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Da tempo mi occupo del rapporto tra soggetti e oggetti, persone che vivono e determinano il mondo ma sono a loro volta influenzate da ciò che proviene dall’esterno, superando una visione di separazione ed approdando all’interdipendenza delle relazioni.

Per queste ragioni è importante considerare il ruolo degli individui/soggetti che agiscono nella loro esistenza materiale e nella loro cultura di riferimento.

Una possibile definizione di cultura materiale si rivolge all’ambito di studi sugli oggetti: si tratta “di quella varietà di oggetti, più o meno materiali, che possiamo denominare cose” (D. Miller, “Per un’antropologia delle cose”, Ledizioni, 2013, or. 2009, p. 1).

Daniel Miller è uno dei maggiori esperti di cultura materiale. Ha scritto nel 1987 il volume: “Cultura Materiale e Consumo di Massa”. Studiando le relazioni umane con gli oggetti, si è occupato delle conseguenze del consumo e poi di antropologia digitale. Ha avviato un progetto basato sui dati etnografici raccolti in diverse regioni del mondo: “Social Networking and Social Sciences Research Project”, per esaminare l’impatto globale dei nuovi social media su Paesi quali: Irlanda, Italia, Camerun, Uganda, Brasile, Cile, Trinidad, Gerusalemme Est, Singapore, Cina e Giappone.

Tra le sue pubblicazioni: “Teoria dello shopping” (Editori Riuniti, 1998, or. 1998); “Per un’antropologia delle cose” (Ledizioni, 2013, or. 2009); “Cose che parlano di noi. Un antropologo a casa nostra” (Il Mulino, 2014, 2008). Nel 2020, insieme a Slater, ha pubblicato: “Il cellulare: un’antropologia della comunicazione”, e con Horst: “Antropologia digitale” (entrambi con le edizioni Routledge); nel 2021 ha scritto: “The Global Smartphone” (UCL Press).

Negli ultimi lavori, ha sostenuto che lo smartphone è un luogo in cui viviamo, una “casa trasportabile”, piuttosto che un dispositivo di comunicazione.

La sua posizione è spiegata in modo chiaro: “Il mio metodo di ricerca può essere descritto come una partecipazione etnografica guidata dal desiderio di entrare in empatia con gli altri per vedere le cose dal punto di vista degli altri esseri umani. Credo però di essere diventato empatico non solo con gli esseri umani, ma anche con gli oggetti stessi” (“Per un’antropologia delle cose”, p. 145)

Un tema di grande interesse per Miller è il rapporto con i cellulari, le tecnologie, considerati cose che acquistano significato soprattutto nelle parti più povere del mondo globale, non soffermandosi sulle tesi che conducono ad approcci critici. Ne: “I social sotto la lente dell’antropologo” (MicroMega n.3/2025, pp. 119-128), parla di uno spazio domestico che permette di interagire con il mondo esterno: si tiene in ordine “il telefono proprio come farebbero con il loro appartamento”. Il metodo di trattare l’attuale rapporto con il digitale resta quello etnografico, che permette di verificare come le diverse popolazioni si differenziano nel loro utilizzo, considerando le relazioni familiari che sono ricercate vivendo e comprendendo gli usi quotidiani di cose, la vita delle persone nel loro contesto, che è rappresentato dalle case.

Il rapporto con le cose ci conduce all’argomento di questo scritto: gli oggetti si relazionano con noi, sono determinati dalle nostre storie, ma a loro volta influenzano i nostri comportamenti.

Il volume: “Per un’antropologia delle cose”, consente di rivisitare i lavori più importanti di Miller, una dozzina di libri e centinaia di articoli, realizzati attraverso la ricerca etnografica con metodi antropologici.

Si può riassumere in cinque tesi, come i cinque capitoli che lo compongono, specificando che:

1) gli oggetti veicolano i significati che ci rappresentano (i vestiti non sono superficiali);

2) gli oggetti non sono considerati in sé, né oggettificati, ma sottoposti a processo che si rivolge ad un livello di trascendenza, come connessione tra soggetti e oggetti (la teoria delle cose);

3) la relazione tra noi e le case, considerando il processo dell’abitare (teoria degli alloggi);

4) la materialità e l’ambiguità dei media e della comunicazione, con al centro la relazione con il telefonino, rapporto da “cellulare”, in cui i media diventano essenziali per il benessere delle persone che vivono in povertà, rilevando le conseguenze di questi oggetti sulle loro vite (cultura immateriale e antropologia applicata);

5) la relazione con gli oggetti ci porta dentro il mondo e ci fa uscire da esso, ovvero le modalità attraverso cui gli oggetti costruiscono i soggetti, che ci fa comprendere la quotidianità delle vite degli esseri umani (questione di vita e di morte) (“Per un’antropologia delle cose”, pp. 9-10).

