Di fronte alla crisi del modello democratico, che ha fondato e regolato la nostra esistenza a partire dalla seconda metà del Novecento, oggi si sono affermati poteri individuali ed interessi di pochi gruppi economici e finanziari che riducono l’uguaglianza nei diritti civili, sociali e politici.
Credo che di fronte alle attuali tendenze volte alla negazione del diritto internazionale possa avere senso il progetto/proposta di Luigi Ferrajoli: “Per una Costituzione della Terra”.
Per rifondare il patto di convivenza tra tutti i popoli e gli Stati, per contrastare i poteri selvaggi dei mercati e delle nazioni più potenti, è interessante il progetto elaborato da Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del diritto all’Università Roma Tre, e reso fruibile attraverso il volume, tradotto in più lingue: Per una costituzione della Terra. L’umanità al bivio (Feltrinelli, 2022).
La sua proposta continua ad essere presentata nei vari organismi internazionali, con lo scopo di progettare un futuro rinunciando ad una libertà brutale per cercare pace e sicurezza in una dimensione di reciprocità: occorrono pertanto leggi che formano “uno Stato dei popoli (civitas gentium) che si stenda sempre più, fino ad abbracciare da ultimo tutti i popoli della terra”. (Per una Costituzione della Terra, p. 19).
In un recente intervento al Parlamento Europeo (nell’ambito del Convegno: “Un’Europa accogliente contro la paura”, 24 novembre 2025), Ferrajoli ha evidenziato come l’unica alternativa all’odierno caos globale “imponga limiti, vincoli e controlli ai poteri selvaggi”. È necessario, ha sottolineato, che ci siano istituzioni europee di garanzia dei diritti fondamentali e dei beni comuni: “un servizio sanitario europeo, una scuola pubblica coordinata a livello europeo, un reddito di cittadinanza erogato dall’Unione, un sistema giudiziario europeo e un fisco europeo realmente progressivo”. Garantendo i diritti fondamentali, l’Europa potrà legittimarsi e consolidarsi come istituzione unitaria, basata sul consenso popolare.
Anche a Belem, l’11 novembre 2025, in occasione della COP30, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è stato esposto il suo progetto che si rivolge ad un risveglio della ragione, altrimenti la catastrofe ecologica incomberà sul pianeta, il riscaldamento climatico renderà inabitabile la Terra entro uno o due secoli, condannando l’umanità all’estinzione.
Solo una riforma della Carta delle Nazioni Unite e la sua trasformazione in una Costituzione della Terra, può salvare l’umanità, attraverso garanzie concrete: “il disarmo globale, la creazione di un demanio planetario che sottragga i beni vitali alla mercificazione, il divieto delle energie fossili, l’istituzione di organismi globali di garanzia della salute, dell’istruzione e della sussistenza per tutti gli esseri umani”.
Di fronte a guerre, disuguaglianze, crisi ambientali, limitazioni dei diritti, la politica internazionale è priva di vincoli giuridici efficaci: il mondo è fatto di mercati finanziari senza regole che vedono risposte in termini di chiusure entro forme di “sovranità nazionali” che impediscono ogni cooperazione tra i popoli. È solo agendo in un ambito planetario che si possono proporre visioni di prospettiva.
Partendo dalla critica alle ingiustizie, che caratterizzano le azioni sui soggetti più deboli, già nel 2020 nasce il primo movimento di opinione che intende redigere una Costituzione globale della Terra; nel 2022 Ferrajoli pubblica il libro che rileva le crisi drammatiche del pianeta terra, individuando “una alternativa razionale e realistica” per scongiurare le catastrofi future che potrebbero provocare l’estinzione dell’umanità.
I principi ispiratori sono la Carta dell’Onu e le dichiarazioni dei diritti umani, che prevedono la proclamazione dei diritti fondamentali universali e l’obbligo giuridico di introdurre le necessarie garanzie.
Il progetto di Costituzione della Terra è formato da 100 articoli, che dovrebbero essere “sopraordinati” a qualunque altra fonte, statale o internazionale, perché queste problematiche non possono essere affrontate dalle politiche nazionali. Il dato di fatto è che ci vuole un salto di civiltà, che istituisca un demanio planetario dei beni comuni della natura, la messa al bando delle armi, funzioni globali di garanzia dei diritti umani. (Leo Pallone, intervista a Luigi Ferrajoli, Ante Litteram n. 2 – settembre 2024)
Il volume che contiene le indicazioni di una Costituzione della Terra è organizzato in: 1. Catastrofi globali; 2. I limiti del costituzionalismo odierno; 3. Per un costituzionalismo al di là dello Stato, contenente il progetto di una Costituzione della Terra.
Esso è costituito da due parti: la prima riguarda “i principi di giustizia sostanziale per individuare i fini e la ragione della Costituzione della Terra”; la seconda individua “le istituzioni globali e gli strumenti per realizzare le finalità della Costituzione”.
Parte prima: artt. 1-6 – principi supremi (pace, salvaguardia, dignità, uguaglianza, divieti); artt. 7-47 – diritti fondamentali (immunità e libertà, diritti sociali, politici, civili); artt. 48-51 – beni fondamentali (beni comuni, sociali, personalissimi); artt. 52-58 – beni illeciti (armi, rifiuti tossici).
