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Il caos è la parola che meglio riesce a definire ciò che accade nel nostro mondo, specie in conseguenza delle incertezze e delle precarietà sociali, che fanno sostenere al direttore del festivalfilosofia, Daniele Francesconi, che siamo in presenza di un cigno nero, tra concetto generativo e dissipativo. Per restare nella metafora, ci chiediamo se quel cigno possa trasformare il suo aspetto in qualcosa di diverso, ovvero in un colore più chiaro, magari bianco, più vivido, più trasparente. Ovvero, se da quel caos si possa trovare un’idea di nuovo ordine.

Nella vita caotica, disarmonica, imprevedibile in cui viviamo, si sviluppa la logica del caos, che c’è sempre stato, perché siamo messi davanti “ai limiti dell’ordine e anche a quelli del nostro sapere” (Francesconi), attraversato da dissoluzioni di vecchi ordini, eventi catastrofici e processi profondi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico.

Per tanto tempo si è creduto che il caos fosse una concezione negativa, qualcosa da cui difendersi da dover necessariamente ricondurre ad un ordine, dargli una forma. E forse in tanti ancora lo pensano, se credono che la nostra vita debba essere ordinata, perché diversamente perderemo ogni senso, ogni riferimento che ci è stato insegnato e trasmesso.

Ma allora come confrontarsi con il caos, con un ordine che si dissolve?

Il festivalfilosofia 2026 ha inteso definire il caos “atto creativo”, quando ha interrogato tanti uomini e donne del pensiero umanistico e scientifico per cogliere il passaggio dal caos originario, all’ordine e alle tante possibilità di ripiombare in un nuovo caos. Quest’ultimo vede l’affermazione di un uomo aggressivo verso l’altro che determina delle relazioni distruttive; c’è poi da riflettere sui rapporti verso l’ambiente circostante e l’esaurirsi delle risorse naturali; infine, occorre chiedersi in che modo affrontare le accentuate diseguaglianze sociali.

Passo ad analizzare alcune questioni evidenziate.

Serenella Iovino indica una strada per apprendere nuove modalità di comportamento: se si pensa alle api, l’animale totemico per eccellenza delle sue ricerche, si notano qualità come l’empatia, il coraggio, la pazienza; esse antepongono la collettività all’interesse dei singoli e “sacrificano la vita quando sono minacciate”. Parto da questo esempio perché resta centrale un uomo che deve affrontare le sfide del futuro per abbandonare quel disorientamento per lo strapotere della tecnica, oppure ripiombare in uno stato di ferinità.

Questo approccio diventa centrale in Stefano Massini, che tratta la tendenza al cruor, il sangue che è fatto fluire fuori dal corpo, ovvero la propensione alla crudeltà. La tentazione quotidiana è sotto gli occhi di tutti: Massini sostiene che cinema, letteratura media premiano oggi quell’istinto ferino che fa vendere. Lo Stato si è ripreso il diritto di esibire la sofferenza e sembra che tutti noi siamo attratti dagli eventi cruenti; è la spettacolarizzazione del sangue ai fini economici e commerciali. La soluzione sarebbe di affrontare la prosopografia, tra potere, formazione delle élites, carriere politiche: oggi “vivi nella memoria collettiva solo se diventi un personaggio cruento”. C’è poi la grande piazza digitale, l’algoritmo, che valorizza soprattutto ciò che è rottura e si manifesta nella sua cruenza, quell’animalità che è in noi: più sei ferino e più interessi all’altro. Oggi lo Stato (regime) sembra essere legittimato a far scorrere il sangue e le masse lo condividono, attratte dalla crudeltà ma anche dal compiacimento. Vogliamo prendere le distanze dalla crudeltà e riscattare i nostri istinti? (Massini).

Eppure, quell’individuo cruento, in controtendenza con le credenze quotidiane, è rappresentato dalle forme sconosciute dell’umano, una mostruosità in positivo che deve poter convivere nella sua autonomia e differenza. Lo insegna Montaigne nei “Saggi”, e lo spiega Nicola Panichi quando introduce la tolleranza, lo sguardo molteplice, il diverso da intendere come colui che arricchisce. Qui il caos può trovare un nuovo verso e una nuova riorganizzazione verso l’ordine.

