L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”,
Sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00,
organizzano l’incontro/dibattito per la presentazione del libro:
STORIA, CONSERVAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE, MATERIALE E IMMATERIALE DEL BASSO CILENTO (III)
a cura di Ezio Martuscelli
Intervengono:
Pasquale Carelli (scrittore e studioso di storia locale)
Mario Garofalo (Direttore Rivista Storica “Quaderni Meridionali”)
Gli autori del volume:
Innocenzo Bortone, Ferdinando De Luca, Luigi Leuzzi, Pasquale Martucci, Ezio Martuscelli, Michael Shano.
L’evento si terrà sulla piattaforma Googlemeet, cliccando sul link:
Il volume è il terzo di una collana i cui scritti/saggi riportano le conclusioni di ricerche finalizzate a studiare e mettere in risalto il Patrimonio Storico – Culturale, Materiale e Immateriale, localizzato, prevalentemente, nel Cilento meridionale, comunemente denominato “Basso Cilento”.
Intende porre in risalto lo stato di conservazione dei Beni materiali presi in considerazione e l’attualità e i modi attuativi di quelli Immateriali; rivisitare la storia dei Beni studiati promuovendone la loro conoscenza anche ai fini di un’implementazione di un turismo culturale destagionalizzato.
Gli Autori si augurano che i loro scritti siano portati alla conoscenza delle scuole e che possano suscitare la curiosità dei giovani, invogliandoli ad approfondire le caratteristiche identitarie del territorio di cui fanno parte e quindi riscoprire l’origine e le radici del popolo cui appartengono ed essere così fieri di quello che i loro predecessori gli hanno trasmesso, auspicando che essi, avendone cura, li trasferissero alle future generazioni.
Il libro è articolato in sei capitoli scritti da vari Autori e che trattano case study che riguardano elementi diversi che fanno parte integrante dei Beni Culturali dell’Area prescelta. I contenuti di queste sezioni sono sotto delineati.
Innocenzo Bortone, propone un’indagine del piccolo centro storico di Licusati, frazione del comune di Camerota, per ricostruire le possibili fasi evolutive dell’aggregato urbano, mettendo in relazione documentazione storica, fonti cartografiche e analisi morfologica e visiva del tessuto edilizio.
Ferdinando De Luca scrive sul monachesimo italo – greco e sull’antico cenobio di San Nazario, ubicato nell’omonima frazione del comune di San Mauro La Bruca. In successione, tratteggia le tappe storiche che portarono alla diffusione nell’Italia meridionale di detto monachesimo, con particolare attenzione al Cilento.
Luigi Leuzzi svolge una disamina mito-archeologica di alcuni siti esemplari: Palinuro e la Civitella di Moio. Questi luoghi più di altri occasionano un’indagine ermeneutica che dalle evidenze archeologiche, dei miti e dei riti persistenti si dischiudono aprendosi ai molteplici interrogativi che ciascuno di noi si pone quando cerca di appropriarsi di una tonalità affettivamente significativa del senso di appartenenza e in contemporanea dell’apertura al mistero delle origini.
Pasquale Martucci affronta “l’elemento immateriale” che va oltre e supera la capacità di cogliere il contingente, proiettando l’uomo in una dimensione simbolica da scoprire, ricercare, costruire e co – costruire. E lo fa rilevando ancora l’importanza del mito, come bisogno e desiderio di comunicare con gli altri, narrando gli avvenimenti significativi del loro contesto di riferimento. Nel caso di Palinuro, si sono individuati tre miti: quello del nocchiero di Enea; Ulisse e le sirene, in particolare Molpé; la favola del Club Méditerranée.
Ezio Martuscelli riporta uno studio (sfrutta anche un’originale e rara documentazione iconografica) avente la finalità di rivisitare le vicissitudini di due complessi religiosi che nel tempo hanno avuto stretti legami, anche contenziosi, ma che comunque hanno svolto un ruolo molto importante sulla religiosità e sullo sviluppo socio economico del territorio. Si tratta dell’Abbazia di Santa Maria degli Angeli, basiliana fino alla fine del basso Medioevo (poi distrutta; della quale non ci sono nemmeno i resti), e della Chiesa seicentesca, nata “ricettizia”, attuale Parrocchia di Centola, intestata a San Nicola di Mira.
Gli Autori, attraverso la pubblicazione delle loro ricerche sugli aspetti sopra delineati si propongono di attirare l’attenzione delle Istituzioni locali e delle Autorità preposte sulla necessità di tutelare e valorizzare in maniera appropriata il Patrimonio storico – artistico del basso Cilento.
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