637 metri s.l.m.; poi inizia la discesa lungo […]

Dicembre 8th, 2020

Un poeta e il suo tempo

Alcune riflessioni sul volume: A. Barbero, “Dante”, Laterza 2020 ……………….. Sabato 11 giugno 1289, il giorno di San Barnaba, Dante […]

Dicembre 2nd, 2020

San Giovanni a Piro: il Cenobio basiliano

San Giovanni a Piro è il paese degli archi, delle stradine strette, delle scale e balaustre, dei comignoli merlati, dei […]

Novembre 29th, 2020

Paese d’anima e memoria

Di seguito pubblico due poesie dense d’amore e ricordi del paese natio di Emilio La Greca Romano —————————————————————– “A tessitura […]

Novembre 24th, 2020

L’attualità di Spinoza

Baruch Spinozaè tra le figure più affascinanti e fraintese della storia della filosofia, come è accaduto a tanti pensatori vittime […]

Novembre 22nd, 2020

Terremoto dell’Irpinia … quarant’anni fa

Scene di pianto, volti atterriti, momenti di lutto, disagi esistenziali tornano oggi alla memoria: sono passati ben quarant’anni dal terremoto, […]

Novembre 14th, 2020

Il dominio dei Social Media

Lo sviluppo del web ha radicalmente trasformato la società con l’introduzione di tecnologie user-driven, come blogs, social networks e piattaforme […]

Novembre 8th, 2020

Ricordi e memoria / Torna com’eri quando …

Emilio La Greca Romano è tante cose: poeta e scrittore, docente e giornalista pubblicista (ha collaborato e collabora con diverse testate […]

Novembre 4th, 2020

C’era Molpa oltre Palinuro

Dal mare di Palinuro si possono osservare alcune grotte impareggiabili, rocce ed una spiaggia di sabbia che brilla. La leggenda […]

Ottobre 24th, 2020

Alla ricerca delle radici – Velia

La potenza di Elea di Pasquale Martucci   Nel territorio cilentano, una città molto importante fu certamente la romana Velia, […]

Settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

Agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

Agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

Agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

https://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Settembre 15th, 2021

Filosofia e libertà

L’edizione 2021 del FestivalFilosofia, in programma dal 17 al 19 settembre, è dedicata al tema importantissimo della “libertà”, per mostrarne […]

Settembre 12th, 2021

Osservatorio femminicidi

I femminicidi sono gesti estremi di violenza che si manifestano in una realtà complessa di oppressione, di disuguaglianze, di abusi, […]

Settembre 10th, 2021

Filosofie del mito nel Novecento

Il termine mito è difficile da definire, per le difficoltà di comprenderne il senso da parte delle culture non primitive. […]

Settembre 6th, 2021

Scuola e Covid: quando l’educazione è incompiuta

È stato pubblicato il volume di Emilio La Greca Romano: “Scuola e Covid. Narrazione politico-sociale e scolastica nell’emergenza pandemica”. Riporto […]

Settembre 3rd, 2021

Il contratto amministrato

In questo lavoro, appena pubblicato, Nisia Orsola La Greca Romano analizza lo status attuale dell’autonomia privata a seguito dell’affermazione di […]

Agosto 30th, 2021

Boccaccio e “Michelemmà”

Un plausibile rapporto intertestuale: Boccaccio e “Michelemmà” raccontano una medesima cronaca? di Vincenzo Aversano Secondo mio costume, rispettoso della curiosità […]