Si chiede Salvatore Natoli se quel caos non sia la descrizione del tutto, quel caoscosmos che si sviluppa attraverso una circolarità agitata, la composizione e scomposizione, vagare, errare, sbagliare. Sembra di imbattersi nel Vico dell’andare e tornare, del fine e dell’origine: caos è origine, l’atto stesso dell’aprirsi, l’esplosione di energia. Per i greci è l’apertura generante, la forza dell’espandersi che trasforma in forma, è la potenza che genera ordine e predispone all’ordine. Sono quei fenomeni emergenti e quella trasformazione del vivente che poi incontra la morte come rigenerazione e ricomposizione in una nuova vita. Qui si realizza il circolo caos/ordine/caos, con una pluralità di elementi che intervengono e generano complessità, in maniera tuttavia non lineare ma caotica. Prima di riprodursi in un’altra forma ci sono movimenti di inizio e fine, composizione e scomposizione: la tendenza dei sistemi viventi è l’organizzazione che presuppone azione, alla ricerca di un nuovo caos. Se le organizzazioni umane hanno bisogno di aperture e chiusure, man mano che si differenziano le società il processo è più complesso e articolato.

La sua domanda è: perché c’è il caos oggi? Si vive in un grande disequilibrio per il venir meno di un ordine politico e sociale ed ha prodotto un futuro che è indeterminato e a rischio. È un caos frutto di un’ambiguità che non consente di perseguire un fine creativo.

Ma è così o questa è la nostra percezione dei tempi che viviamo? Il caos di Natoli analizza la vita a breve, la provvisorietà esistenziale, l’insicurezza e una libertà che si fonda sull’instabilità, in cui c’è la scomposizione della famiglia e al tempo stesso del bisogno della famiglia; siamo spaesati, soli e vogliamo essere liberi, poi ci sono le questioni geopolitiche, dove si realizza un doppio gioco delle parti. Alla fine, il tavolo si chiuderà ma i costi saranno elevati, il caos realizzerà perdite (vite umane) senza ricomposizioni.

E questa sembra essere oggi la percezione che si coglie, anche se l’indicazione è quella di una scintilla per la ripartenza, per quella complessità di creazione e distruzione come momenti circolari interrelati che magari non si vedono nell’immediato.

Massimo Recalcati, avendo presente la concezione della natura umana che attraverso Freud intende il mostruoso non esterno ma interno all’intimo umano, presentando l’opera del pittore Anselm Kiefer, poeta delle catastrofi, rileva il rapporto tra trauma storico, memoria e possibilità di rigenerazione, con riferimento al nazismo e alla Shoah: eppure la catastrofe non è solo la fine dell’ordine preesistente ma lo spazio per “un’elaborazione simbolica” di un passato che produce “inattese forme di rinascita”. Del resto, anche se tutto si distrugge c’è sempre qualcosa che resta, come le relazioni sempre imprevedibili che fanno emergere dalle macerie dei semi, una rovina che tuttavia costituisce memoria che sopravvive e darà origine al nuovo.

Anche agendo tra violenza e crudeltà, Cristina Guarnieri ha illustrato come nell’Iliade, il poema della guerra e della violenza, in realtà albergano dei valori che si tramutano in istanti: vuole sostenere che anche nella distruzione ci sono istinti di amicizia, rispetto, ospitalità. L’opera classica è antidoto alla barbarie, e contro la violenza del mondo occorre attuare un metodo che vada contro la disumanizzazione. I greci sostenevano che la guerra fa parte della vita: non siamo mai fuori da questo spazio ma dobbiamo attraversarlo ed uscirne. Se la forza bruta innesca meccanismi distruttivi, la vulnerabilità crea la pratica dell’istante. L’opera di Bespaloff le definisce “tregue sacre”, quei momenti in cui anche i guerrieri si dimostrano umani e dove esplodono i valori della bellezza, amicizia, rispetto. Ci sono in quegli istanti sentimenti che mitigano l’odio e gli avversari smettono di distruggersi. È il contrario di ciò che accade nella cruenza di tante immagini che oggi sono rilanciate in rete.

L’indicazione è di muoversi cercando di trovare l’intellegibilità del disordine del mondo, che significa affidarsi ad un pensiero che vada inteso nell’ambito del cambiamento delle cose che accadono, con uno sguardo plurale che vuole indagare soprattutto la violenza e le guerre, considerando che il male è nella natura umana.

Montaigne sosteneva, lo dice Nicola Panichi, che la legge è tale perché è legge, così come la guerra è tale perché guerra. Ma occorre che la legge che dovrebbe regolamentare le relazioni umane sia intesa come una sorgente da cui poi cresce il nuovo. La consuetudine la fa crescere e le fa vedere il vero volto nelle persone e nelle cose. La guerra è una dimensione negativa: Erasmo affermava: “dolce è la guerra a chi non l’ha vista in faccia”. Se Machiavelli svalutava i fattori etici, oggi la direzione deve essere opposta: il principe non può rompere i patti, perché ciò significa andare contro natura, quella delle relazioni, del contatto con l’altro. Il caos in tal senso è inteso come il nostro conoscere, oggi da guardare con gli occhi diversi, e, come sosteneva Nietzsche, organizzare il caos è “mettere ordine nelle stelle danzanti” (Panichi).

