Sintesi di un percorso artistico
Sinestesia: buco, colore, forma, massa, suono, timbro.
Un colore, il rosso;
Una forma, quadrata;
Un suono, il DO;
Un buco, quadrato;
Uno strumento, la tuba;
Massa, pesante, corposa.

Esplosione di una gigante rossa
Ogni artista interpreta l’animo umano, ovvero è tutto ciò che crea sensazioni che magari una persona non sa di avere oppure non riesce ad esprimere.
Quando ci troviamo al cospetto di Nera D’Auto, avvertiamo l’emergere di tutto quello che rappresenta il nostro inconscio, soprattutto perché dobbiamo porre il nostro animo, nel senso di anemos, spirito, predisposizione ad accogliere, nella condizione di poter interpretare la sua arte. Essa infatti ridisegna i colori, forti, intensi, quasi assurdi, perché la sua pittura è un continuo scavare nei cunicoli dell’assurdo. Almeno è quello che riesce a cogliere chi scrive perché è predisposto ad accettare questa visione, questa sensazione.
Sono convinto che nella pittura di Nera sia fortemente presente la vita umana che cerca di esplorare tutte le forme che vanno dalla materia allo spirito, perché è proprio dalla materia, quell’insieme di colori mescolati, che l’artista parte per proiettarsi verso il cosmo e la ricerca quasi impossibile di identificazione di ogni personale identità.
Se il ruolo dell’artista è di porre problemi e non certamente di risolverli, Nera D’Auto è la persona che non pone problemi ma li assale, moltiplicandoli, aggredendo lo spazio dei colori per proiettarli nella profondità che sta ora a noi cogliere.

Beata libertà

Narciso in ognuno di noi
Roccadaspide è sia il suo spazio fisico che la sua fonte inesauribile di ispirazione. Scriveva il poeta Giuseppe Liuccio che “il paese è soltanto il pretesto per un percorso artistico che si fa denso di tematiche e vola nella universalità dell’arte”. Se un artista comunica con i segni, “quelli di Nera sono sempre tenui, sfumati, da immaginare più che da vedere, come è nella natura dell’arte che rifugge dal figurativismo fine a se stesso. Non così per i colori, che sono, invece, forti, marcati, esplosivi”. Dunque, dovendo dare una traccia della sua arte, è dal colore che bisogna partire, perché è vita, “forza generatrice di altra vita”. Se la luce, ancora Liuccio, è esplosione vitale, essa come “centro di irradiazione cromatica è l’anima dell’artista, che, invasata dalla geniale follia dell’ispirazione, esplode violenta come una granata”.

Il colore

I tagli
Nera D’Auto si sente legata al “Movimento dello Spazialismo”, o arte spaziale, fondato nel 1946 da Lucio Fontana. Gli artisti che si riconoscono in questa corrente d’arte moderna riproducono i movimenti delle particelle nella luce, dipingono vertiginose spirali nelle quali si può riconoscere la forma intima dell’energia. Fin dalla metà degli anni novanta del novecento, sulla spinta di quel movimento, furono realizzate tele con buchi, cui fecero seguito i celebri “tagli”, applicati sia in pittura, in scultura e nell’arte ceramica. Fontana si presentava ai suoi critici con tele bucate che definiva concetti spaziali, offrendo un’immagine pura, aerea, assoluta, che attirava comunque molte perplessità. Queste forme d’arte sono basate da un lato dalla materia da plasmare, dall’altro dalla ricerca dell’ignoto del cosmo, che riconduce ad intuizione, mistero, divinazione.
Fin dall’infanzia Nera dimostra creatività e curiosità. Disegna, si occupa di grafica, fumetti, legge storie e inizia con i ritratti. Presso l’Istituto d’Arte, il Liceo Artistico, apprende anatomia dei corpi, figure e nudi, utilizzo dei colori e teorie impressionistiche. La sua ricerca su luce ed energia è spasmodica e la impegnerà per tutta la vita. Incontra e frequenta artisti e intellettuali; poi partecipa ad iniziative culturali; aderisce a riviste e giornali; continua ancora oggi a percorrere il territorio nazionale e internazionale per esporre le sue opere.

