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Negli ultimi trent’anni ho realizzato una serie di ricerche sociologiche nel territorio cilentano, applicando metodi qualitativi e riferendomi alle modalità in cui un’area possa essere studiata attraverso il lavoro di un ricercatore quale soggetto attivo nella relazione che pone in essere e nei continui interscambi umani.

 

 

Sono partito dall’assunto che il Cilento ancora oggi non può prescindere dagli elementi che hanno caratterizzato la cultura contadina, in quanto si tratta di una terra che presenta valori e modi comportamentali riconducibili alle tradizioni del passato, che andrebbero, pur considerando le inevitabili evoluzioni sociali, tutelate e valorizzate perché facenti parte di un ricco patrimonio storico-culturale.

Le ricerche svolte si sono soffermate sugli aspetti della vita materiale della popolazione, prestando attenzione alle comunità che si fondano sul senso di appartenenza alla cultura popolare e sono costituite da gente che ha lavorato e vissuto cercando e rinsaldando i legami familiari, parentali e amicali, condividendo spazi e luoghi nel rispetto di valori condivisi.

Questo territorio si è sviluppato grazie al continuo integrarsi di popolazioni che hanno abitato i paesi, consolidando nel tempo una specifica identità riconducibile alla memoria storica e alle tradizioni soprattutto religiose.

Gli studi iniziali hanno riguardato le comunità e le forme di vita quotidiane, ritenendo utile introdurre il termine cilentanità, che ha trovato riscontro nella “cultura materiale” e “immateriale”, concetto quest’ultimo oggi attuale in quanto rientra nel “Patrimonio Culturale” di un territorio.

Il metodo utilizzato nei miei studi è certamente legato all’approccio alla ricerca qualitativa di Franco Ferrarotti. Procedendo in tal senso, e coinvolgendo le scienze umanistiche: storia, diritto, filosofia, sociologia, antropologia, la questione è legata alla definizione dell’oggetto di studio, che nel caso della sociologia è la persona. Il ricercatore non è estraneo, ma è lui stesso un ricercato, ed allora è necessario fare co-ricerca, considerando che l’individuo è dotato di imprevedibilità: “non è causato in maniera deterministica, non è neanche del tutto libero ma condizionato dagli eventi”. (F. Ferrarotti, Storie e storie di vita, Laterza, 1981. I lavori di Ferrarotti oggi sono contenuti nei volumi: Opere. Scritti teorici, voll. 1 e 2, Marietti1820, 2019; F. Ferrarotti, Opere. Ricerche, voll. 1 e 2, Marietti1820, 2020; F. Ferrarotti, Opere. Scritti autobiografici, voll. 1 e 2, Marietti1820, 2020)

Nel metodo della ricerca il punto di vista è decisivo per la selezione degli strumenti concettuali da impiegare, considerando che i problemi che riguardano gli individui sono sempre nuovi e diversamente configurati, e rendono fluido e senza soluzione di continuità l’ambito cui attribuire senso. Oltre ad “osservare” e “ascoltare”, il ricercatore si immerge nel contesto sociale, vive con e come le persone che studia, ne condivide la quotidianità, le interroga per scoprire le loro concezioni del mondo e le loro motivazioni all’agire. Ciò gli consente di sviluppare una visione “dal di dentro”, che è la base della comprensione. (G. Serni, M. Bolzoni, L’osservazione partecipante. Una guida pratica, Il Mulino, 2022)

Sosteneva Max Weber che chi studia e osserva è dotato della capacità e della volontà di assumere una posizione nei confronti del mondo e di attribuirgli senso, facendo sempre riferimento al proprio bagaglio di conoscenza. Questo non significa che l’analisi delle scienze della cultura possa dare luogo solo a risultati soggettivi, poiché l’oggetto di indagine è determinato dalle idee di valore che dominano il ricercatore e la sua epoca. (M. Weber, Il metodo delle scienze storico-sociali, Einaudi, 2003, or. 1922)

Franco Ferrarotti ha inteso lo studio della realtà in cui l’uomo agisce, una società che privilegia i valori umani, perché qualunque azione se non ha uno scopo non ha alcun valore. La sua modalità è affidata ad una scienza ibrida (la sociologia) che ha il primato di osservare e cogliere “il reciproco condizionamento dei vari aspetti del sociale”. (F. Ferrarotti, Lettera a un giovane sociologo, Edizioni Bibliotheka, 2024)

Lo sguardo sociologico, partendo dalla memoria storica, si indirizza alle trasformazioni e alle dinamiche evolutive, attraverso un metodo qualitativo che integra quello dei dati quantitativi.

