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Tra amore e giustizia. La pace al centro della Commedia

prolusione del professor Rino Caputo.

L’incontro, apertura del percorso culturale 2026 di INTRECCI – Associazione Culturale, si svolgerà

il 15 maggio 2026 alle ore 11:30

presso la Biblioteca Privinciale – Avellino.

In allegato un breve video di Massimo Montanile.

One Response to “Evento “Intrecci” – Tra amore e giustizia”

  1. VINCENZO AVERSANO

    Carissimi,
    sono contento e grato agli organizzatori di questa prolusione del prof. Rino Caputo, incentrata su DANTE E LA COMMEDIA, COME POEMA DELLA PACE. Mi permetto solo ricordare che questa acquisizione è frutto dei profondissimi studi di Mario Aversano, che già aveva dimostrato, almeno 30 anni fa, questa BELLA VERITA’ (PURTROPPO DISCONOSCIUTA DA UN CERTO DANTISMO D’ACCATTO…), scoprendo tra l’altro la presenza, nel Poema (altrettanto disconosciuta…), della figura del CONSIGLIERE DI PACE (CIACCO, SORDELLO , MARCO LOMBARDO, SORDELLO, ECC.), e MOSTRANDO IL VERO RITRATTO (del Lorenzetti e, prima, di Giotto) del Divino Poeta. Di tutto ciò è conferma in più di 30 pubblicazioni del detto Autore, apprezzate dai più grandi Dantisti italiani e Stranieri, confluite ora e implementate nel Commento integrale alla Commedia, di Mario AVERSANO APPUNTO, PER L’EDITORE Rubbettino, 2025, che certamente vi sarà noto, o almeno lo sarà allo specialista prof. Caputo.
    Allego qui un mio saggio, appunto sul ritratto di Dante, pubblicato in UNO DEGLI ULTIMI NUMERI DI “NUOVO MERIDIONALISMO”, dove potrete trovare la versione comprendente le immagini, che qui non riesco a inviarvi.
    Spero che di quanto rappresentatovi si faccia opportuna menzione dell’intervento del relatore, ma che soprattutto si valorizzi il Commento di Mario, mio fratello, presentato con successo già all’Università di Salerno e, qualche settimana fa, alla Villa Altieri di Roma, ad opera di tre illustri Accademici Dantisti di Roma 3 e di Roma La Sapienza.
    Grato, porgo cordiali saluti,
    Prof. Vincenzo Aversano (fratello di Mario)