Ci troviamo in una condizione di guerre, IA e questioni climatiche che certamente caratterizzano il nostro tempo e la cultura contemporanea, dissolvendo molte certezze ed intaccando equilibri che erano stati faticosamente raggiunti. Ci si trova di fronte ad un disordine dei sistemi complessi che mettono in crisi l’ordine internazionale e il venir meno delle regole condivise provocando grandi instabilità mondiali. La principale questione, lo dice Vittorio Emanuele Parsi, è di aver sostituito i valori democratici e civili con il mercato e il capitalismo, non realizzando condivisione di regole e solide istituzioni.

La situazione è chiarita ulteriormente da Alessandro Aresu che, indagando l’ordine cinese, di fatto sancisce la fine dello stesso ordine e una tendenza costante al caos. Gli Stati Uniti non sono da meno nel rincorrere a livello tecnologico quella potenza: la soluzione è nel capitale umano, le persone devono agire nei grandi gruppi finanziari attraverso una responsabilità etica e una formazione continua, indirizzata ai valori civili e democratici, per affrontare i cambiamenti veloci e repentini.

Il caos è esplorazione delle soglie, un tentativo di comprendere le incertezze per le possibilità di cambiamento. Per questo, molte lezioni del festivalfilosofia riguardano i classici, cui guardare per trovare nuove possibilità di riflessione: il Timeo di Platone, il Leviatano di Hobbes, e poi Montaigne, Kant, Deleuze, Guattari, per dirle alcuni, anche se i relatori dai palchi hanno cercato di trovare supporti alle loro argomentazioni sconfinando tra le discipline e tra le diversità ed attitudini. Le varie piste tematiche hanno riguardato: le scienze e le logiche del caos; la politica e le categorie del cambiamento; la geopolitica; la dimensione interiore del disordine; le cosmogonie e il passaggio dal caos all’ordine; le apocalissi e le rigenerazioni culturali.

Per un ritorno alle origini, Cacciari ha invitato a leggere il caos non come disordine ma come grande vuoto, che può inghiottire ma anche dal quale si possono generare infinite possibilità. Caos è l’inizio della teogonia di Esiodo: il caos è il non fondo, non ha alcun fondamento. Da questa apertura c’è l’idea originaria equivalente ad un abisso, una apertura in cui non è determinabile alcuna forma ma nemmeno alcun fondo. Questo è il senso del caos. C’è tuttavia bisogno di un intervento di qualcosa che ordini le forme e le figure del cosmo.

Il problema è come si inizia ad organizzare, come dall’elemento caos si arrivi alle strutture che conosciamo? C’è bisogno di una mente, una luce che è la possibilità del niente: una dimensione superiore all’essere. Il caos è la possibilità di tutti i cosmi, la mente ordinatrice, il demiurgo, il Dio creatore.

Ma nella Genesi non c’è il caos. Se la Bibbia non ama il tema del caos, sostiene il cardinale Ravasi, in tema di cosmogonie orientali esiste un’idea di vuoto assoluto che precede la creazione. Tre sono le tavole simboliche utilizzate: c’è l’assenza di forma e la confusione; le tenebre come negazione della luce; l’abisso come voragine indistinta. Su questo vuoto interviene la creazione, “la voce divina che rompe l’assenza e introduce l’ordine”. Anche se la creazione resta sempre sospesa, perché quell’ordine è sempre esposto ad un ritorno del caos, le immagini della Genesi vedono l’uomo incorrere nell’errore che porta Dio a far cadere sul mondo un granello di sabbia che nel tempo produce il deserto: metaforicamente è anche il deserto della conoscenza e del progresso, il deserto in cui siamo piombati oggi, in cui “l’uomo possiede la responsabilità e la capacità di compromettere l’equilibrio naturale” (Ravasi).

Quando interviene una crisi, la prima reazione è di voler ripristinare ciò che c’era prima, senza pensare che ciò che c’era non c’è più. Michela Marzano, ponendo l’accento sull’abitare il caos, è convinta che importante sia pensare a ciò che siamo adesso, con riferimento alla capacità di relazionarsi con gli altri: c’è una dipendenza reciproca con l’altro e la certezza che “nessuno costruisce la propria identità fuori dal mondo”.

Passando alle relazioni che sono sempre più fragili, Matteo Lancini vede la fine della coppia e l’instabilità degli affetti che si sviluppano nel mondo moderno: le nuove generazioni guardano con sospetto, paura e timore la coppia. Lo psicologo sostiene che sono soprattutto i “modelli educativi affettivi” in una società dissociata, dove si propone l’idea della dipendenza (oggi da internet). Eppure, a suo dire, l’amore potrebbe dare un senso a quella fragilità che nasce dal caos, perché la dipendenza affettiva è una evoluzione; l’altra dovrebbe essere l’assenza di controllo per continuare a produrre delle relazioni vere e significative.

