L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Giovedì 23 aprile 2026 alle ore 17:00, organizzano l’incontro/dibattito:
“Le culture sospese”
che si terrà sulla piattaforma Googlemeet, cliccando sul link:
meet.google.com/nvi-zutu-xhk
Le riflessioni sono affidate a relatori con diversificate competenze che analizzeranno le incertezze delle nostre vite sospese e precarie, ponendo al centro la cultura territoriale, la memoria collettiva, le relazioni, il ruolo della tecnologia, le sfide future.
L’incontro sarà moderato da Ezio Martuscelli (Presidente Associazione “Progetto Centola”). Gli interventi sono di: Antonella Casaburi (docente, scrittrice); Antonio Di Rienzo (studioso di cultura popolare); Bianca Fasano (giornalista, scrittrice); Luciana Gravina (poeta, scrittrice); Rita Gravina (storica, scrittrice); Luigi Leuzzi (psichiatra, antropo-fenomenologo); Milena Montanile (docente Università Salerno); Massimo Montanile (scrittore, docente, esperto di AI). Le conclusioni sono affidate al sociologo Pasquale Martucci, autore del volume: “Sentieri sospesi. Memoria della cultura e prospettive territoriali”, Independently published, 1 marzo 2026, 197 pagine. Il volume è disponibile su Amazon, anche in formato Kindle.
“Sentieri sospesi” si occupa di dinamiche culturali con al centro il territorio, il contesto, il mondo materiale e immateriale. Affronta le differenze centro/periferia, i fenomeni di marginalità, il passaggio da società forti e definite a quelle che vivono precarietà e incertezza, una modernità non ancora realizzata, sospesa, che vive una fase di interruzione, pausa, intervallo, transizione, che guarda sullo sfondo ad una ripresa, la ricerca di una prospettiva, una rinascita.
Nella fase che stiamo vivendo si propongono “nuove traiettorie” che possano evolvere, considerando la “ricchezza territoriale”, le forme di “partecipazione e governance”, l’“autodeterminazione”, per progettare la propria qualità di vita ed un’esistenza libera e democratica.
Le possibilità di sviluppo sono le dimensioni di un dibattito che, pur individuando la carenza di risorse e i limiti ai processi di qualificazione e sostenibilità, si prefigge l’intento di riqualificare i luoghi che custodiscono tradizioni e testimonianze sociali e umane, i piccoli centri portatori di cultura, saperi e storia, ma anche silenzi, poesia e suoni.
Per realizzare una diversa conoscenza, occorre affidarsi a forme di creatività, che Byung-Chul Han chiama “inazione”, ovvero quel processo verso una dimensione relazionale tra individuo e mondo esterno che si rivolge a complesse dinamiche di “indisponibilità”, così come sosteneva Hartmut Rosa:
“Il momento culturale propulsivo di ogni modo di vivere che chiamiamo moderno è l’immaginazione, il desiderio e l’aspirazione a rendere il mondo disponibile. La vivacità, il contatto e l’esperienza vera però scaturiscono dall’incontro con l’indisponibile. Un mondo che fosse completamente conosciuto, pianificato e dominato, sarebbe un mondo morto”.
Il libro è diviso in quattro parti, ognuna strutturata in tre capitoli: sentieri da percorrere per riflettere sul rapporto passato/presente/futuro e il loro continuo scambio interazionale, perché solo le relazioni permettono agli uomini di entrare in contatto con gli altri e vivere le comunità.
1) I “Sentieri della cultura” riguardano: cultura e memoria, miti e immaginario, relazioni e risonanza, fondamenti di una “cultura identitaria collettiva” che riconosce nel passato le modalità di confronto e di proiezione verso nuove modalità di intendere la società futura.
2) I “Sentieri dell’incertezza” si riferiscono alla fase di sospensione, di passaggio in cui siamo immersi, considerando una dimensione non facilmente analizzabile se non attraverso un apporto pluridisciplinare complesso: qui troviamo i territori marginali, le incertezze generazionali, i media e le contraddizioni, con tutti gli aspetti di criticità.
3) I “Sentieri della creatività” sono un approccio di prospettiva, che considera l’umanesimo tecnologico, le comunità narrative, la contemplazione e creazione, ciò che serve per cercare qualche possibile soluzione, almeno l’auspicio di qualcosa che le azioni umane collettive potrebbero realizzare.
4) I “Sentieri della cilentanità” volgono lo sguardo al territorio, area di decennali studi e ricerche, e si rivolge al concetto di cilentanità, alla tipicità territoriale, a giovani e identità.
Il volume si chiude con una “sospensione”, quando si interrompe la consultazione delle fonti e si arrestano le argomentazioni proposte, anche se i sentieri, sempre imprevisti e sottoposti a continue riflessioni e analisi, continueranno ad offrire infinite possibilità per il sapere umano.
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