    Vincenzo Aversano
    IL RITRATTO DI DANTE, VERO, VIVO E OPERATIVO, AUTORE AMBROGIO LORENZETTI
    UNA SCOPERTA DA VALORIZZARE*
    Quasi un quarto di secolo fa Mario Aversano, dantista molto apprezzato in Italia e all’estero, individuò la figura del “divin poeta” col suo reale volto in un affresco di Ambrogio Lorenzetti, noto come l’Allegoria del buon governo, realizzato nella «Sala della Pace» del Comune di Siena: l’esule fiorentino compare quasi in testa a un corteo di 24 «consiglieri» disposti a coppia e sostenenti una corda, espressione della divina Giustizia e diretta, attraverso la Concordia, al Reggente del comune. L’Autore annunciò questa scoperta durante una relazione al LXXVI Congresso. Internazionale della Società Dante Alighieri, ivi celebrato, dedicando poi all’argomento un lungo e “motivante” articolo, in «Quaderni della Dante. Ferrara», 2005 (poi ripubblicato in Aversano, 2011): a uno dei due si rimanda per specifici approfondimenti, impossibili da rendere in questa perorazione riassuntiva.
    Sulla “doppia” dimostrazione di Aversano, globalmente inconfutabile – mi pare – in quanto basata su oltre trenta indizi intertestuali, calò uno “strano” silenzio della comunicazione scientifica e mass-mediale, che suona affronto sia a Dante e al suo ritrattista, sia all’Autore della scoperta, procurando, fatto che più importa, un danno all’interesse culturale collettivo. Eppure da molto tempo l’idea di questo saggio sembra considerata da un autore estero (Kühr, 2012: V., ad es., a p. 75, per l’influsso della Monarchia sull’iconografia dell’affresco; ma per tale nesso V. Aversano, 1, pp. 525-526 e 532-533), studioso conosciuto e/o citato da colleghi italiani, specie se esperti di Lorenzetti, come M. Seidel e S. Calamai; inoltre, il titolo di Aversano compare in evidenza quale esito alla libera ricerca sulla voce «ritratto», al 4° posto su ben 42 articoli, nell’Archivio della Bibliografia Dantesca Internazionale, gestito dalla Società Dantesca Italiana in collaborazione con The Dante Society of America (importante strumento digitale per tutti i dantisti): la posizione apicale testimonia la grande pertinenza e specificità dello scritto relativamente al tema del ritratto dantesco, nonché l’importanza che questo assume nel dibattito scientifico-letterario.
    Giova dunque riassumere il contenuto di quel saggio, non senza aver prima precisato che chi scrive ha esatta conoscenza della difficoltà del tema (delibato in migliaia di pubblicazioni), della cui sconfinatezza si può avere idea nella bibliografia inclusa, in corpo minuscolo, nella magistrale ricerca di Sonia Chiodo (2017, pp. 371-376) e nell’altrettale saggio di Isabella Valente (Ivi, pp. 377-452), pubblicati in un volume prestigioso: ivi però i due saggi di Mario Aversano, sebbene editi da circa vent’anni nelle citate due sedi di assoluta visibilità, vengono del tutto ignorati, mentre il suo nome nemmeno compare nell’Indice dei nomi propri e delle fonti delle Vite di Dante (Ivi, pp. 455-479): senza polemica, lascio al lettore ogni debita considerazione.
    Anche per rimediare a tanto inspiegabile silenzio bibliografico, tuttora permanente, vengo al mio assunto-riassunto dello scritto di Aversano. Preliminarmente l’A. precisa un dato indispensabile a fondamento del proprio discorso dimostrativo, ossia la presenza – nella Commedia – di una figura fondamentale della Teologia Politica “applicata” di Dante, finora mai individuata nei commenti, e cioè quella del «consigliere» dei reggenti, monarchi, capi religiosi e simili. Essa è fondamentale – sostiene l’A. sulla scia del Sommo Poeta – ad assicurare, per gli Stati o unità municipali, il bene interno ed esterno, secondo Giustizia, Concordia e Pace. Ciò comporta che, insieme con l’Imperium e il Sacerdotium (Papato), occorre che si collochi il Consilium, terzo Potere o “Sole” che dir si voglia, il cui esponente, forte di ingegno e studio, deve essere savio, cioè filosofo attivo ed egemone in quanto rappresentante della cultura (fatta di sapienza e derivata da buon insegnamento): Mardocheo, Sordello di Goito e Marco Lombardo sono i modelli di questa figura «del ben fare e del ben dire», anche in poesia.
    Posto che Dante è noto per aver svolto in vita l’apprezzata funzione di «alto consigliere», quanto appena asserito giustifica la sua ben risaltata presenza nell’affresco lorenzettiano, e rivela più in generale che l’intera strutturazione delle relative scene, comprese le figure allegoriche chiamate in causa, contenga chiari richiami alla Divina Commedia (per es. tutti i sesti canti, “politici”, e specie il XVI del Purg.– il 16 è il numero consiliare per eccellenza – e dell’Inf.: Aversano, 1, p. 531), ma anche ad altre opere dantesche, attraverso cui sono di massima ripresi anche concetti e simboli risalenti ad autori classici e medioevali. Su tale linea l’Aversano dimostra, fonti alla mano, i