Parte seconda: artt. 59-63 – Federazione della Terra (comunità politica aperta); artt. 64-70 – istituzioni e funzioni globali di governo (democrazia e rappresentatività); artt. 71-90 –istituzioni e funzioni globali di garanzia (primaria e secondaria); artt. 91-99 – istituzioni economiche e finanziarie (organismi mondiali, fisco e bilancio planetario).
L’articolo 100 riguarda il processo costituente, dibattito, approvazione e entrata in vigore della Costituzione della Terra.
La Federazione della Terra si accollerà il debito pubblico dei paesi poveri, per l’abuso che c’è stato dei beni comuni globali da parte dei paesi ricchi. (Per una Costituzione della Terra, pp. 141-148)
La Costituzione della Terra si caratterizzerà per un allargamento del paradigma costituzionale oltre lo Stato:
- a) in direzione di un costituzionalismo sovranazionale, in aggiunta a quello statale espresso dalle costituzioni dei diversi Paesi, onde superare lo stato di natura e di guerra virtuale in cui sostanzialmente vive tuttora la società internazionale;
- b) in direzione di un costituzionalismo sociale, in aggiunta a quello liberale, tramite le garanzie dei diritti sociali nelle forme di un welfare di diritto o dei diritti, anziché in quelle odierne dello Stato sociale burocratico;
- c) in direzione di un costituzionalismo di diritto privato, in aggiunta a quello di diritto pubblico edificato contro i pubblici poteri, e non anche contro i poteri economici privati, indebitamente concepiti come libertà e non come poteri;
- d) in direzione di un costituzionalismo dei beni, in aggiunta a quello dei diritti, che preveda da un lato la tutela come fondamentali, perché vitali, dei beni comuni della natura e di beni artificiali come i farmaci salva-vita e dall’altro, la proibizione come illeciti, perché micidiali, di beni come le armi, i rifiuti tossici e le emissioni inquinanti.
Progetto di Costituzione della Terra
Noi popoli della Terra, che nel corso delle ultime generazioni abbiamo accumulato armi micidiali in grado di distruggere più volte l’umanità, abbiamo devastato l’ambiente naturale e messo in pericolo, con le nostre attività industriali, l’abitabilità del nostro pianeta;
consapevoli della catastrofe ecologica che incombe sulla Terra, del nesso che lega la sopravvivenza dell’umanità e la salvaguardia dell’ambiente e del pericolo che, per la prima volta nella storia, il genere umano, a causa delle sue aggressioni alla natura, possa avviarsi all’estinzione;
decisi a salvare la Terra e le generazioni future dai flagelli dello sviluppo insostenibile, delle guerre, dei dispotismi, della crescita della povertà e della fame, che hanno già provocato devastazioni irreversibili al nostro ambiente naturale, milioni di morti ogni anno, lesioni gravissime della dignità delle persone e un’infinità di indicibili privazioni e sofferenze;
decisi a vivere insieme, nessuno escluso, in pace, senza armi mortali, né fame né muri ostili, a garantire un futuro all’umanità e alle altre specie viventi e a realizzare l’uguaglianza nei diritti fondamentali e la solidarietà tra tutti gli esseri umani, assicurando loro le garanzie della vita, della dignità, delle libertà, della salute, dell’istruzione e dei minimi vitali,
promuoviamo un processo costituente della Federazione della Terra, aperto all’adesione di tutti i popoli e di tutti gli Stati esistenti e finalizzato alla stipulazione di questo patto di convivenza pacifica e di solidarietà. (Per una Costituzione della Terra, pp. 149-150)
In un sito internet, https://www.costituenteterra.it/, sono pubblicati tutti i lavori della Costituente della Terra, con il motto: “L’inversione del corso delle cose è possibile. È possibile trovare il Manifesto di Costituente Terra, Lo Statuto di Costituente Terra, Introduzione e testo della Costituzione di Luigi Ferrajoli.
Questa proposta è una possibile risposta alla nostra epoca che crea illusioni e mistificazioni: l’intento è di superare gli interessi nazionali per la sopravvivenza del genere umano e dell’intera umanità. La costruzione di una sfera pubblica planetaria dovrebbe rifondare la politica, restituendole il ruolo di governo dell’economia e quello di tutela degli interessi dei popoli da essa rappresentati e governati, attraverso le forme di democrazia che oggi sono intaccate dagli interessi dei singoli e dei grandi gruppi di potere. Oggi poteri e contropoteri sono “i diritti fondamentali di cui tutti e ciascuno sono titolari”. (Per una Costituzione della Terra, p. 61)
avevo quasi perso tracce di luigi FerrIoli che è stato per molti di noi un maestro del pensiero costituzionalista e di un’etica sociale il cui centro è la non violenza, il rifiuto della guerra e lo spirito di socialità dei popoli che va costruito non con la guerra ma con nuove strutture, come ci dice Ferraioli, mondiali e sovranazionali si presenta come una grande utopia e come tale o0biettivo di un percorso lungo che non dve scoraaggiare chi ci crede, Lavoriamo!!!!!!
Grazie, lo spirito dei tempi che viviamo è preoccupante. Ecco perché occorre perseguire la strada dei diritti universali.