Queste asserzioni sono state approfondite, presentando riscontri emersi dalla ricerca sul campo, utilizzando metodi e tecniche quali interviste, analisi di storie di vita, studio di documenti e comparazioni tra discipline. Per fare ciò è stato necessario coniugare teoria e pratica, ponendo la ricerca sociologica come analisi orientata, in cui gli strumenti conoscitivi, penso essenzialmente al metodo storico-comparato, si sono integrati ai concetti operativi, alle tecniche e alle modalità della ricerca per dare un senso alla conoscenza del territorio.

Il metodo di indagine qualitativo utilizzato è stato importante per realizzare almeno tre condizioni: a) la conversazione in contesti quotidiani; b) la trasmissione di conoscenze in comunità; c) la comunicazione di emozioni nelle pratiche discorsive.

In questi casi, c’è stata l’interazione tra osservatore, osservato e situazione, per spiegare le circostanze in base alle quali un dato fenomeno accade. A monte va posta la componente descrittiva, da intendere come premessa “all’obiettivo della conoscenza scientifica”, all’“interpretazione del sociale”, al passaggio dalla “spiegazione” alla “comprensione. Il percorso della ricerca sociologica prevede un continuo scambio interattivo tra soggetto ed oggetto della “ricerca-azione”. (Cfr.: C. Cipolla, A. De Lillo, a cura di, Il sociologo e le sirene. La sfida dei metodi qualitativi, FrancoAngeli, Milano 1996; C. Cipolla, a cura di, Il ciclo metodologico della ricerca sociale, Franco Angeli, Milano 1998)

Spesso si parla della non rilevanza dei metodi qualitativi in quanto di impianto soggettivo. Produco alcuni rilievi per considerare che il rigore della ricerca se segue alcuni criteri può certamente essere ritenuta valida. Essi sono: a) plausibilità (pretesa della verità); b) credibilità (caratteristiche del fenomeno e capacità del ricercatore); c) evidenza (mettere alla prova assunti non ancora conosciuti, possibili e credibili); rilevanza (importanza scientifica della ricerca).

In sociologia, la ricerca qualitativa, che ha origine nella “sociologia comprendente” di Weber, si impone a partire dalla fine degli anni sessanta del novecento negli Stati Uniti.

In precedenza, i metodi qualitativi trovano riscontro in antropologia, con gli studi etnografici ed il lavoro sul campo di Malinowsky, Boas, Radcliffe-Brown e Evans-Prichard, e si sviluppano in seguito in sociologia con la Scuola di Chicago e gli studi di comunità di Park, fino alla fine degli anni trenta del novecento.

La tendenza verso la “qualità” si sviluppa quando si affermano due essenziali approcci teorici: la “fenomenologia” da un lato e l’“ermeneutica” dall’altro. Quest’ultima trova un consistente sviluppo nell’ambito dell’interpretazione di testi e documenti.

È solo però con l’etnometodologia e Garfinkel che la ricerca sul campo si porrà il “problema interpretativo” dei “fatti” o “eventi sociali”. Gli etnometodologi hanno considerato importante il problema dell’ordine e posto in essere le regole di base che disciplinano i rapporti quotidiani tra le persone sempre entro un certo contesto. Infatti, la spiegazione scientifica è comprensibile come anche quella della vita quotidiana solo in riferimento ad una situazione specifica, al contesto. (P. P. Giglioli e A. Dal Lago, Etnometodologia, Ed. Il Mulino, Bologna 1983, p. 55).

In seguito, la “svolta interpretativa” di Geertz consente alla ricerca qualitativa un importante passo verso la legittimazione scientifica. Con l’interpretazione ed il dialogo si svincola la ricerca da statistiche, rigidi quadri concettuali e sintesi teoriche stabili, in quanto l’interpretazione dell’interpretazione consente di organizzare le società e le stesse modalità interpretative, se “complesse e virtualmente interminabili”. Il metodo della descrizione complessa e al tempo stesso stratificata pone in essere una molteplicità di strutture concettuali, molte delle quali “intrecciate” o “sovrapposte”, che il ricercatore deve “prima cogliere e poi rendere”. (C. Geertz, Interpretazione di culture, Ed. Il Mulino, Bologna 1998, Ia ed. 1988, pp. 22-30)

La teorizzazione di Geertz pone il ricercatore al centro di un approccio problematico che, sul campo con la tecnica dell’osservazione partecipante, può dar luogo ad un processo interpretativo degli eventi sociali.