Paolo Zellini introduce un tema che rimarca l’illusione di capire tutto attraverso il calcolo. Il suo ragionamento è che la computazione attuale contiene sia efficienza che incertezza: il processo di calcolo definito “finito” avrebbe dovuto portare le certezze dell’algoritmo. E di lì l’intelligenza artificiale. Esistono risultati notevoli e limiti evidenti. Se gli algoritmi sono estremamente efficienti, possono produrre “risultati incerti, distorti”. Accade che l’IA si basi su enormi quantità di dati e su modelli complessi, “il cui procedimento interno non è da noi afferrabile”. Il problema è che ci affidiamo a questi sistemi in modo totale, mostrando una fiducia irrazionale, che porta ad una sorta di “magia tecnologica”, in cui i miliardi di operazioni finiscono con lo sfuggire alla nostra comprensione. E aggiungerei che al contrario eravamo abituati a spiegare con procedimenti esatti e dimostrazioni matematiche molti fenomeni: con il calcolo computazionale si eseguivano operazioni logiche o numeriche per raggiungere un risultato.

Maurizio Ferraris è netto sulla intelligenza artificiale: dipende da chi assoggetta al suo volere, anche se è uno strumento di potere esercitato come una clava. La sua lezione è sui passaggi della speculazione filosofica considerando che la realtà tende sempre verso l’entropia, cioè il disordine. Quello che tutti vagheggiano, ovvero il bisogno di ordine, non diventi il ritorno all’ordine, perché c’è bisogno di individuare nuove strade che vadano oltre quelle di una filosofia che nel secolo scorso ha portato a tante conquiste politiche e sociali, attraverso l’azione del decostruzionismo. Distruggere non basta più, ed allora la sua proposta è affidarsi ad un concetto ereditato dalla fisica e che si chiama “isteresi”, la permanenza degli oggetti anche quando le cause sono scomparse, ovvero un sistema dipende non solo dalle sollecitazioni del presente ma anche dalla sua storia passata. La struttura profonda del reale, sostiene, consiste nel restare più che nell’accadere. C’è qualcosa piuttosto che il niente: se applico un magnete a un pezzo di ferro noto un’attrazione che si protrae anche oltre, facendo permanere una traccia residua. Ciò significa che le cose restano, così come si conservano le idee sia sbagliate che giuste. Questo agire attraverso l’“isteresi” permette di definire un nuovo trascendentale, una nuova metafisica, certamente differente da quella intesa a lungo. Se nella realtà non c’è un inizio, una traccia di ciò che è stato, non si permetterebbe ad altri di percorrere una via. All’origine di ogni vita ci sono ripetizioni di processi uguali, è l’elemento infrastrutturale che crea il mondo e produce le possibilità del conoscere. Questa conoscenza si costruisce attraverso i dati, perché “nulla si costruisce senza conservazione” di ciò che è stato: non è importante solo l’essere, ma esso va integrato con l’operare, il sapere, il volere, avendo uno sguardo diverso sulle cose. La lezione di Ferraris è di dare un senso a quella traccia del passato che poi determinerà il futuro, ovvero farà realizzare un nuovo ordine dal caos.

Questi sono alcuni spunti che emergono dal dibattito filosofico e scientifico. Ma accanto alle lezioni, una quarantina fra mostre e installazioni hanno esplorato il legame tra entropia e creazione d’arte che, insieme a spettacoli, cucina filosofica, e tante occasioni di confronto e dialogo, hanno offerto gli strumenti di interpretazione di una complessità non solo legata alle idee ma anche alle pratiche e alle azioni di vita quotidiana.

 

 

Di seguito, riporto alcune tematiche affrontate dai vari studiosi che hanno arricchito il programma filosofico.

