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Non esiste un genere musicale come il blues, caratterizzato per le emozioni liriche e le melodie sensuali, che ha avuto un impatto notevole partendo dagli Stati Uniti per affermarsi in tutto il mondo. È stato un mezzo di espressione musicale e canoro che, idealizzando alcuni modelli di vita, ha assunto caratteristiche transculturali dando il via alla musica popolare del Novecento.

La musica non poteva non essere condizionata dagli ambienti geografici e sociali in cui emergevano musicisti di umile origine. La loro vicenda è stata a lungo disconosciuta perché non si è riuscito a coniugare l’idea della musica come parte integrante di una vita fatta di povertà, riscatto, genialità e fallimenti, ma anche momenti di espressione artistica.

Nella regione del Delta del fiume Mississippi non c’era ricchezza, ma solo schiavi provenienti dalla lontana Africa: era una vasta zona che si distendeva tra sterminati campi di cotone. In questo contesto, si realizzano i field hollers, quei lunghi richiami urlati dagli schiavi, quei rumorosi gridi che crescono e poi esplodono in un falsetto: venivano suonati poi strumenti impensabili che producevano la musica blue della tristezza.

Gli schiavi provenienti dall’Africa, non avendo neppure una comunità stabile, si sentivano isolati e sradicati. Nei loro canti era rappresentata una condizione di alienazione completa, come nella zona del Delta che a differenza del jazz di New Orleans, frutto di una comunità mista e in pieno fermento, produceva una musica creata da uomini soli che richiamavano i canti/lamenti gridati nei campi di cotone coltivati per i ricchi.

Possiamo dire che il blues nasce con canzoni eseguite con spirito travagliato: quei canti del lavoro, worksongs, sono vere testimonianze di una cultura che risale al 1867, qualche anno dopo la fine della guerra civile, quando gli schiavi afroamericani iniziano a godere di una minima libertà espressiva.

Uno degli strumenti che i padroni accettano era il banjo, che offre la possibilità di esibirsi in pubblico soprattutto il sabato sera. Il canto di gruppo si realizza attraverso il call and response; in seguito, si sviluppa un canto in solitaria, intonato a velocità diverse e più personali. Le prime registrazioni su disco dello stile field holler saranno realizzate nel 1930; in seguito le tipiche worksongs diventeranno decisive per la nascita del blues.

 

Henry Sloan è stato un musicista americano, uno dei più influenti chitarristi del Delta Blues ma anche uno dei meno conosciuti. Si sa infatti molto poco della sua vita, tranne alcune brevi testimonianze; ci sono tuttavia tracce di alcune esibizioni sorprendenti di artisti provenienti da quelle zone poverissime, a partire dagli anni venti del Novecento.

Charley Patton, una delle prime star mainstream del Delta Blues, finì sotto la tutela di Henry Sloan, che usava una modalità di suonare la chitarra che oggi verrebbe considerato un blues primigenio. Patton, che già a 19 anni divenne un esperto performer e songwriter, seguì Henry Sloan nei suoi viaggi.

Secondo varie ricerche, in particolare quelle dell’accademico americano David Evans, Henry Sloan nacque nel 1870 in un insediamento vicino a Jackson, Mississippi, da padre nero e madre nativa americana.

Nel 1900 viveva nella stessa comunità dove risiedevano le famiglie Patton e Chatmon, vicino a Bolton. Sebbene avesse solo 30 anni, Henry Sloan era elencato nel censimento degli USA come vedovo che viveva la condizione di contadino in una piantagione nella contea di Hind. Suo figlio e i nipoti vivevano lì vicino.

In quell’anno, le famiglie Sloan, Chatmon e Patton si trasferirono in blocco 100 miglia a nord nella piantagione Dockery, dove Henry Sloan continuò a dare consigli a Charley Patton. Quella fattoria e la piantagione erano il luogo in cui una schiera di leggendari musicisti del Delta Blues emersero per la prima volta. Molti di loro (Charley Patton, Tommy Johnson, Son House) pare avessero dichiarato Sloan loro insegnante, l’ideatore di quello che sarebbe diventato il tipico stile blues.

Si ipotizza che si sia trasferito a Chicago poco dopo la prima guerra mondiale. Pur non avendo lasciato registrazioni, Henry Sloan potrebbe aver scritto canzoni blues classiche, attribuite da tutti a Patton, come afferma il suo contemporaneo Tommy Johnson, una fonte però non troppo attendibile. È importante sottolineare che, secondo David Evans, fu il primo musicista a adattare le scampagnate all’accompagnamento della chitarra.