    *Ringrazio il Prof. Donato Pirovano, Ordinario di Filologia e Critica Dantesca all’Università di Milano, per i preziosi consigli bibliografici e testuali resi a me, Non-Dantista, nello stilare questa nota.
    seguenti assunti, schematizzabili per obbligo di spazio come segue: almeno dopo Roma e Firenze, Siena è la città dove più si studiava e condivideva l’opera di Dante; non a caso i suoi reggenti commissionarono le raffigurazioni di pace e discordia al Lorenzetti, che era un «dotto» oltre che pittore (secondo il Ghiberti), tanto che il Vasari gli attribuirà natura «più tosto di gentiluomo e di filosofo che di artefice»: per di più, membro a Siena del Consiglio dei Paciari e, alla stregua di Dante, immatricolato nell’Arte dei Medici e Speziali; nella rappresentazione i registri pittorici sono disposti secondo la gerarchia dantesca: in basso le virtù cardinali, in alto quelle teologali, con al sommo la Carità; l’importanza che Dante dà alla Sapienza viene rispettata nel largo spazio che l’affresco riserva a questa allegorica figura; le sei didascalie delle scene sono state ideate probabilmente dallo stesso pittore, data la sua riconosciuta cultura: in esse Aversano, comparandole con versi o frasi della Commedia, del Convivio o di altre opere dantesche, col metodo della «semiosi obbligata» trova conferma del sicuro contatto intertestuale; a dimostrazione di tali conclusioni si citano: a) la prima didascalia, riferita alla Concordia (e non alla Giustizia, come è invalso dire, corregge Aversano…), dove si leggono le parole «unità», ed «effetto»; b) a tale allegoria è invece attinente la scritta di ascendenza dantesca: «Volgete li occhi a rimirar Costei»; c) molte altre concordanze, tra il pittore e il poeta, son verificabili per alcuni termini usati nelle legende («diserto», «sospetti», «scuri», ecc.), anche quelle apposte nelle scene del «Cattivo Governo» (eclatante intertestualità nella frase «Convien che tirannia sormonti» di Inf., VI, Canto di Ciacco; per non dire del vocabolo «nequizia», condiviso nel significato non di semplice malvagità ma di discordia-divisione-guerra: per altre “coincidenze”, V. Aversano, 1, pp. 539-542.).
    A ulteriore comprova dell’esattezza delle sue argomentazioni Aversano ricorda che anni prima perfino Simone Martini, nell’affresco del Palazzo Pubblico di Siena, noto come La Maestà, risenta della lezione di Dante, preannunziando il senso degli affreschi lorenzettiani: lo sguardo ammonitore del Bambino fissa i consiglieri e per parte sua la Madonna si rivolge agli angeli asserendo che Le «dilettano i buoni consigli», ancor più che rose e gigli. Per tali parole l’A. giunge a sospettare che i tre artisti si siano conosciuti e, fra l’altro, scopre che, nell’affresco senese in parola, la corda appare maggiormente esibita e visibile proprio all’altezza di Dante, là dove gli cinge il braccio, cala giù, passa tra l’indice e il medio della sua mano e risale a coinvolgere la figura che lo precede; inoltre, il personaggio che gli sta dietro indica al suo vicino, con indice, pollice e medio della destra, il numero tre, forse alludendo all’Autore delle tre cantiche e/o anche individuando il «patto di concordia e armonia quale vige nella perfezione del numero [tre] e nell’essenza della Musica e dell’Amore»: quindi simbolo contrario alla discordia che divide. Infine ipotizza che forse occupano il primo posto, nella stessa “marcia pacifista”, due Maestri di Dante, Pietro Spano (futuro papa Giovanni XXI) e Brunetto Latini, nel cui Tesoretto compare già il tema della «corda».
    Rinviando il lettore, per altre prove vistose e/o convincenti indizi in argomento, a uno dei due citati saggi, penso che a questo punto sia abbondantemente dimostrato il perché l’exul inmeritus non potesse essere escluso dalla corte dei consiglieri, visto inoltre che impersonava il più illustre accusatore delle discordie italiane, col merito di aver indicato anche il modo per sanarle (e, aggiungo, operando per tal fine nella sua professione), come scrisse a metà ’800 Francesco Ranalli (Aversano, 1, p. 534) e con lui anche altri autori in decorso di tempo.