Nella nostra visione “antropocentrica” non si considerano gli oggetti esterni che circondano gli esseri umani, presentando un umano separato dalla realtà materiale; al contrario, soggetto e oggetto non sono da intendere in modo separato ma in continua interazione.

L’antropologo si riferisce all’habitus di Bourdieu, ovvero a quel processo di interdipendenza che permette di “creare ed essere creati”. È la condivisione di uno spazio sociale incorporato dagli individui: “un sistema di disposizioni durature e trasmissibili, strutture strutturate predisposte a funzionare come strutture strutturanti, cioè in quanto principi generatori e organizzatori di pratiche e rappresentazioni” (P. Bourdieu, “Il senso pratico”, Armando, 2005).

In Miller non si tratta di intendere il contesto come componente psicologica, come archetipi e significati degli spazi domestici, quanto piuttosto di individuare un approccio che pone interrogativi sulla natura umana, sul rapporto io e altro, su ricordi ed oggetti (E. Coccia, “Filosofia della casa. Lo spazio domestico e la felicità”, Einaudi, 2021).

Nella casa si realizza il progetto familiare, vissuto come unità, i cui elementi sono in un’interazione ben determinata, un modello che permette di sistemarci nella casa, di utilizzarla e attuare specifiche soddisfazioni (A. Eiguer, “L’inconscio della casa”, Borla, 2007, or. 2004).

La casa è da sempre considerata contenitore e rifugio, una condizione emotiva di appartenenza, sicurezza e intimità. L’esigenza di avere un’abitazione, oltre ad essere un comportamento istintuale, è soprattutto progetto, identità e pragmatismo, sentimento e oggettualità, sogno e concretezza. Coccia si riferisce agli oggetti da abitare, che catturano i nostri corpi, spesso senza che nemmeno ce ne accorgiamo. L’uso, la routine quotidiana ripetuta e prolungata per giorni, settimane, mesi e anni lasciano tracce, trasferiscono una parte della nostra personalità e soggettività. Pertanto, in casa gli oggetti diventano soggetti (“Filosofia della casa”).

Daniel Miller è dello stesso avviso. Nel volume: “Cose che parlano di noi”, sostiene che gli uomini sono “definiti attraverso le cose che possiedono”, che raccontano di loro, ma attestano anche le relazioni con oggetti ed altri esseri umani.

Vediamo alcune tematiche affrontate.

La prima questione è: “gli oggetti parlano?”. Molte cose si possono individuare negli oggetti che non sono mai posti a caso, ma “accumulati gradatamente”, dunque sono disposti negli spazi a seconda di come gli uomini intendono farlo. Gli oggetti ci dicono molto del contesto, dello status, della psicologia di coloro che ci abitano.

Miller offre in: “Cose che parlano di noi”, dodici ritratti di case e persone che le abitano, attraverso un progetto comparativo. Sono storie di appartamenti nella stessa strada di Londra, che formano “piccole cosmologie”, in cui gli oggetti danno voce alla vita delle persone.

I capitoli/ricerche delle case incontrano il “vuoto” (alcune abitazioni sono senza decorazioni), ma anche il “pieno” (tanti oggetti decorativi), in cui c’è vivacità ma anche operosità; poi troviamo il “senso estetico” (colori, emozioni); la “musica” (oggetti che riconducono ai suoni); il “portatile”, che caratterizza l’uomo digitale. Un tipo di abitazione riconduce a “piercing e tatuaggi”, segni molto forti di tali simboli; oppure ai “fantasmi”, i ricordi, oggetti, quadri, ritratti di un passato che si riporta continuamente alla memoria.

