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Mauro Bonazzi, filosofo dell’antichità, ha sostenuto nel libro: “Il demone della nostalgia” (Einaudi, 2025) che l’antichità non appartiene al passato, ma è un elemento che costituisce il presente, perché la modernità ha bisogno del mondo antico per poter comprendere se stessa.

Il passato fonte d’ispirazione è rappresentato dalla civiltà greca, una sorta di invenzione per legittimare il “demone della storia”, che caratterizzò la cultura tedesca a partire dalla fine dell’Ottocento e nei decenni infausti successivi.

In opposizione all’Illuminismo e allo sviluppo della tecnica, fu introdotto l’ideale platonico, ed in seguito l’associazione alla Grecia, a quegli eroi omerici che servivano soprattutto a trovare connessioni tra le gesta antiche con le tendenze della società nazista: un trait d’union tra Achille e Sigfrido.

In questo periodo, si sviluppa il pensiero di filosofi che si occupano dei tempi in cui vivono, facendo connessioni con la memoria del passato greco che non presuppongono certamente le tendenze che poi caratterizzeranno i disastri della storia, fondati sul mito della forza e della violenza, che “cancella la condizione umana” (Simone Weil).

Eppure, Bonazzi non può non considerare la “nostalgia”, quella patria mancata, fatta di identità chiusa e da riattualizzare, un parallelismo come fil rouge tra ebraismo, grecità e nazismo, che poi evolverà verso quel capitalismo quale esito successivo di una ideologia ancora oggi molto pervasiva. La nostalgia come memoria da riattualizzare? Ma quale nostalgia se si approda ai totalitarismi (Theodor W. Adorno)? Quale deriva porta a quel demone che ha travalicato la stessa ragione, vagheggiata da Edmund Husserl?

Il concetto di “nostalgia” è l’unione dei termini: nostos, ritorno e algos, dolore. Si tratta di una parola introdotta verso la fine del Seicento, per descrivere il dolore dei “soldati mercenari svizzeri” che si allontanavano dalle loro valli. In termini filosofici, per Bonazzi, si tratta di una nostalgia per la Grecia antica, la passione della società moderna che si rivolge al passato e alla civiltà di quel passato, come “sentimento di mancanza”. Tornare all’antico, serve a fare chiarezza per comprendere “l’enigma del mondo frammentato e disordinato”.

Il filosofo percorre il mondo greco, attraverso autori che hanno determinato la tradizione tedesca: Nietzsche, soprattutto con: “La nascita della tragedia” (Ia ed. 1872); la Prima guerra mondiale e gli anni dei primi decenni del Novecento sono spiegati attraverso la filosofia di Platone; poi i riferimenti a quella civiltà sono affrontati con Heidegger e Husserl, Adorno e Weil, Arendt e Strauss. Certo l’approccio è legato ad una ricostruzione che fa i conti con il passato, attraverso un viaggio i cui riferimenti diventano i versi: “Itaca”, scritti da Costantinos Kavafis: “Itaca ti ha dato il bel viaggio / senza di lei mai ti saresti messo / in viaggio: che cos’altro ti aspetti? / E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. / Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso / già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare. Il viaggio verso la conoscenza si risolve ponendo al centro la bellezza del ritorno alle origini, alla memoria che ha fondato la nostra esistenza. È il rapporto nostalgico con la memoria, che non si limita al rivolgersi alla sola civiltà greca, che pure ha riguardato le nostre origini, ma anche alle tante culture che partono dalle popolazioni che con la Grecia si sono confrontate ed hanno scambiato conoscenza.

I gruppi umani agiscono entro cornici temporali e storiche, che conferiscono forma all’universo di ogni singolo individuo appartenente ad una determinata comunità umana organizzata socialmente. Halbwachs (La memoria collettiva, 1950) come Bonazzi intende la ricostruzione del passato in rapporto ai bisogni del presente, precisando però che “la storia non è tutto il passato, ma non è nemmeno tutto ciò che resta del passato”: accanto ad una storia scritta c’è una storia vivente, che si perpetua e si rinnova attraverso il tempo, in un quadro storico e collettivo. Come dire, che quella nostalgia di un mondo che ha fondato le nostre origini non può essere riproposta parimenti, bensì riattualizzata, rivisitata e ripensata.