    Tralascio di necessità l’analisi delle immagini del poeta presenti nella pittura (specie la serie quattrocentesca degli «Uomini Illustri» e quella delle arti figurative dal ’700 a oggi: cfr. rispettivamente, Chiodo e Valente, cit.), come nella statuaria e perfino negli arredi di case signorili e nella esorbitante miriade di illustrazioni degli episodi della Commedia. Pongo invece attenzione, comparativamente, da un lato, al ritratto dantesco del Lorenzetti e di Giotto, dall’altro a quello di Botticelli, onde contrapporre ai primi due (realizzati in data limitrofa alla morte del poeta e più veritieri circa il suo carattere mite, religioso e mistico), il successivo omologo quasi del tutto “laicizzato”; esso, con le sue derivazioni, nella linea della tradizione umanistica, si è cristallizzato successivamente nella comunicazione mass-mediale fino ad oggi, dopo il noto ”oscuramento” dei secoli XVII e XVIII e la riabilitazione romantica che sfociò nel simbolo dell’italico amor di patria (Mazzini).
    Or dunque: il volto di Dante tramandataci dal Lorenzetti, scrive Aversano, presenta «un profilo più rispondente al vero estraibile dai dati espliciti e indiretti che forniscono le sue opere: severo indubbiamente, ma anche sereno, dolce e luminoso perché sorretto dalla speranza, dunque costituzionalmente ‘pacifico’ (il contrario dello stereotipo altero e accigliato che riceviamo da certa ritrattistica tradizionale). Che poi, tirate le somme, è anche l’unico e solo ritratto documentato e onestamente ricevibile, peraltro in notevole coincidenza con la ricostruzione ultimamente realizzata attraverso l’analisi scientifica dei suoi resti» (Aversano, 2025, p. 18).
    Tutt’altra natura mostra, come accennavo, lo sponsoratissimo ritratto di Sandro Botticelli (1495 circa), ora conservato in collezione privata a Ginevra, esemplato sul modello, datato 1465, quindi posteriore di 130 anni a quello di Lorenzetti, di Domenico di Michelino (Dante con la Divina Commedia), osservabile nel Duomo di Firenze. In quest’ultimo dipinto si osserva, per la prima volta, un Dante coronato di alloro, ciò che rappresenta uno spartiacque pittorico, a fronte di ritratti precedenti, ove il poeta era riprodotto con in mano foglie e pomi (simboli del premio eterno: V. caso autorale di Giotto-Giotteschi) o al massimo con un semplice ramoscello di alloro.
    Qui il pittore di pieno Rinascimento, da ammiratore fino alla venerazione del personaggio ritratto e del suo Poema (gli si devono ben 92 pergamene illustranti episodi dell’Inferno!), non poteva che emendarne in chiave laico-umanistica la figura: ed ecco la corona di alloro, l’esaltazione di severità e autorevolezza del personaggio, tuttavia con posa pacatamente ammonitoria, in un’atmosfera brillante di colori (il cappuccio rosso) tra l’astrattezza dottorale e il tipico risalto linearistico (la “linea funzionale” di B. Berenson!). Purtroppo gli ispidi contorni della foglia di lauro e del profilo facciale con naso aquilino restano accentuati da questa linea, in ispecie gli inverosimili mento e labbro inferiore troppo prominenti. Quanta distanza dalla versione dolce dei pittori quasi coevi e perciò più veritieri, quali Giotto e specie Lorenzetti, e, rispetto a quest’ultimo, la direzione dello sguardo non più sospirosamente diretto verso l’alto! Purtroppo col passare dei secoli l’impostazione “estetico-ideologica” botticelliana finirà per diventare, salvo le versioni un po’ spente e lugubri esemplate forse sulla maschera funebre, ancora più ispida, grifagna e censoria, da accusatore seriale del peccato (esempio per tutti, il noto ritratto di Raffaello, dettaglio della «Disputa del Sacramento» nei Musei Vaticani, datato 1509, nel momento dell’incoronazione poetica tributata nella Corte Celeste), pur non lasciando scomparire completamente il connotato spirituale dell’uomo-cittadino esemplare di Firenze e del mondo, credente e aspirante alla giustizia e alla pace.
    Altro dato probante: il profilo di Dante del Lorenzetti collima perfettamente con la descrizione che, nel suo Trattatello in laude di Dante, il Boccaccio traccia della persona e dei lineamenti del volto [le sottolineature sono mie, a rimarcare le coincidenze somatiche]: «Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura, e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d’onestissimi panni sempre vestito in quell’abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso». Si tratta di osservazioni sull’aspetto fisico, morale e comportamentale del suo prediletto letterato (e non solo), cui il Certaldese, pur non avendolo mai incontrato personalmente, perveniva attraverso dirette scrupolose ricerche, con vere e proprie interviste a coloro che lo avevano conosciuto o frequentato, specie nelle città dove era stato esule, e recandosi anche nei luoghi del poema. Esse dunque confermano che il ritratto lorenzettiano, “vivo, vero e operativo” nel quadro scenico anzi precisato, sia il più vicino alle dolorose vicissitudini biografiche di Dante e alla sua nobiltà d’animo.