Su questo aspetto, l’antropologo si sofferma attraverso una forte affermazione: “le persone sedimentano i propri beni materiali, li posano come fondamenta, mura materiali cementate di memoria, supporti resistenti di cui ci si impossessa quando i tempi sono difficili e si sta affrontando un’esperienza di perdita” (“Cose che parlano di noi”, p. 104). Un personaggio che abita una di queste case sostiene il “ruolo emotivo importante sulla relazione di appartenenza a un certo tempo; è come disseppellire il passato”. Se a vent’anni si è in un momento di “rottura” con la famiglia, molto più tardi si riconosce la loro importanza (“Cose che parlano di noi”, p. 143).

Miller trova poi case “canificate” (presenza importante del cane), ma anche abitazioni dove prevalgono i bambini, attestati da giocattoli ed altri segni inconfondibili. Ci sono poi abitazioni dove si respira “violenza”, “droghe”, “depressione”, in cui gli oggetti fanno da sfondo ai problemi reali. Gli oggetti poi denotano il tempo, l’essere ancorati ad un passato che non muta, come la polvere, le vecchie foto, ma anche il contrario, quella proiezione solo nel presente.

Miller si chiede: “che volto ha l’umanità del nostro tempo?”.

Partendo dal presupposto che la nostra vita si è basata su vincoli e obblighi che permettono di vivere con gli altri, si nota anche la presenza di oggetti trascendenti alternativi non del tutto spiegabili. L’approdo è a società e comunità che svolgono un ruolo ridotto nella vita delle persone, soprattutto nelle città. Se reti di comunità si trovano nelle strade, nei locali, nei luoghi di lavoro e tempo libero, nelle abitazioni occorre comprendere come le persone vivono e secondo quali modalità.

Si sviluppano le “non-comunità” di vita, di persone che superano gli stessi concetti di vivere in comune. L’individuo, allora, non va studiato secondo le categorie politico-ideologiche, ma considerando le sue scelte: sono persone che “vedono la loro esistenza individuale come un progetto” su cui basare la propria vita.

Ed allora: “cosa è importante nella loro vita?”.

Occorre, per Miller, seguire le loro preoccupazioni e non solo i rapporti con le altre persone, ma soprattutto “la relazione con gli oggetti”. Il suo approccio considera “gli oggetti materiali”, come “un aspetto integrale e inseparabile di tutte le relazioni, perché le persone esistono per noi nella loro presenza materiale attraverso di esse” (“Cose che parlano di noi”, pp. 184-185).

La “centralità delle relazioni” per la vita moderna e la “centralità della cultura materiale” per le relazioni comportano di indagare il contesto più ampio dove “le relazioni si costruiscono”, dove si trovano “gli oggetti quotidiani”. Le cose che le persone fanno in una casa rappresentano “l’ordine delle cose nel tempo e nello spazio” ed analogamente “le credenze basilari sull’ordine naturale del mondo”. Ogni rituale diventa anche estetico, qualcosa che dà ordine, armonia, equilibrio (“Cose che parlano di noi”, p. 186).

Oggi, anche se tra risultati tragici, contraddittori e insoddisfacenti, una famiglia o un individuo crea per se stesso “i principi e le pratiche cosmologiche ed economiche che un tempo rappresentavano il compito della società”. L’approdo è legato alle possibilità creative, definite “piccole istanze dell’umanità”, che attivano relazioni con altre persone e con le cose, e determinano un ordine, comunque multiforme e in continuo cambiamento. Gli oggetti accumulati permettono alle persone di considerare se “la loro vita è stata o non è stata degna di essere vissuta” (“Cose che parlano di noi”, pp. 195-197).

Se l’antropologo individua una nuova possibilità di ricerca, non necessariamente applicata a grandi numeri, si può sostenere che la precarizzazione della vita, con la consequenziale necessità di rifugiarsi nell’ambito più comodo e così ben costruito nel tempo, ci permette di avere una visione diversa rispetto alle ricerche sociali che hanno caratterizzato l’approccio conoscitivo.

La ricerca sul campo dà proprio indicazioni su come si sviluppano alcuni fenomeni, anche se lo si fa interrompendo il corso della storia per consentirci di vivere l’eterno presente.

Qui al contrario, si tratta di un intervento che opera quasi ad individuare nuove prospettive e metodi di ricerca per considerare altre visioni, probabilmente più intime ma sempre fondate sulle relazioni, questa volta prodotte nell’incontro con gli oggetti e contesti dell’abitare.