Alessandro Aresu (equilibri geopolitici globali nell’epoca della competizione tecnologica), David Armitage (idee politiche moderne e delle grandi strutture del potere globale), Gregorio Baldin (Leviatano di Thomas Hobbes), Giuliano Boccali (studi sanscriti e analisi delle grandi tradizioni religiose e letterarie dell’India antica), Mauro Bonazzi (Dioniso, Nietzsche e la crisi della modernità), Rosi Braidotti (filosofia politica, teoria femminista e studi sul postumano), Massimo Cacciari (concetto di caos, crisi e conflitto), Barbara Carnevali (Estetica Sociale, e rapporto tra forme sociali e forme estetiche), Adriana Cavarero (vulnerabilità e singolarità dell’umano), Pierre Charbonnier (sviluppo, ambiente e organizzazione delle società), Anne Cheng (grandi tradizioni intellettuali dell’Asia, in particolare la Cina), Umberto Curi (Polemos, la politica come guerra), Mario Del Pero (le dinamiche di potere e conflitti geopolitici), Donatella Di Cesare (identità, appartenenza e convivenza fra differenze), Ivano Dionigi (la tradizione classica e le inquietudini del presente), Elena Esposito (la predizione algoritmica, il futuro generi e nuove forme di incertezza), Roberto Esposito (rapporti fra vita, comunità e ordine politico), Franco Ferrari (Timeo di Platone), Maurizio Ferraris (rapporto tra realtà, tecnica e produzione del sapere), Simona Forti (forme moderne del potere e rapporto fra libertà individuale, autorità e costruzione dell’agire collettivo), Marco Fortunato (dispositivi narrativi e immaginativi per sovvertire convenzioni e identità consolidate), Emanuela Fronza (diritto penale contemporaneo, giustizia internazionale, sovranità), Nadia Fusini (l’opera di Shakespeare tra oscure delle passioni, desiderio, potere, ambizione), Umberto Galimberti (civiltà contemporanea tra tecnica, nichilismo e progressive trasformazioni culturali), Carlo Galli (pensiero politico moderno, nei suoi rapporti con conflitto, sovranità e forme del potere), Cristina Guarnieri (sull’Iliade di Rachel Bespaloff), Serenella Iovino (rapporto tra esseri umani e mondo naturale per ripensare le responsabilità collettive), Francisco Jarauta (filosofia, estetica e grandi trasformazioni culturali del mondo contemporaneo), Luke Kemp (ascesa e collasso delle società umane tra crisi ambientali, squilibri politici e vulnerabilità sistemiche), Matteo Lancini (instabilità, affetti e rapporti di coppia nel fragile mondo odierno), Silvia Lippi (forme contemporanee del desiderio e della sofferenza tra identità e pulsioni, equilibri precari ma sempre generativi), Anna Loretoni (Per la pace perpetua di Immanuel Kant), Anna Maria Lorusso (linguaggi, mass media e sistemi di comunicazione, percezione pubblica della realtà tra consenso e riconoscimento del vero), Michela Marzano (dimensioni dell’esperienza umana tra corpo, affetti, identità, libertà del singolo e rapporto con l’altro), Stefano Massini (il racconto della crudeltà, tra sentimenti, passioni civili, diritti dimenticati e tematiche sociali di attualità), Alberto Melloni (guerre di religione, trasformazioni politiche e mutamenti culturali), Valentina Moro (la tradizione del teatro antico e la persistenza dei suoi modelli nella cultura occidentale), Salvatore Natoli (Caoscosmos tra ordine naturale, disordine umano), Gloria Origgi (reputazione, fiducia e circolazione delle informazioni per costruire la conoscenza), Carlo Ossola (linguaggio, memoria culturale, riflessione spirituale e immaginario condiviso), Gianni Paganini (Nuova scienza e scienza civile da Galileo a Hobbes), Nicola Panichi (sui Saggi di Montaigne), Vittorio Emanuele Parsi (crisi dell’ordine internazionale fondato sulle regole tra conflitti, mutamenti strategici e ridefinizione dei rapporti di forza globali), Telmo Pievani (trasformazione, adattamento, equilibri instabili, mutazioni imprevedibili e continue riconfigurazioni del vivente), Gaspare Polizzi (dialogo tra sapere razionale, immaginazione teorica e interpretazione della natura), Alfio Quarteroni (matematica applicata e modellazione computazionale tra strutture dinamiche, equilibri instabili del mondo naturale e artificiale), Gianfranco Ravasi (la Genesi tra esegesi biblica, riflessione teologica e dialogo con la cultura contemporanea), Massimo Recalcati (Catastrofe e rigenerazione. La teodicea di Anselm Kiefer), Francesca Rigotti (immagini concettuali come forme di pensiero capaci di orientare relazioni, problemi complessi e strutture profonde dell’esperienza individuale e collettiva), Rocco Ronchi (esperienza, evento, divenire e trasformazione per ripensare criticamente la realtà tra Deleuze e Guattari), Armando Savignano (esistenza, libertà e dimensione spirituale, un costante dialogo fra esperienza storica, cultura e ricerca di senso), Mariarosaria Taddeo (processi decisionali, forme di responsabilità e i delicati equilibri fra innovazione tecnologica, sicurezza e controllo), Guido Tonelli (la fisica contemporanea e il vuoto come immagine dinamica, instabile e generativa), Matteo Vegetti (spazio politico contemporaneo, a partire dal modo in cui tecnologia, dimensione territoriale e nuovi scenari geopolitici ridefiniscono le forme del potere), Paolo Zellini (pensiero matematico e storia delle idee scientifiche per confrontare l’umano con i limiti della conoscenza).