    Di questa squisitezza caratteriale, non contraddetta dalle grandi mascelle e dalla consistenza della capigliatura pur annotate da Boccaccio, inoltre, rende testimonianza lo stesso Giotto (conoscente del nostro poeta, avendolo incontrato forse a Padova, quando affrescava la Cappella degli Scrovegni), che ne fissa un profilo giovanile, assolutamente nobile e austero, in una maestosa pittura murale del fiorentino Museo del Bargello (Cappella della Maddalena), datata 1330-’35, tra i beati nel Giudizio finale, ove si riconosce l’essenza cristiana dell’uomo e il valore morale-escatologico della sua arte. Con Giotto, infatti, inizierebbe la riabilitazione personale e social-civica dell’esule (un ritratto-capolavoro di diplomazia, voluto dai committenti, secondo la Chiodo, p. 345), e nascerebbe una tendenza, condivisa ancora oggi (pare dai papi Benedetto XV e XVI fino a Paolo VI e Francesco, compreso il Card. Ravasi), che vuole Dante meritevole di beatificazione, in quanto profondo pensatore-teologo-mistico: tra la bibliografia di merito, ricordando studiosi come Rudolf Steiner e Albert Stefen, val la pena citare una pubblicazione di Giovanni Fighera (2019), che nell’opera dantesca ravvisa un messaggio universale di redenzione-pace, personale e collettivo, foriero di conversioni per milioni di persone.
    In conclusione, fuor da ogni polemica, chi scrive fa voti che quanto qui esposto, sulla scia della ben più scientifica e circostanziata esegesi di Mario Aversano, convinca e induca almeno tutti i lettori di Dante, a partire dai responsabili dell’attuale amministrazione comunale di Siena, delle massime autorità dello Stato, dei “santuari” della cultura non solo letteraria e della Società Dante Alighieri, a riconoscere finalmente e adottare l’iconografia facciale e posturale del maggiore poeta dell’umanità, per come esemplata dal Lorenzetti, quanto meno affiancandola, se non sostituendola, a quelle in voga nella comunicazione scientifica e di massa.
    DIDASC. UNICA DELLE FOTO (testo da inserire sotto l’ultima delle sei foto o, meglio, a lato)
    In quello che si ritiene il primo ritratto (ca. 1335), attribuito a Giotto e/o Giotteschi (Fig. 4), Dante appare giovane, severo-dolce e pacificato nelle sfere celesti, con in mano il volume della Commedia, foglie e pomi, il naso solo leggermente arcuato e il mento perfino rientrante, senza gli spigoli della successiva tradizione “laicizzata”. Nell’insieme i tratti facciali pieni non si discostano dalle conclusioni generali delle analisi sulla scatola cranica, condotta sulle ossa custodite a Ravenna: salvo alcuni particolari di controversa “autopsia”, da essa il volto del poeta sarebbe risultato più arrotondato di quanto si è sempre ritenuto.
    Il Dante di Lorenzetti del «Buono e Cattivo Governo» a Siena, successivo di solo un lustro, conferma per larga parte questa visione-versione e ne arricchisce i connotati: innanzitutto per l’ambientazione (Figg. 1, 2), degna e connessa cornice delle scene ritratte, che M. Aversano ha dimostrato essere nel complesso la traduzione in immagini dei valori della Divina Commedia, ricavati dall’esegesi biblico-patristica-classico-mitologica (per cui, ad es., la coppia simboleggia il due, numero della Carità, siccome in ventiquattro sono i Sapienti nel Cielo del Sole: Aversano, 1, p. 531); quindi, per lo sguardo innocente, paziente rispetto all’amara sua biografia e quasi estaticamente diretto verso l’alto (la Giustizia e la Pace), del poeta-consigliere, pieno di speranza basata su una salda fede cristiana (Fig. 3); infine, giacché mostra una persona “viva e operativa” in società, conforme alla sua Teologia politica “applicata” alla società.
    Il Botticelli, a distanza di quasi due secoli, non può che illustrare un dotto-umanista, sereno e quasi compiaciuto delle sue terrene virtù (Fig. 5). Complice la tipica «linea funzionale» del pittore, l’aver inserito una corona di spigoloso alloro comporta una figura alquanto scarnificata, dal naso troppo aquilino e – dato smentito dalla realtà – mento prominente: nell’insieme tratti ispidi contro ogni testimonianza biografica.
    Quest’ultimo improprio qualificativo viene perfino esaltato, pur quando in Cielo riceve la Corona Poetica, da Raffaello (Fig. 6), pittore di un Dante vecchio, sdegnato e quasi sdentato, sofferente-insofferente, da fiero ammonitore dei guasti della famiglia umana.