Soggetto e oggetto non possono essere pensati in maniera separata, ma all’interno di un processo di interazione durante il quale vengono “creati sia gli esseri umani, sia gli oggetti materiali”.

Questa sembra essere l’indicazione di Daniel Miller.

3 Responses to “Gli oggetti nelle relazioni”

  1. Antonio Di Rienzo

    Un argomento intrigante e un’interessante disamina da parte del sociologo Martucci sono motivi validi per acquisire alla biblioteca di casa i libri di Daniel Miller!

  2. Pasquale Martucci

    Ricevo da Aldo Flammia, che ringrazio, il seguente contributo.

    Buongiorno Pasquale, molto interessante questa riflessione sulla cultura materiale. Mi ha fatto pensare che, se Miller ha ragione e gli oggetti ci ‘creano’ tanto quanto noi creiamo loro, allora l’ambiente in cui vivo è lo specchio e il motore della mia quotidianità.
    ​Voglio provare a metterlo in pratica così: invece di vedere gli oggetti come semplice ‘merce’ o ingombri, inizierò a curare il mio spazio domestico sapendo che ogni scelta materiale influenza direttamente il mio umore e le mie relazioni. In fondo, se vogliamo cambiare noi stessi, dobbiamo anche saper cambiare ciò che ci circonda. È un modo per riappropriarsi del senso profondo dell’abitare, trasformando la teoria in una gestione più consapevole della vita di tutti i giorni.

    Aldo Flammia

  3. Luigi Leuzzi

    Gli oggetti ripartiti nella spazialita’ e nella temporalita’ svolgono una funzione simbolica e rinviano alla presa del mondo in senso coesistentivo.Solo la socueta’ attuale predilige la logica del piacere fina a se stesso in assenza del desiderio l’oggetto perde la dimensione di intersoggettivta’ ed e’ semplicemente contingente ed intercambiabile senza alcun rimando simbolico.Complimenti per l’analisi dettagliata e stimolante

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Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

https://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Maggio 19th, 2026

PENSIERI SOSPESI. Un Convegno a Moio della Civitella

In occasione della Settimana della Giornata Internazionale dei Musei – Pratiche di coesistenza / Polo Museale “Prof. Giuseppe Stifano” – […]

Maggio 14th, 2026

Evento “Intrecci” – Tra amore e giustizia

“Tra amore e giustizia. La pace al centro della Commedia“ prolusione del professor Rino Caputo. L’incontro, apertura del percorso culturale […]

Maggio 12th, 2026

Un commento su “Intelligenza artificiale e responsabilità umana”

Scheda del libro Titolo: Intelligenza artificiale e responsabilità umana Curatore: Stefano Preziosi Editore: Tab Edizioni Anno di pubblicazione: 2026 Lingua: […]

Maggio 11th, 2026

Campora: narrare la communitas

Uno spazio delimitato, dove si svolgono azioni da parte degli uomini che lo occupano, rappresenta certamente il contesto ideale per […]

Maggio 9th, 2026

Le rogge di Pasolini e gli odori perduti dell’Ufita

Memoria, paesaggio e scomparsa di un mondo di Massimo Montanile   Ci sono perdite che si vedono. E ce ne […]

Maggio 8th, 2026

Sulla materia oscura

LA MATERIA OSCURA DI UN MONDO COMPENETRATO ALLA TERRA CHE NON SI PUÒ VEDERE NÈ TOCCARE di Gaetano Barbella “La […]

Maggio 6th, 2026

Palizzi e l’inizio di una nuova intelligenza

Gaetano Barbella individua nella collocazione di un paese calabro all’estremo lembo della nostra penisola “il segno di una significativa nascita […]

Maggio 5th, 2026

INTRECCI: un ecosistema culturale integrato

La cultura non è un insieme di eventi isolati, ma una trama di relazioni e, considerando che viviamo in un […]

Maggio 2nd, 2026

Dalla memoria all’Intelligenza Artificiale: perché serve un nuovo umanesimo

Il rapporto tra umanesimo e Intelligenza Artificiale si rivolge, in questo scritto di Massimo Montanile, in modo più strutturato al […]

Aprile 28th, 2026

Riflessioni … in poesia

La produzione letteraria di Luigi Leuzzi spazia e si rivolge a diversificati ambiti, che vanno dalla mito-archeologia, alla fenomenologia, ermeneutica, […]