La memoria ha a che fare con le rappresentazioni collettive, ovvero possedere in comune con gli altri un insieme di idee, credenze, norme, tradizioni, linguaggio. Questi punti di riferimento offerti dalla società sono da Maurice Halbwachs chiamati “quadri sociali della memoria”, all’interno del concetto di memoria collettiva che assicura la socialità della memoria, la sua conservazione, la sua comprensione e comunicabilità, la mediazione tra passato e presente: la memoria è dunque condizionata dallo stare in società. I quadri sociali sono ricondotti al volume: “Les cadres sociaux de la mémoire” (1925), in cui sostenne che nella società l’uomo acquisisce i suoi ricordi, li richiama alla memoria, li riconosce e li localizza, formulando la tesi che la memoria non fa rivivere il passato ma lo ricostruisce.

Per Halbwachs la costruzione della memoria collettiva è la riappropriazione, la ridefinizione e la risignificazione di luoghi che accoglieranno tradizioni e racconti diversi, anche se sottoposti a resistenze che si oppongono al cambiamento. È importante prestare attenzione al processo di costruzione della conoscenza che si sviluppa nell’incessante collegamento tra passato e presente in proiezione futura, attraverso esperienza e senso comune, nel rapporto tra sociale e individuo, inquadrando l’azione di quest’ultimo in uno spazio temporale e in una dimensione etica, critica e responsabile.

La principale chiave di lettura, dunque, può essere individuata nel rapporto tra memoria e identità, specie se la memoria condivisa attraverso il tempo e lo spazio assolva a una funzione di identità culturale, perché l’eredità culturale di una comunità è rappresentata da una serie di elementi che certamente vanno connessi anche alla cultura della nostalgia e della memoria. Riferendosi al mondo greco, Bonazzi crede ad una sorta di “invenzione” che si è sviluppata nel dibattito tra ottocento e novecento per cercare di acquisire un’eredità storica e concettuale.

L’autore, nel primo capitolo del volume, si riferisce a Nietzsche che permette di sostenere nuove intuizioni e idee, non certamente definitorie da un punto di vista filologico, ovvero rispetto a quella scienza esemplare e rigorosa, ma attente alle esigenze di natura. “La nascita della tragedia” rappresentava proprio l’attenzione ai momenti rituali in cui si estrinsecava la tragedia della vita, un parallelismo con la cultura popolare attuale che significa esprimere un mondo altro. È quella definita l’arte totale, che andava molto al di là della rigorosità di un mondo prestabilito e ideale, un metodo legato alla tradizione scientifica. Quell’opera fu descritta come un testo “mistagogico”, volto ai misteri e lontano dagli orizzonti consolidati. Si trattava di una rottura rispetto agli schemi utilizzati.

Prima e dopo Nietzsche si era sviluppato uno studio rigoroso del mondo greco-romano, che porterà i greci ad essere un modello cui riferirsi. Si trattava di porre l’attenzione al logos, alla perfezione cui guardare: “forma-ordine-armonia”. Con Platone, vero riferimento, i greci facevano sentire i tedeschi nella loro heimat, intesa come patria, luogo in cui in cui ci si sente a casa propria. Sembra un Platone assoggettato alle esigenze politiche, anche se come sostiene Hanna Arendt quella filosofia, almeno nella Germania della prima metà del Novecento, ha comportato certamente conseguenze politiche. Ma all’inizio il riferimento è alla società ideale greca pervasa di impulsi platonici.

Quando giunge Nietzsche tutto è messo in discussione, soprattutto il filellelismo che stava alla base degli studi classici. La nascita della tragedia scopre l’antitesi apollineo/dionisiaco: la negazione del lato oscuro, caotico, irrazionale, che pure fa parte di una cultura. È un “contro-classicismo”, che afferma come non esista una superficie bella senza l’oscurità degli abissi, ovvero la coesistenza dei due spiriti che formano la suprema forma d’arte.

È il contrario di Platone: un pensiero in movimento che intuisce scorci diversi e una nuova luce. Nietzsche non ha paura di correggersi o di cambiare strada, con un progetto iniziale che rimane. In: Ciò che io devo agli antichi (“Il crepuscolo degli idoli”, 1889), ritorna da dove tutto è iniziato, che gli ha permesso l’accesso al mondo antico. Il suo avversario resta Platone con il suo mondo ideale, il principio di bene come concetto supremo.

“Dove è il mondo reale?”, si chiede.