4 Responses to “Il caos come conoscenza”

  1. rita grv

    Grazie. Un grande aiuto per conrinuare ad interrogarci. La domanda è sempre più importante della risposta.
    P.s. il nero non è caos ma contenitore del mondo. Ci sono tutti i coloei gli uomini come i pittori debbono tirare i fili del caos sapendo che “tutto scoorre” e l’immobilità è morte.🤗🤗🤗

    • Pasquale Martucci

      Grazie Rita. Il caos come inizio è il vuoto (Cacciari). Hanno utilizzato gli organizzatori la metafora del cigno nero da cui poi costruire anche dalla distruzione. Sostiene Recalcati che anche le macerie contengono un piccolo germe che darà luogo ad un nuovo inizio. Ad ogni modo, caos, ordine e nuovo caos, il tutto è circolare (Natoli). Oggi le incertezze e i cambiamenti spesso violenti (guerre) ci danno il senso della fine che chiamiamo erroneamente caos, senza considerare che le capacità e le creatività umane, anche tra infinite difficoltà, riusciranno a trovare qualcosa per ripartire. Il messaggio comunque deve essere di speranza.

  2. Luigi Leuzzi

    Il caos originario e’ l’utero cosmogonico che ha bisogno di una norma,chi si adombra nella notte calda e confusiva della grande madre suo malgrado e’ inscritto in un tempo ciclico in cui si trasmuta in un sembiante fallico che si sostituisce vagamente al padre evanescente.Si corre il rischio di rimanere intrappolati in un vuoto che si riempe di sostituti e riempitivi senza forma o logos.Solo il dia- logos ed il polemos consentono un nuovo orizzonte di senso ,dove cio’ che e’ simmetrico ed irrazionale o inconscio diviene fecondo e mitopoietico se incontra l’asimmetria delle relazioni e diviene pertanto realmente cosmogonico dando origine ad un nuovo mondo.
    Complimenti per gli stimoli e l’analisi dettagliata di un festival della filosofia attuale e fonte di.molteplici suggestioni

  3. Gaetano Barbella

    La metafora del cigno nero calza perfettamente la filosofia rigeneratrice di Rudolf Steiner legata al tentativo di Jhavè, l’Elohim solare, che si sacrifica per contrastare l’azione di Lucifero ed Ahriman che predispongono le loro azioni per strappare il mondo degli uomini al destino divino. Nell’antroposofia di Rudolf Steiner, Ahriman è un arcangelo caduto e la sua attività è opposta a quella di Lucifero, anche lui decaduto. In contrasto con il creare di illusioni di Lucifero e Ahriman vogliono abbattere nell’umano lo spirito individuale. Ahriman è l’ispiratore del materialismo. Il suo scopo è quello di legare l’uomo alla terra, alla materia, come l’unica cosa che secondo la sua visione esiste. In merito si traduce nella fiducia che la scienza abbia bisogno solo di più tempo per creare una sorta di Paradiso artificiale sulla Terra: libero da malattie e disagi. Questo è lo scopo di Ahriman. Nella vita terrena, il potere di Ahriman porta a confondere l’esistenza sensoriale-fisica con il suo unico scopo, oscurando così ogni visione di un mondo spirituale. Questo potere porta l’uomo al completo isolamento, a dirigere ogni interesse verso se stesso. Le persone che sono in balia del potere di Ahriman, al momento della morte, rinascono poi come egoisti. Invece il destino di Jahweh riguarda appunto la nuova creazione per rigenerare la carne di coloro che resusciteranno.
    Si capisce che questo stato di Jahvè non più solare, cioè un essere divino vivo, ma come morto, è simile allo stato, per esempio, degli alchimisti che si calano nella tomba per rigenerare la loro spiritualità.
    E come morto Jahvè accellera il processo di morte degli uomini contrastando il piano di Ahriman, ma con il contributo dei suoi Elohim solari il destino di Jahweh riguarda appunto la nuova creazione per rigenerare la carne di coloro che resusciteranno.
    Questa è la visione spirituale dell’uomo secondo Rudolf Steiner, ma c’è modo di capire che la metafora sulla morte concepita da lei dott. Pasquale Martucci e da altri filosofi moderni, ha la prova fisica attraverso recenti esperienze scientifiche.
    Scienziati e startup innovative stanno rivoluzionando la gestione degli scarti tramite processi avanzati di conversione termica ed estrazione chimica, trasformando tonnellate di spazzatura urbana e agricola in materiali ad alto valore aggiunto come biochar, bioplastiche, olio e carta.
    • Ricercatori e startup stanno trasformando rifiuti urbani e agricoli in materiali preziosi come biochar, bioplastiche, olio e carta, riducendo la dipendenza dalle discariche.
    • Dalla cellulosa pura estratta dagli scarti alimentari agli impianti di conversione termica in Australia, le nuove tecnologie mostrano che la spazzatura può diventare materia prima in tempi rapidi.
    • Il biochar prodotto viene già usato in agricoltura per migliorare il suolo, mentre il sostegno pubblico rafforza un modello di economia circolare capace di generare valore economico e ambientale.
    Il link di riferimento: https://www.libero.it/tecnologia/rifiuti-tecnologia-riciclo-123683
    Cordiali saluti,
    Gaetano Barbella