Pur non essendo notizia verificabile, sembra possibile che Henry Sloan fosse colui che William Christopher Handy sentì suonare la chitarra alla stazione ferroviaria di Tutwiler, vicino a Dockery Farms, nel 1903. Handy, che nasce in un ambiente estremamente religioso, che riteneva come quegli strumenti appartenessero al diavolo, sarà definito: The Father of the Blues.

Una notte, mentre aspetta un treno, Handy nota Henry Sloan che suona la musica più strana mai ascoltata; capisce che quella forma musicale non è ancora mai stata recepita in modo ufficiale. Si tratta di qualcosa di ancestrale che emerge nelle paludi del Mississippi, ma forse una forma ancora monocorde che non fa presa sul grande pubblico, quello abituato alle marcette orchestrali. Durante una serata live a Cleveland, il pubblico chiede una breve esibizione di tre musicisti non professionisti locali, armati di chitarra, mandolino e contrabbasso. Quel suono monocorde è quello ascoltato in stazione, grezzo e primitivo. Quando il brano finisce, il pubblico in visibilio fa comprendere a William Handy che la forma blues può funzionare.

Da quel momento, le canzoni provenienti dagli stati più malfamati del Sud cominciano ad essere ascoltate e fanno diventare famosi i successori di Henry Sloan.

Nella sua Autobiografia, Handy raccontò di un nero dinoccolato che pizzicava una chitarra, e mentre suonava utilizzava “la lama di un coltello sulle corde”. Il cantante ripeteva lo stesso gesto tre volte e produceva “una delle musiche più strane che avessi mai sentito”. Riportò che i suoi vestiti erano stracci e i suoi piedi spuntavano dalle scarpe; il suo volto aveva impresso la tristezza dei secoli, ma “il suo suono fu indimenticabile”.

Ulteriori ricerche basate sui documenti del censimento hanno suggerito che, nel 1920, Sloan e la sua famiglia vivessero intorno a West Memphis, nell’Arkansas.

Pare che la sua morte sia avvenuta all’età di 78 anni, il 13 marzo del 1948, nella Contea di Crittenden, anche se David Evans, volendo verificare la circostanza, scoprì che il tizio non era Henry. Ce n’erano due in giro nelle zone del Mississippi tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, e quello di Crittenden non aveva vissuto nella contea di Hinds né era vicino a Charley Patton.

 

Non si può dimostrare che il blues sia nato proprio nel Delta, ma certamente si può affermare che qui si sia sviluppato con una tale intensità proprio perché è una musica ruvida e con pochi abbellimenti. La musica non ha le forme di blues di altre regioni: una distinzione riguarda certamente il piano emotivo che le canzoni del Delta manifestano attraverso radici profonde e particolarmente solide, che esprimono un suono capace di disegnare con le sue melodie la parte più profonda dell’anima. (Ted Gioia).

Nella storia degli Stati Uniti, il Delta del Mississippi ha uno stile di vita legato anche al “Movimento per i diritti civili” che sono sempre stati un elemento di quella musica. Il principio di humanitas è rapportato al sentimento di solidarietà nei confronti di coloro che condividono la stessa situazione e cercano nel sostegno reciproco il modo di affrontare le difficoltà del loro tempo.

Si tratta del senso di filantropia come comprensione delle ragioni dell’altro, in cui l’uomo non è nemico ma un essere da comprendere e aiutare. Queste posizioni si rapportano ad un movimento che riprende l’atto del provare il dolore condiviso, originato dalla comune condizione di miseria. Occorreva ripristinare quel principio di fraternité ereditato dalla Rivoluzione francese, che sanciva come tutti “gli esseri umani nascono liberi e uguali per dignità e diritti” e devono agire in “uno spirito di fraternità”.

Nel Massachussetts, durante la guerra di secessione (nel 1863), alcune associazioni di volontariato coordinarono i volontari per introdurre servizi assistenziali per le persone malate e bisognose. Si realizzò quello che in seguito sarà il modello welfare, ovvero interventi socio-assistenziali, in cui si considera la complessità dei rapporti della persona con il proprio ambiente e con altri sistemi e contesti, prestando attenzione all’insieme delle relazioni sociali nella loro totalità e dinamicità.