Ferrarotti, che si è molto soffermato sulle “storie di vita”, intese come ricostruzioni concettuali rigorose, attraverso il collegamento tra “testo e contesto”, tra narrazione e “orizzonte storico problematico”, ha sostenuto che per operare occorre:

a) saper ascoltare;

b) saper innalzare la ricerca al di là del mero resoconto sociografico-inventariale o del rapporto di polizia;

c) puntare alla “interazione” tra ricercatori e oggetti della ricerca attraverso una “relazione significativa”. (F. Ferrarotti, L’ultima lezione. Critica della sociologia contemporanea, Ed. Laterza, Roma-Bari 1999, pp. 92-93)

Per esplicitare meglio, occorre un approccio critico e una ricerca che si presta alla attenta formulazione del problema e delle ipotesi di lavoro; poi rivolgere l’attenzione ai fatti storici e ai documenti e allo stesso riconoscimento della difficoltà dell’impresa del ricercatore. C’è il problema dell’osservazione: dati, verifica delle ipotesi, osservazione, comprensione, partecipazione. Tra le tecniche: l’intervista e l’inchiesta (con la definizione dei compiti da svolgere e della tipologia dello strumento utilizzato), partendo dal presupposto che la cultura/contesto è da intendere come modello descrittivo.

Ferrarotti si occupò molto delle storie di vita che entrano nello specifico della metodologia qualitativa:

1) come tecnica dell’ascolto che si occupa del comportamento umano nel tempo (concetto di storicità), in cui la storia è memoria collettiva;

2) come interesse alla quotidianità e la pratica di vita;

3) come attenzione alla biografia come metodo (dall’autobiografia individuale a quella di gruppo);

4) come dialettica relazionale e il campo delle mediazioni sociali;

5) con interesse alle fasi interattive, dalle biografie di gruppo allo sviluppo della soggettività;

6) prestando attenzione alla specificità del metodo biografico e al problema della “co-ricerca”. (F. Ferrarotti, Opere. Ricerche, voll. 1 e 2)

Gli oggetti dell’osservazione sono il contesto fisico, la descrizione della conformazione strutturale degli spazi nei quali si sviluppa l’azione sociale; il contesto sociale, la descrizione dell’ambiente umano come, ad esempio, le persone che frequentano un quartiere, il loro modo di vestire, le finalità dei loro spostamenti, e così via; le interazioni formali, le interazioni che avvengono tra individui all’interno delle istituzioni e delle organizzazioni nelle quali i ruoli sono prestabiliti e le relazioni sono regolamentate da vincoli prefissati; le interpretazioni degli attori sociali, l’interpretazione da parte del ricercatore delle interazioni verbali tra i soggetti del gruppo sotto forma di colloquio informale o di intervista informale; le interazioni informali, tra individui all’interno del gruppo dove i ruoli non sono prestabiliti e le relazioni non sono regolamentate da vincoli prefissati. (G. Serni, M. Bolzoni, L’osservazione partecipante, cit.)

Il mio lavoro nel Cilento ha utilizzato strumenti metodologici, quali l’intervista e l’indagine sul campo, in aree in cui i valori del passato e la vita comunitaria sono ancora presenti in maniera rilevante. La ricerca qualitativa utilizzata è stata la “ricerca-azione” che ha posto al centro il soggetto e la “ricerca coinvolta”, che ha inteso produrre un continuo interscambio rispetto all’oggetto osservato (in questo caso le persone e i contesti in cui svolgono l’azione).