L’approdo alla nostalgia è il principio del contro-ideale, dove occorre stedeschizzarsi, andare oltre. “Zaratustra” riconquista la libertà perduta e apre a nuove possibilità. La vita è fatta di “mischiare, trasformare, aprire, scoprire”, rivolgersi al mondo nuovo. È una contro-nostalgia, quella che Bonazzi descrive a proposito di Nietzsche, per dire che il cambiamento è certamente legarsi alla memoria per discutere dei greci e dunque del passato, che significa anche discutere di noi, della nostra identità di europei e occidentali in un mondo che cambia velocemente.

Tuttavia, è da dire che quei cambiamenti non possono solo essere affidati ad un viaggio a ritroso nel nostos e nell’algos, che comporterebbe una limitazione per gli intenti conclusivi e definitivi, ma aperti al confronto con le nuove modalità che partono dalla storia per superare barriere e steccati e indirizzarsi alle nuove costruzioni e creazioni umane. Queste ultime si risolvono nel concetto dialettico di vicinanza/lontananza, che produce vitalità: è solo la presenza dell’Altro da sé, che tiene conto di differenti punti di vita, si realizza una conoscenza autentica. È l’autentico di Martin Heidegger, che presuppone di meditare con forza e determinazione su noi stessi, trovando l’autonomia dell’autentico di sé confrontandosi con l’altro da sé (la comunità). Per fare ciò, è necessario tendere verso la scienza (filosofia), partendo da ciò da dove tutto è iniziato (Grecia), sostenendo che l’inizio è ancora, ciò che ci sta di fronte. È da privilegiare la “theoria”, quel sapere che conduce all’azione (praxis), perché la conoscenza prospera con l’azione. Si tratta non di sviluppare la conoscenza ma di interrogare, perché “tutto ciò che è grande è nella tempesta (sturm)”. Questo era il programma del 27 maggio 1933 del rettore dell’Università di Friburgo Martin Heidegger, ripreso in: “L’autoaffermazione dell’università tedesca” (Il Melangolo, 1988). Anche se quello sturm poi porterà a tempi nefasti.

La tradizione occidentale, dunque, sarà influenzata da un modello greco che produrrà conseguenze, trascurando il fatto che la Grecia è un mondo composito, fatto soprattutto di Atene e politica e di Platone e filosofia. Nell’accezione di Arendt si tratta di azione e contemplazione, vita pratica (activa) e vita legata all’inazione (Byung-Chul Han). La possibilità dell’azione porta alla libertà che si esercita nel confronto con gli altri, il mondo plurale, perché occorre aspirare ad un senso esistenziale: l’approdo è all’immortalità, alla memoria che dimostri ciò che ha valore dentro di noi.

L’indicazione è il superamento della morte, la grandezza della memoria. Ci sono tuttavia ostacoli da affrontare continuamente. Sembra di ripercorrere l’immagine dell’ “angelo della storia” di Walter Benjamin: “è un angelo con il viso rivolto al passato, che vede una catena di eventi catastrofici che non si riescono a ricomporre. Una tempesta soffia dal Paradiso e si è impigliata nelle sue ali con tale violenza che l’angelo non riesce più a chiuderle. La tempesta lo spinge irresistibilmente verso il futuro a cui volge le spalle, mentre il cumulo di detriti davanti a lui cresce verso il cielo. Questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso.

Si tratterebbe di una visione malinconica del processo storico come l’attesa insoddisfatta che trascina l’uomo e lo vede in balia del tempo e del nuovo da venire. L’unica redenzione possibile, per Benjamin, è offerta dalla memoria, dal ricordo: è l’inversione del tradizionale rapporto tra passato e presente, in cui quest’ultimo non è il risultato di un flusso di eventi che proviene dal passato, quanto pittosto come l’altra faccia del presente, derivante e prodotto da esso.

L’ultimo passaggio è affidato a Husserl, che nel 1935 ia Vienna in una Conferenza discusse della storicità dell’esistenza umana. Il suo intervento ebbe quale titolo: “La crisi dell’umanità europea e la filosofia” (in: “La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale”, Il Saggiatore, 1961). Il suo appello fu alla ragione che serve a fare ordine nella realtà, per ripensare il proprio tempo e indagare il rapporto tra filosofia e scienza. Al centro la critica all’Europa che dovrebbe  rivolgersi alla filosofia, che è theoria, sapere disinteressato. La filosofia greca produce la trasformazione dell’intera prassi dell’esistenza umana, ma è anche sviluppo della libertà critica: la crisi europea è il prodotto di un atteggiamento scientista che pretende di affrontare i problemi della realtà in modo quantitativo e oggettivo, perdendo di vista la specificità dell’essere umano.