La popolazione nera aveva vite segnate dalla povertà e dalle difficoltà, ma esprimeva le forme di lotta nella musica che divenne il ritmo delle città e di un’intera nazione.

I locali di musica dal vivo sono parte integrante della cultura del Mississippi Blues, che si è affermata in un luogo in cui la gente vuole ancora cercare di sperimentare la musica in un ambiente autentico, toccato da eventi storici, che ha plasmato la politica e la vita sociale.

I testi delle canzoni del Delta Blues spesso parlano di esperienze personali, e i temi comuni semplici e diretti riescono a catturare emozioni profonde e trasmettere storie coinvolgenti. Essi includono: l’amore perduto, quello non corrisposto e quello delle relazioni tumultuose o della solitudine; la difficoltà della vita, con riferimenti al lavoro nei campi, alla povertà e alla discriminazione; la libertà e il viaggio, il desiderio di fuggire dalla propria situazione, spesso attraverso il viaggio; la spiritualità, alcune canzoni affrontano temi religiosi e spirituali, esplorando la fede e la speranza.

Nella cultura afroamericana appartenere a una tradizione significa far parte di un continuum, che parte dal passato e spinge al cambiamento anche radicale. È l’improvvisazione stessa a consolidare questa interpretazione, una pratica che secondo Henry Louis Gates jr, accademico e direttore dell’Hutchins Center for African and African American Research presso l’Università di Harvard, “non è altro che ripetizione e revisione”, forme espressive che sono alla base del cuore della musica afroamericana. Il racconto, il rito e la danza, tra ambivalenze e ambiguità, sviluppano una poetica, ma anche una ribellione dello spirito, che racconta il passato di un popolo: le origini folkloristiche della pratica culturale afroamericana, improntata sul significato delle parole, si sviluppano in un contesto accessibile a coloro che condividono i valori di una determinata comunità linguistica.

Lo strumento più utilizzato dai primi musicisti neri liberati dalla schiavitù fu la cigar box, una specie di chitarra a due, tre o quattro corde, che come corpo aveva contenitori in legno o metallo. Le corde alte non permettevano l’utilizzo delle dita della mano sinistra sulla tastiera, anche perché non c’erano tasti di riferimento e tutto era lasciato all’orecchio del musicista. L’uso della chitarra fu la naturale conseguenza, anche in ragione delle esibizioni in locali sempre più importanti con altri musicisti. L’armonica è molto diffusa, anche se si può dire che quasi tutti gli strumenti esistenti sono stati utilizzati nel blues, anche se i neri d’America hanno impiegato quelli più economici e di facile reperibilità.

Poiché quei musicisti di rado avevano ricevuto un’educazione formale o erano in grado di leggere e scrivere gli spartiti, l’improvvisazione giocava una parte importante agevolata da forme fisse, tra le quali la più universale e riconosciuta è certamente quella in 12 battute, suddivise in 3 frasi (musicali e testuali).

Gli studi sul mondo africano sono piuttosto rilevanti: Kubik, ad esempio, sottolinea in particolare l’influenza esercitata da quel continente utilizzando gli elementi culturali del totemismo e della tradizione orale, in cui prevalgono le espressioni legate alla musica e alla danza. Amiri Baraka ha scritto un saggio, che rimane ancora oggi fondamentale per ricostruire una storia sociale della musica afroamericana, per dimostrare come la musica sia stata sempre una conseguenza delle condizioni di vita dei neri in America e della loro particolare maniera di sentirsi (o non sentirsi) americani. Ha ribadito il concetto di canto autentico, oscuro e magico: un atto fondativo dell’esistenza e al tempo stesso la negazione della stessa in quel processo di continua revisione.

Partendo dalla società degli schiavi di cotone, si dà inizio ad una sfida importante di affrancamento dalle condizioni di vita, facendo con quel genere affermare la musica popolare. Si ritiene che il bluesman più anziano di cui si ha una registrazione discografica sia Daddy Stovepipe, nato nel 1867, “one man band”, chitarrista, cantante, armonicista e suonatore di kazoo e altri strumenti, le cui prime esibizioni risalgono attorno al 1890.

Il Delta Blues ha permesso l’esplorazione di molti territori musicali ed aperto la strada a innovazioni nel mondo della musica. La sua eredità è evidente: i generi che hanno incorporato gli elementi di questa musica hanno creato un legame duraturo tra il passato, il presente e la proiezione nel futuro.

