Sabato 8 agosto 2026 alle ore 19:00 a Licusati
L’Associazione Culturale “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo Lambro Cultura”
in collaborazione con il Laboratorio d’Arte prof. P. Tarallo e il Concorso d’arte “Carmine Caputo”
presenteranno il volume:
AA.VV. STORIA, CONSERVAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE, MATERIALE E IMMATERIALE DEL BASSO CILENTO (III)
Interverranno gli autori:
arch. Innocenzo Bortone
prof. Ferdinando De Luca
dott. Luigi Leuzzi
dott. Pasquale Martucci
prof. Ezio Martuscelli
prof. Michael Shano
Modererà l’incontro:
arch. Innocenzo Bortone
Il volume è il terzo di una collana i cui scritti/saggi riportano le conclusioni di ricerche finalizzate a studiare e mettere in risalto il Patrimonio Storico – Culturale, Materiale e Immateriale, localizzato, prevalentemente, nel Cilento meridionale, comunemente denominato “Basso Cilento”. Qui si trovano numerosi antichi paesi o borghi che vedono la presenza di edifici di culto, chiese e conventi, palazzi (pubblici o privati) di valenza storico – culturale, testimonianza, spesso, di un passato che ha visto l’accumulazione di un importante Patrimonio storico e identitario.
Il libro è articolato in sei capitoli scritti da vari Autori.
Innocenzo Bortone, propone un’indagine del piccolo centro storico di Licusati, frazione del comune di Camerota, non attraverso l’analisi isolata delle singole emergenze edilizie, bensì considerandolo nella sua dimensione organica e sistemica. L’obiettivo è ricostruire le possibili fasi evolutive dell’aggregato urbano, mettendo in relazione documentazione storica, fonti cartografiche e analisi morfologica e visiva del tessuto edilizio.
Ferdinando De Luca scrive sul monachesimo italo – greco e, in modo più particolare, riguardo all’antico cenobio di San Nazario, ubicato nell’omonima frazione del comune di San Mauro La Bruca. Sono ripercorse le vicende legate alla nascita del monachesimo greco – orientale, dai suoi primi più illustri rappresentanti (Sant’Antonio abate, San Pacomio, San Basilio), delineandone quindi le caratteristiche e gli aspetti organizzativi. In successione, si tratteggiano le tappe storiche che portarono alla diffusione nell’Italia meridionale di detto monachesimo, con particolare attenzione al Cilento.
Luigi Leuzzi svolge una disamina mito-archeologica di alcuni siti esemplari: Palinuro e la Civitella di Moio. Questi luoghi più di altri occasionano un’indagine ermeneutica che dalle evidenze archeologiche, dei miti e dei riti persistenti si dischiudono aprendosi ai molteplici interrogativi che ciascuno di noi si pone quando cerca di appropriarsi di una tonalità affettivamente significativa del senso di appartenenza e in contemporanea dell’apertura al mistero delle origini. Il Cilento e la Lucania Occidentale pare siano state consegnate all’oblio e alla dimenticanza eppure a uno sguardo ermeneutico non sfugge il linguaggio simbolico della Grande Madre nelle varie declinazioni onomastiche e figurative che si possono rinvenire dal neolitico a tutt’oggi.
Pasquale Martucci scrive come nel rapporto tra tradizione e modernità, sia importante comprendere gli elementi di un passato che necessariamente deve confrontarsi con il proprio presente e futuro. In questo lavoro, affronta “l’elemento immateriale” che va oltre e supera la capacità di cogliere il contingente, proiettando l’uomo in una dimensione simbolica da scoprire, ricercare, costruire e co – costruire. Nel caso di Palinuro individua tre miti: quello del nocchiero di Enea; Ulisse e le sirene, in particolare Molpé; la favola del Club Méditerranée.
Ezio Martuscelli riporta uno studio (sfrutta anche un’originale e rara documentazione iconografica) avente la finalità di rivisitare le vicissitudini di due complessi religiosi che nel tempo hanno avuto stretti legami, anche contenziosi, ma che comunque hanno svolto un ruolo molto importante sulla religiosità e sullo sviluppo socio economico del territorio. Presenta l’Abbazia di Santa Maria degli Angeli, basiliana fino alla fine del basso Medioevo (poi distrutta; della quale non ci sono nemmeno i resti); la Chiesa seicentesca, nata “ricettizia”, attuale Parrocchia di Centola, intestata a San Nicola di Mira. Nel corso dei secoli le traversie dei due complessi religiosi si sono molto spesso intrecciati.
Il saggio di Michael Shano è finalizzato allo studio della stauroteca (X-XI secolo) del cenobio italo – greco di San Giovanni a Piro; un manufatto di oreficeria sacra, un reliquiario a forma di croce destinato a conservare un frammento della vera croce di Cristo. Questi reliquari, fabbricati nella officina imperiale di Costantinopoli, erano indossati come croci pettorali da vescovi e archimandriti greco – ortodossi per indicare il loro alto stato nella gerarchia e la loro stretta integrazione con le chiese patriarcali del Mediterraneo.
Gli Autori, attraverso la pubblicazione delle loro ricerche sugli aspetti sopra delineati si propongono di attirare l’attenzione delle Istituzioni locali e delle Autorità preposte sulla necessità di tutelare e valorizzare in maniera appropriata il Patrimonio storico – artistico del basso Cilento. Essi auspicano che i numerosi case study analizzati e i cui risultati sono stati pubblicati in questo volume e in quelli precedentemente dati alla stampa possano suscitare la curiosità, specialmente nei giovani, di volere conoscere i Beni Culturali e quindi farsi parte attiva per contribuire alla loro protezione, restauro appropriato e sostenibile nonché sviluppare un movimento che abbia come obiettivo la promozione di questi elementi al fine anche di sviluppare una attenta e innovativa forma di “Turismo Culturale” destagionalizzato.
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