L’undicazione conclusiva e ancora attuale è che la Grecia, la memoria, ha mostrato la via. Tocca ora a noi proseguire ritrovando la capacità critica che porta fuori da un passato fermo e immobile: la missione è una nuova interiorità e spiritualità che guardi al futuro dell’umanità, perché soltanto “lo spirito è immortale” (Husserl).

4 Responses to “La nostalgia della memoria”

  1. Antonio Di Rienzo

    Attraverso un’interessante disamina del contenuto dell’opera il sociologo Martucci ci fa conoscere ed apprezzate “Iil dramma della nostalgia “ del filosofo contemporaneo Mauro Bonazzi.

  2. Luigi Leuzzi

    Interessante disamina,Bonazzi tuttavia ha attribuito al pensiero greco una scansione escatologica che si attestera’ invece solo con l’avvento del Cristianesimo.
    Le Parche e le Erinni determinano il destino mentre ppchi uomini decideranno di essere eroi ,e tuttavia a loro non sara’ destinata la condizione di immortalita’ semmai ai Dei.Demoni semmai saranno un tramite tra l’Ade e l’Olimpo mentre la psiche evitera’ il miasma della putrefazione del soma.Pierre Hadot rispetta appieno il concetto di Sacro dei Greci mentre Michel Foucalt lo modernizzera’ in questa ultima accezione si colloca di Bonazzi con una posizione non propriamente storica ma di libera interpretazione.

    • Pasquale Martucci

      Indubbiamente ci sono posizioni che danno luogo a differenziate interpretazioni. L’aver ripreso il filosofo è una lettura che mi conduce alla memoria, che spesso è nostalgia di un demone che pervade le nostre società. Nel suo caso, il riferimento è allo stretto rapporto tra cultura tedesca dalla fine dell’ottocento alla fine della seconda guerra mondiale. Diciamo un periodo buio, pervaso dai demoni della storia. Il rivolgersi alla civiltà greca, attraverso la filosofia, era tipica di quella società, che passa dal mondo ideale platonico all’approccio di Nietzsche, tra apollineo e dionisiaco. Ho trovato interessante questa posizione.

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Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

https://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Maggio 19th, 2026

PENSIERI SOSPESI. Un Convegno a Moio della Civitella

In occasione della Settimana della Giornata Internazionale dei Musei – Pratiche di coesistenza / Polo Museale “Prof. Giuseppe Stifano” – […]

Maggio 14th, 2026

Evento “Intrecci” – Tra amore e giustizia

“Tra amore e giustizia. La pace al centro della Commedia“ prolusione del professor Rino Caputo. L’incontro, apertura del percorso culturale […]

Maggio 12th, 2026

Un commento su “Intelligenza artificiale e responsabilità umana”

Scheda del libro Titolo: Intelligenza artificiale e responsabilità umana Curatore: Stefano Preziosi Editore: Tab Edizioni Anno di pubblicazione: 2026 Lingua: […]

Maggio 11th, 2026

Campora: narrare la communitas

Uno spazio delimitato, dove si svolgono azioni da parte degli uomini che lo occupano, rappresenta certamente il contesto ideale per […]

Maggio 9th, 2026

Le rogge di Pasolini e gli odori perduti dell’Ufita

Memoria, paesaggio e scomparsa di un mondo di Massimo Montanile   Ci sono perdite che si vedono. E ce ne […]

Maggio 8th, 2026

Sulla materia oscura

LA MATERIA OSCURA DI UN MONDO COMPENETRATO ALLA TERRA CHE NON SI PUÒ VEDERE NÈ TOCCARE di Gaetano Barbella “La […]

Maggio 6th, 2026

Palizzi e l’inizio di una nuova intelligenza

Gaetano Barbella individua nella collocazione di un paese calabro all’estremo lembo della nostra penisola “il segno di una significativa nascita […]

Maggio 5th, 2026

INTRECCI: un ecosistema culturale integrato

La cultura non è un insieme di eventi isolati, ma una trama di relazioni e, considerando che viviamo in un […]

Maggio 2nd, 2026

Dalla memoria all’Intelligenza Artificiale: perché serve un nuovo umanesimo

Il rapporto tra umanesimo e Intelligenza Artificiale si rivolge, in questo scritto di Massimo Montanile, in modo più strutturato al […]

Aprile 28th, 2026

Riflessioni … in poesia

La produzione letteraria di Luigi Leuzzi spazia e si rivolge a diversificati ambiti, che vanno dalla mito-archeologia, alla fenomenologia, ermeneutica, […]