 

Quando negli Stati Uniti la grande impresa si afferma in tutti i settori, dall’industria pesante alla produzione di beni di consumo, le ferrovie creano un mercato interno più rapido negli spostamenti delle merci e permettono la nascita del management nella grande impresa, centralizzando i capitali a Wall Street. Anche il settore musicale dai ritmi del blues con l’avvento delle scoperte tecnologiche conoscerà un nuovo modo di favorire il consumo di musica.

Franco Marzo ha scritto: Music manager: esperienza musicale e arte manageriale, per sottolineare come l’arte manageriale debba considerare la passione, il lavoro, la vita e la musica. In un mondo fatto di capitali, macchine, tecnologie, conoscenze e competenze, un importante differenziale competitivo è costituito dall’energia e dalla passione che le persone riescono a trasferire all’impresa e ai suoi stakeholders. Ed allora, rileva come occorra recuperare la musica per mettere in rilievo il suo valore didattico e formativo, attingendo dalla tradizione classica e superando la dimensione ludica del solo ascolto.

La musica, gli strumenti musicali e il musicista creativo possono costituire valori importanti che comportano imparare a condividere regole e obiettivi comuni (educazione, etica professionale, disciplina aziendale ecc.). L’armonia tipica della musica è una dimensione razionale e scientifica anche di una azienda (organizzazione, leadership, comunicazione, valori di riferimento ecc.); ed allora, costruire una melodia richiede la stessa creatività e coraggio di proporre un nuovo prodotto o una nuova strategia.

Il management privilegia i rapporti umani attraverso l’armonia, il ritmo e la comprensione dell’altro, ciò che di fatto offre la musica. La sfida del manager è di risolvere problemi complessi in maniera creativa, attuando l’arte di fare le cose attraverso la motivazione e l’ispirazione, in cui il lavoro diventa arte e i prodotti e i servizi opere d’arte.

Giuseppe Berta ha rilevato la missione dell’imprenditore, una combinazione di attitudini e capacità individuali affidate certamente alla creatività, per realizzare l’innovazione come campo di interesse nel processo economico.  Investito di una serie di compiti, l’imprenditore non può che essere un eroe solitario che esercita una leadership carismatica guidando gli altri: la sua virtù è la capacità di innovare, diffondendo l’etica della razionalizzazione e modellando i diversi assetti organizzativi.

Coloro che hanno creato sono certamente mossi da una sorta di piacere nel fare per realizzare il nuovo: gli elementi psicologici servono a spiegare i motivi profondi, come sosteneva Schumpeter, ponendo in primo piano la componente di soddisfazione che deriva da una posizione sociale di potere e dalla gioia di esercitare la funzione creatrice.

Tutto questo realizza il benessere, paragonabile all’azione dell’artista, del pensatore o dello statista, favorito da una prorompente energia.

La musica dei primi artisti afro-americani, quelli del Delta Blues, sembra ricalcare proprio quella componente rilevata da Berta per quanto riguarda l’imprenditore/innovatore.

Infatti, è proprio l’innovazione in campo musicale che inciderà sullo sviluppo anche economico-sociale, promuovendo un senso di comunità e di appartenenza. Essa è un potente aggregatore sociale, l’unione di gruppi di persone in una comune celebrazione; serve a regolare gli stati d’animo, riempendo momenti quotidiani di vita, allontanando pensieri spiacevoli, gestendo le emozioni, riducendo la fatica mentale, migliorando la creatività e stimolando la memoria.

Si parla di Music Manager, un ruolo che unisce passione e capacità, in cui il professionista mostra amore per la musica e attitudine alla leadership e alla pianificazione. Si tratta di supportare e rappresentare l’artista in tutte le sedi: case discografiche, etichette, agenzie di musica live, tour. Occorre poi sviluppare strategie di carriera attraverso il business plan, analizzando le proposte economiche, promozionali e di marketing. Un buon manager musicale deve combinare molte abilità, ma avere anche l’intuito di cogliere le opportunità del mondo artistico.

La preparazione in ambito di management musicale richiede oggi una formazione che abbracci competenze diverse, da quelle tradizionali legate al business a quelle più specifiche del settore musicale, fino alle nuove competenze digitali. Occorre avere conoscenze sui meccanismi interni dell’industria musicale: copyright, publishing e gestione di eventi; inoltre, maturare abilità digitali nell’era del streaming e di piattaforme, che hanno rivoluzionato il modo in cui la musica viene distribuita e consumata. Infine, è necessario avere una capacità di marketing indispensabile per promuovere artisti e prodotti musicali.