    MINIMA BIBLIOGRAFIA ORIENTATIVA

    ALMA MATER STUDIORUM-Univ. di Bologna, 2025, I ritratti di Dante. Spunti sull’iconografia dantesca dalle origini al Novecento (Mostra).
    AVERSANO M., 1, 2011, Dante e il suo ritratto nella Sala della Pace di Ambrogio Lorenzetti, in A. Cerbo (a cura di), Lectura Dantis dell’Univ. degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Tomo II, pp. 489-542.
    AVERSANO M., 2, 2025, Dante Alighieri, La Divina Commedia-Inferno/Purgatorio/Paradiso, con il Commento di Mario Aversano, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore srl.
    BRUGNOLO F., 1987, Le terzine della Maestà di Simone Martini e la prima diffusione della Commedia, “Medioevo Romanzo”, V. XII, pp. 135-154.
    CHIODO S., 2017, Ritratti di Dante dal Trecento al primo Seicento. Fonti scritte e tradizione iconografica, in M. Berté, M. Fiorilla, S. Chiodo e I. Valente (a cura), Opere di dubbia attribuzione e altri documenti danteschi, Vol. VII, T. IV (Le vite di Dante dal XIV al XVI secolo/Iconografia dantesca, Padova, Salerno Ed., [Nuova Ediz. Commentata delle Opere di Dante], pp. 338-376.
    FIGHERA G., 2019, Paradiso. In viaggio con Dante verso le stelle, Milano, Sugarco.
    KÜHR M., 2012., Ambrogio Lorenzetti: Krieg und Frieden, gute und schlechte Regierung; Bilder und Gedanken von Homer bis Dante, im Palazzo Pubblico in Siena 1338/39“, Mandelbachtal.
    NEGRONI C., 1888, Del ritratto di Dante Alighieri. Memoria di C.N con documenti, Milano, U. Heoepli.
    VALENTE I., 2017, La divina bellezza. L’immagine di Dante nelle arti figurative nei secoli XVIII-XXI, in M. Berté, M. Fiorilla, S. Chiodo e I. Valente (a cura), pp. 377-452.

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Febbraio 15th, 2021

I significati delle maschere rituali

Il Carnevale è legato a rituali che si tramandano da tempi remoti e trovano particolare riscontro nella tradizione antica delle […]

Febbraio 9th, 2021

L’identità come cambiamento per “uscire dalla foresta”

“L’identitario «duro», quello che stringe la tenaglia, ascolta solo quelli che parlano come lui, pensano come lui, sta chiuso nella […]

Febbraio 1st, 2021

L’anima di Napoli

Napoli è un miracolo materiale, la faccia tesa di chi spera senza la pretesa di sperare bastano pochi gesti e […]

Gennaio 27th, 2021

Il Covid-19 come creatura mitica

A partire dai 33 frammenti di Alessandro Baricco: “Quel che stavamo cercando”, alcune riflessioni sul senso del mito in una […]

Gennaio 20th, 2021

La scissione di Livorno e la nascita del PCd’I

Il I° Congresso del Partito Comunista d’Italia, quello fondativo, si svolse a Livorno il 21 gennaio 1921, dopo che i delegati della frazione comunista abbandonarono il […]

Gennaio 15th, 2021

Filosofia – Misano Adriatico

Sfide – I filosofi interrogano il nostro tempo Rassegna filosofica ON-LINE Comune di Misano Quali sono le sfide del XXI […]

Gennaio 13th, 2021

I 45 anni de LA REPUBBLICA osservando “anime e stelle danzanti”

Quando il 14 gennaio 1976 fa veniva pubblicato il primo numero del quotidiano: la Repubblica, lo aspettavano in tanti che […]

Gennaio 6th, 2021

Mutamento dei modelli di genere

Negli ultimi anni, la violenza sulle donne è diventato un problema di stringente attualità, da quando è emersa con grande […]

Dicembre 31st, 2020

BUON ANNO 2021 – L’importanza di essere diversi per realizzare la conoscenza

Alcune brevi note su un personaggio genio e sregolatezza. Edmund Kean (Londra, 17 marzo 1787 – Richmond, 15 maggio 1833), […]

Dicembre 27th, 2020

SMART WORKING

Dal taylorismo al telelavoro, dalle società pre-industriali a quelle post-industriali, il sociologo Domenico De Masi, affrontando gli ambiti di questo […]

Dicembre 16th, 2020

Diano e il Castello della Congiura

Teggiano con il suo centro storico medievale è collocata su un’altura a 637 metri s.l.m.; poi inizia la discesa lungo […]