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Festa di Santa Maria dei Campi

  La Festa dei Campi è un appuntamento ormai consolidato a Giovi-Salerno, sentito come periodo aggregativo, in cui la collettività […]

Maggio 24th, 2021

La verità di Santoro

“Oggi la mafia ha deposto il sogno di farsi Stato; non mette le bombe, si nasconde tra i pali della […]

Maggio 14th, 2021

Il vero ritratto di Dante

«Pace, concordia, fratellanza: c’è da chiedersi come sia potuto accadere che la Commedia, un poema di ben 100 canti, e […]

Maggio 4th, 2021

La dimensione sociologica delle feste: dai riti consolidati alle forme aggregative.Ricerche nel territorio cilentano

La ritualità è stata sempre la principale caratteristica delle feste che si sono diffuse e consolidate nella tradizione e nella […]

Aprile 26th, 2021

La cultura da tutelare

Uno sguardo a Palmira, città da recuperare dopo la furia distruttrice dei fondamentalisti jihadisti che hanno cercato di cancellare la […]

Aprile 9th, 2021

Il concetto di parrēsia in Michel Foucault

Riflessioni e analisi sul concetto di “verità”, di cui si occupò il filosofo francese negli ultimi anni della sua vita. […]

Aprile 1st, 2021

Gli indifferenti e lo spirito del nostro tempo

Nel 2020 è stato realizzato il film: Gli indifferenti, adattamento cinematografico del romanzo di Moravia, dopo il lavoro di Citto Maselli (1964) […]

Marzo 23rd, 2021

La scomparsa di Giuseppe Tarallo

Giuseppe Tarallo, ex sindaco di Montecorice ed ex presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un […]

Marzo 18th, 2021

Fenomenologia del calcio tra partecipazione e rappresentazione

“Ad attrarre il pubblico più vasto, tra tutti gli eventi della storia dell’umanità non è stato un avvenimento politico particolare […]

Marzo 12th, 2021

Un laboratorio per lo studio del COVID-19

Da poco è stato pubblicato un interessante volume: “L’emergenza Covid-19. Un laboratorio per le scienze sociali”, curato da Massimo Cuono, […]

Marzo 5th, 2021

Il potere dei “ricchini”

Il Cilento è un’area che si è consolidata, attraverso il corso dei secoli, della sua storia e della sua cultura, […]

Febbraio 24th, 2021

Esercizi di filosofia del quotidiano. L’attualità del pensiero di Pier Aldo Rovatti

‹‹Quante volte mi hanno chiesto ai dibattiti: “Ma insomma mi vuoi dire con chiarezza che cos’è il pensiero debole così […]

Febbraio 15th, 2021

I significati delle maschere rituali

Il Carnevale è legato a rituali che si tramandano da tempi remoti e trovano particolare riscontro nella tradizione antica delle […]

Febbraio 9th, 2021

L’identità come cambiamento per “uscire dalla foresta”

“L’identitario «duro», quello che stringe la tenaglia, ascolta solo quelli che parlano come lui, pensano come lui, sta chiuso nella […]

Febbraio 1st, 2021

L’anima di Napoli

Napoli è un miracolo materiale, la faccia tesa di chi spera senza la pretesa di sperare bastano pochi gesti e […]

Gennaio 27th, 2021

Il Covid-19 come creatura mitica

A partire dai 33 frammenti di Alessandro Baricco: “Quel che stavamo cercando”, alcune riflessioni sul senso del mito in una […]

Gennaio 20th, 2021

La scissione di Livorno e la nascita del PCd’I

Il I° Congresso del Partito Comunista d’Italia, quello fondativo, si svolse a Livorno il 21 gennaio 1921, dopo che i delegati della frazione comunista abbandonarono il […]

Gennaio 15th, 2021

Filosofia – Misano Adriatico

Sfide – I filosofi interrogano il nostro tempo Rassegna filosofica ON-LINE Comune di Misano Quali sono le sfide del XXI […]

Gennaio 13th, 2021

I 45 anni de LA REPUBBLICA osservando “anime e stelle danzanti”

Quando il 14 gennaio 1976 fa veniva pubblicato il primo numero del quotidiano: la Repubblica, lo aspettavano in tanti che […]