Studi recenti evidenziano come il suono e la musica agiscono stimolando le funzioni cognitive, la comunicazione, i comportamenti, ma soprattutto le emozioni, idee, fantasie, messaggi, oltre i confini del linguaggio verbale. Sono una risorsa che agisce sulla immaginazione, sviluppando altresì la capacità di riconoscere le sensazioni personali per proiettarle sugli altri e stabilire con loro relazioni significative.

 

 

Riferimenti bibliografici:

 

  1. F. Amatori, Impresa e società, in “Enciclopedia delle scienze sociali”, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1994, vol. IV, pp. 575-587.
  1. A. Baraka, Il popolo del Blues, sociologia degli afroamericani attraverso l’evoluzione del jazz, Ed. Shake, 2010.
  1. G. Berta, L’enigma dell’imprenditore, Il Mulino, 2018.
  1. J. C. Cobb, The Most Southern Place on Earth. The Mississippi Delta and the Roots of Regional Identity, Ed. Oxford University, 1994.
  2. J. Collins, a cura di, Defining the Delta: Multidisciplinary Perspectives on the Lower Mississippi River Delta, Ed. University of Arkansas, 2015.
  1. D. Evans, Biografia di Charley Patton, 4 novembre 2005.
  2. W. Ferris, Il Blues del Delta, Ed. Postmedia books, Milano, 2011.
  3. H. L. Gates jr, La scimmia significante, Oxford University, 1988.
  4. T. Gioia, Delta blues. I grandi musicisti del Mississippi, EDT Edizioni, 2020.
  5. W. C. Handy, Father of the Blues: An Autobiography, Arna Wendell Bontemps Contributor Abbe Niles Published by Da Capo Press, 1991.
  6. G. Kubik, Africa and the Blues, Ed. University of Mississippi, 2008.
  7. R. Palmer, Deep Blues, Penguin Books, 1981.
  8. C. R. Wilson, W. Ferris, A. J. Adadie, Encyclopedia of Southern Culture, The University of North Carolina, 2a Edition, 1989.

 

 

 

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Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Gennaio 21st, 2026

Cilento: un Patto per le Aree Interne

Ricevo e volentieri pubblico.   Un Patto per le aree rurali di collina e di montagna sarà siglato venerdì 23 […]

Gennaio 20th, 2026

Il Premio “L’identità del Cilento” come memoria relazionale

Il Premio Artistico-Letterario “L’identità del Cilento”, riservato ai giovani, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e Gruppo “Mingardo-Lambro-Cultura”, mette […]

Gennaio 19th, 2026

Ritorno al sud

A proposito del dibattito su “inverno demografico e spopolamento”, Gianfranco Pazienza, ambientalista ed esperto di politiche locali e pianificazione ecosostenibile, […]

Gennaio 15th, 2026

Byung-Chul Han: l’“infocrazia” e l’espulsione dell’Altro

Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di […]

Gennaio 8th, 2026

La leggenda di Henry Sloan e il blues

Non esiste un genere musicale come il blues, caratterizzato per le emozioni liriche e le melodie sensuali, che ha avuto […]

Dicembre 29th, 2025

La società del 2025

Tra difficoltà, crisi e qualche speranza si avvia a conclusione l’anno 2025. La popolazione italiana vive una condizione contraddittoria per […]

Dicembre 22nd, 2025

La sinestesia nell’arte

Gaetano Barbella, che trae spunto dall’articolo: “L’arte di Nera” del 15.12.2025, con due scritti permette di approfondire quella produzione creativa […]

Dicembre 19th, 2025

La società in … Rete – Anno 2025

È stato pubblicato il volume unico della Rivista Professionale di Sociologia e Società: “La società in … Rete” (Anno XVII […]

Dicembre 15th, 2025

L’arte di Nera

Sintesi di un percorso artistico   Sinestesia: buco, colore, forma, massa, suono, timbro. Un colore, il rosso; Una forma, quadrata; […]

Dicembre 10th, 2025

La “memoria collettiva” di Halbwachs

Il Patrimonio Culturale è un’eredità trasmessa dalla memoria collettiva, che viene determinata da “quadri sociali” di riferimento frutto delle interazioni […]