Dicembre 8th, 2020

Un poeta e il suo tempo

Alcune riflessioni sul volume: A. Barbero, “Dante”, Laterza 2020 ……………….. Sabato 11 giugno 1289, il giorno di San Barnaba, Dante […]

Dicembre 2nd, 2020

San Giovanni a Piro: il Cenobio basiliano

San Giovanni a Piro è il paese degli archi, delle stradine strette, delle scale e balaustre, dei comignoli merlati, dei […]

Novembre 29th, 2020

Paese d’anima e memoria

Di seguito pubblico due poesie dense d’amore e ricordi del paese natio di Emilio La Greca Romano —————————————————————– “A tessitura […]

Novembre 24th, 2020

L’attualità di Spinoza

Baruch Spinozaè tra le figure più affascinanti e fraintese della storia della filosofia, come è accaduto a tanti pensatori vittime […]

Novembre 22nd, 2020

Terremoto dell’Irpinia … quarant’anni fa

Scene di pianto, volti atterriti, momenti di lutto, disagi esistenziali tornano oggi alla memoria: sono passati ben quarant’anni dal terremoto, […]

Novembre 14th, 2020

Il dominio dei Social Media

Lo sviluppo del web ha radicalmente trasformato la società con l’introduzione di tecnologie user-driven, come blogs, social networks e piattaforme […]

Novembre 8th, 2020

Ricordi e memoria / Torna com’eri quando …

Emilio La Greca Romano è tante cose: poeta e scrittore, docente e giornalista pubblicista (ha collaborato e collabora con diverse testate […]

Novembre 4th, 2020

C’era Molpa oltre Palinuro

Dal mare di Palinuro si possono osservare alcune grotte impareggiabili, rocce ed una spiaggia di sabbia che brilla. La leggenda […]

Ottobre 24th, 2020

Alla ricerca delle radici – Velia

La potenza di Elea di Pasquale Martucci   Nel territorio cilentano, una città molto importante fu certamente la romana Velia, […]

Settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

Agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

Agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

Agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Giugno 2nd, 2026

Il dominio dell’uomo e l’Intelligenza Artificiale

  Gaetano Barbella in questo scritto si occupa del rapporto tra intelligenza artificiale e uomo ponendosi alcuni interrogativi: Come fronteggiare […]

Giugno 1st, 2026

Papa Leone XIV e la sfida dell’Intelligenza Artificiale

Nell’Enciclica “Magnifica humanitas”, Papa Leone XIV si sofferma sulla necessità di “disarmare” l’intelligenza artificiale, ormai una realtà che sta trasformando […]

Maggio 28th, 2026

Convegno: Conservazione e promozione del Patrimonio Culturale

L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00, organizzano l’incontro/dibattito per […]

Maggio 26th, 2026

Il rito dell’Angelo e del Diavolo

La Festa della Madonna dei Campi è un appuntamento ormai consolidato sulle colline di Giovi-Salerno, dove le case e gli […]

Maggio 24th, 2026

Il genius loci e l’energia oscura

Il Genius loci al tempo dell’età augustea è un’entità naturale e soprannaturale legata a un luogo specifico, e oggetto di […]

Maggio 22nd, 2026

Itinerari dell’anima

  Sabato 23 maggio 2026 – alle ore 18:30  presso il Centro Socio-culturale E. D’Orsi di Pellare   Incontro con […]

Maggio 19th, 2026

PENSIERI SOSPESI. Un Convegno a Moio della Civitella

In occasione della Settimana della Giornata Internazionale dei Musei – Pratiche di coesistenza / Polo Museale “Prof. Giuseppe Stifano” – […]

Maggio 14th, 2026

Evento “Intrecci” – Tra amore e giustizia

“Tra amore e giustizia. La pace al centro della Commedia“ prolusione del professor Rino Caputo. L’incontro, apertura del percorso culturale […]

Maggio 12th, 2026

Un commento su “Intelligenza artificiale e responsabilità umana”

Scheda del libro Titolo: Intelligenza artificiale e responsabilità umana Curatore: Stefano Preziosi Editore: Tab Edizioni Anno di pubblicazione: 2026 Lingua: […]

Maggio 11th, 2026

Campora: narrare la communitas

Uno spazio delimitato, dove si svolgono azioni da parte degli uomini che lo occupano, rappresenta certamente il contesto ideale per […]