Gennaio 6th, 2021

Mutamento dei modelli di genere

Negli ultimi anni, la violenza sulle donne è diventato un problema di stringente attualità, da quando è emersa con grande […]

Dicembre 31st, 2020

BUON ANNO 2021 – L’importanza di essere diversi per realizzare la conoscenza

Alcune brevi note su un personaggio genio e sregolatezza. Edmund Kean (Londra, 17 marzo 1787 – Richmond, 15 maggio 1833), […]

Dicembre 27th, 2020

SMART WORKING

Dal taylorismo al telelavoro, dalle società pre-industriali a quelle post-industriali, il sociologo Domenico De Masi, affrontando gli ambiti di questo […]

Dicembre 16th, 2020

Diano e il Castello della Congiura

Teggiano con il suo centro storico medievale è collocata su un’altura a 637 metri s.l.m.; poi inizia la discesa lungo […]

Dicembre 8th, 2020

Un poeta e il suo tempo

Alcune riflessioni sul volume: A. Barbero, “Dante”, Laterza 2020 ……………….. Sabato 11 giugno 1289, il giorno di San Barnaba, Dante […]

Dicembre 2nd, 2020

San Giovanni a Piro: il Cenobio basiliano

San Giovanni a Piro è il paese degli archi, delle stradine strette, delle scale e balaustre, dei comignoli merlati, dei […]

Novembre 29th, 2020

Paese d’anima e memoria

Di seguito pubblico due poesie dense d’amore e ricordi del paese natio di Emilio La Greca Romano —————————————————————– “A tessitura […]

Novembre 24th, 2020

L’attualità di Spinoza

Baruch Spinozaè tra le figure più affascinanti e fraintese della storia della filosofia, come è accaduto a tanti pensatori vittime […]

Novembre 22nd, 2020

Terremoto dell’Irpinia … quarant’anni fa

Scene di pianto, volti atterriti, momenti di lutto, disagi esistenziali tornano oggi alla memoria: sono passati ben quarant’anni dal terremoto, […]

Novembre 14th, 2020

Il dominio dei Social Media

Lo sviluppo del web ha radicalmente trasformato la società con l’introduzione di tecnologie user-driven, come blogs, social networks e piattaforme […]

Novembre 8th, 2020

Ricordi e memoria / Torna com’eri quando …

Emilio La Greca Romano è tante cose: poeta e scrittore, docente e giornalista pubblicista (ha collaborato e collabora con diverse testate […]

Novembre 4th, 2020

C’era Molpa oltre Palinuro

Dal mare di Palinuro si possono osservare alcune grotte impareggiabili, rocce ed una spiaggia di sabbia che brilla. La leggenda […]

Ottobre 24th, 2020

Alla ricerca delle radici – Velia

La potenza di Elea di Pasquale Martucci   Nel territorio cilentano, una città molto importante fu certamente la romana Velia, […]

Settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

Agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

Agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

Agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Settembre 25th, 2026

Identità Evolutive. Un dibattito a Ceraso

  DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 ALLE ORE 18:00 presso Palazzo Di Lorenzo Ceraso (SA) nell’ambito della Rassegna Letteraria “CULTURE MEDITERRANEE” […]

Settembre 23rd, 2026

Il caos come conoscenza

Il caos è la parola che meglio riesce a definire ciò che accade nel nostro mondo, specie in conseguenza delle […]

Settembre 21st, 2026

L’immaterialità del Dodiforo di Stabia

Ricevo da Gaetano Barbella una prova della veridicità delle cartografie mappali. l Dodiforo di Stabia

Settembre 15th, 2026

La società del caos

  Il festivalfilosofia 2026 (dal 18 al 20 settembre 2026 a Modena, Carpi e Sassuolo) svilupperà un dibattito intorno alla […]

Settembre 1st, 2026

La perdita del capitale umano

Il capitale umano costituisce l’insieme di conoscenze, competenze, abilità e attitudini degli individui, che rappresentano un “valore” sociale. L’etimologia del termine […]

Agosto 12th, 2026

Roccadaspide: “Casa Museo Arte Scienza”

  “L’arte non è espressione del mondo esteriore, ma solo estrinsecazione di quello intimo” (Rosa Spinillo). Partendo da questo assunto, la […]

Agosto 11th, 2026

Rofrano: memorie di un paese

Rofrano, 13 agosto 2026, alle ore 18:30 presentazione del libro di   Nicola Raffaele Coviello: “Rofrano nel Cilento. Cunti re […]

Agosto 10th, 2026

Ricerche sul Patrimonio Culturale

“C’è bisogno che ogni comunità abbia una testimonianza, una voce da trasmettere, per riscattare l’uomo dall’oblio”. (Ernesto de Martino)   A […]