In conclusione di questa prima parte cito alcuni lavori, che saranno nel prossimo scritto definiti nei contenuti, in cui ho applicato questi metodi allo studio della cultura popolare cilentana: P. Martucci, A. Di Rienzo, Identità cilentana e cultura popolare, Ed. CI.RI., Fornelli C.to (SA) 1997; P. Martucci, Identità e cilentanità. I metodi qualitativi applicati allo studio della cultura popolare. Il personaggio Giancristo, in “Annali Cilentani”, a. VII, n. 2, luglio-dicembre 2001, pp. 79-108; P. Martucci, A. Di Rienzo, Comunità e identità. Zié Grazia e zié Pasqualina a Castelcivita, in “Il Postiglione”, a. XIV, n. 15, giugno 2002, pp. 253-292; P. Martucci, Le comunità cilentane del Novecento, Ed. Arci Postiglione, Salerno 2005; P. Martucci, La vita quotidiana e il senso della cultura popolare cilentana, in “Annali Storici di Principato Citra”, a. V, n. 2, luglio-dicembre 2007, pp. 151-179; P. Martucci, Cilentanità, Ed. Arci Postiglione, Salerno 2008.

3 Responses to “Sguardi sociologici 10 / La ricerca qualitativa nel Cilento (1)”

  1. Sergio Mantile

    Belliussimo articolo! Scientifico ma pieno dipassione!

  2. Alessandro

    Un articolo molto interessante, specie i riferimenti alla ricerca qualitativa di cui Franco Ferrarotti ci introduce nel suo “Storie di vita”. Ora le chiedo se per una ricerca, relativa ad un piccolo centro abitato, relativa ad individuare urgenti forme di socializzazione non sia necessaria anche una ricerca quantitativa.

    • Pasquale Martucci

      Ha ragione a sollevare la questione e la ringrazio. Nella ricerca sociologica si tende ad integrare i metodi qualitativi e quelli quantitativi. Le ricerche statistiche spesso non ci danno l’idea delle dinamiche relazionali, penso agli studi sulle comunità anche per comprendere sentimenti e comportamenti. Per studiare un quartiere o un paese, certamente si devono conoscere la sua storia, i suoi dati economici e quelli legati alle tante questioni territoriali. Poi entrare in contatto attenuando le differenze tra soggetto e oggetto della ricerca. Ferrarotti parlava del ricercatore/ricercato che modifica il suo comportamento nel confronto con l’oggetto del suo lavoro. Non mi dilungo troppo, dico solo che occorre essere consapevoli del lavoro da svolgere, farlo con coscienza e muoversi per la realizzazione di risultati che siano validi ed attendibili. La ricerca va poi sempre posta all’attenzione di altri per essere confutare. Come si evolve la società così noi mettiamo un tassello per conoscerla nel migliore modo possibile.

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Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Gennaio 21st, 2026

Cilento: un Patto per le Aree Interne

Ricevo e volentieri pubblico.   Un Patto per le aree rurali di collina e di montagna sarà siglato venerdì 23 […]

Gennaio 20th, 2026

Il Premio “L’identità del Cilento” come memoria relazionale

Il Premio Artistico-Letterario “L’identità del Cilento”, riservato ai giovani, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e Gruppo “Mingardo-Lambro-Cultura”, mette […]

Gennaio 19th, 2026

Ritorno al sud

A proposito del dibattito su “inverno demografico e spopolamento”, Gianfranco Pazienza, ambientalista ed esperto di politiche locali e pianificazione ecosostenibile, […]

Gennaio 15th, 2026

Byung-Chul Han: l’“infocrazia” e l’espulsione dell’Altro

Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di […]

Gennaio 8th, 2026

La leggenda di Henry Sloan e il blues

Non esiste un genere musicale come il blues, caratterizzato per le emozioni liriche e le melodie sensuali, che ha avuto […]

Dicembre 29th, 2025

La società del 2025

Tra difficoltà, crisi e qualche speranza si avvia a conclusione l’anno 2025. La popolazione italiana vive una condizione contraddittoria per […]

Dicembre 22nd, 2025

La sinestesia nell’arte

Gaetano Barbella, che trae spunto dall’articolo: “L’arte di Nera” del 15.12.2025, con due scritti permette di approfondire quella produzione creativa […]

Dicembre 19th, 2025

La società in … Rete – Anno 2025

È stato pubblicato il volume unico della Rivista Professionale di Sociologia e Società: “La società in … Rete” (Anno XVII […]

Dicembre 15th, 2025

L’arte di Nera

Sintesi di un percorso artistico   Sinestesia: buco, colore, forma, massa, suono, timbro. Un colore, il rosso; Una forma, quadrata; […]

Dicembre 10th, 2025

La “memoria collettiva” di Halbwachs

Il Patrimonio Culturale è un’eredità trasmessa dalla memoria collettiva, che viene determinata da “quadri sociali” di riferimento frutto delle interazioni […]