Materia Energia Vuoto Musicalità
Nei suoi lavori, parte dalla linea, una matita che corre sul foglio e racchiude la materia. Poi si trova davanti alla prospettiva, ed allora disegna; pian piano si forma il dipinto quando si accorge che nell’atmosfera c’è il colore. Nera afferma che “il fluire della linea che scorre sul foglio, attraverso mille rivoli, segna momenti di vita, esperienze e situazioni in modo chiaro”. Sono sensazioni dell’animo ma anche rappresentazioni di un istante, lo stato d’animo che non è solo istante ma è da intendere come il momento iniziale, quello dell’idea, il principio iniziale da cui parte tutto il resto. Certamente il fluire del tempo dà forma, perché è sempre il movimento che caratterizza la vita. Allora fa lo schizzo e da un segno entra in un vortice che la proietta dal centro verso l’esterno, il colore è proprio una forza che degrada: “Nell’universo c’è un punto di riferimento, poi un continuo divenire, aprirsi e chiudersi”.

Non è musica ma rumore
Nicola Scontrino ha scritto: “il suo riferimento resta la dinamicità del colore, e la rappresentazione di un fatto simbolico non determinante. In questa disputa il segno percorre il colore, lo attraversa, lascia la sua traccia facendo riemergere così tutta una simbologia pittorica che sviluppa una concettualità di cui l’artista resta l’unico possessore”.
Nera sostiene che il colore è tutto: “i colori non sono tanto legati ai simboli della natura, quelli che convenzionalmente vengono utilizzati per le rappresentazioni e le immagini, piuttosto a stati d’animo del tutto personali”.
A un certo punto della sua arte arriva allo squarcio di Fontana, al taglio della tela. Rendendo sempre più sfumato il colore, attraverso lo strofinio della tela si produce il buco, la lacerazione. Ciò proietta in qualcosa d’altro: quell’impalpabile. Da un colore forte passa alla scomparsa dello stesso: “Piglio una pezzolina imbevuta di solvente per far diventare il colore sempre più tenue. Si lacera la tela e vedo un mondo. Vedo il miracolo di Fontana, l’altra dimensione. Ognuno vuole dare una dimensione”.

Bolle Respiro dell’Universo
Ciro Ruju parla della “consapevolezza di un attraversamento” e De Piscopo ha sostenuto che gli strappi sono “il buco dell’animo dell’artista” di fronte al baratro della vita, anche se l’artista riesce a superare gli ostacoli immergendosi nella sua arte. “Io non sono drammatica, sono gioiosa. Per me il buco è il divenire, perché una persona quando muore tramanda. È un continuo esserci. Ci sono cose nuove, il divenire continuo”, afferma Nera D’Auto.
È convinta che l’anima dell’artista non si accontenta e cerca di esplorare tanti orizzonti, studia e ricerca continuamente di realizzare qualcosa di importante: un quadro può riuscire o non riuscire, può essere apprezzato oppure no. L’opera è soggettiva e in quella che esprime non ci sono regole di pittura. Nera: “quando le persone esprimono un punto di vista differente dal mio, la cosa mi piace, mi fa andare avanti. È uno spunto di riflessione, mi fanno dialogare, perché l’arte moderna ha difficoltà di lettura”.

Momenti di gioia pura

Nudo disteso
Rosa Spinillo ha sostenuto che “l’arte non è espressione del mondo esteriore, ma solo estrinsecazione di quello intimo”. Per cui è la visualizzazione di forme, linee e colori il complesso oscuro dei sentimenti che si agitano dentro ciascuno di noi. Ovvero una sorta di abbandonarsi all’arte ed essere proiettati in un mondo forse fantastico, non limitandosi alle apparenze.
Osservando le opere di Nera si può certamente pensare ad un’artista che insegue ciò che non è evidente, quel movimento che fa parte della vita e da essa trova ispirazione, a condizione che la nostra immaginazione e il nostro animo siano attenti a cogliere il senso di una natura che non è immobile ma in continua evoluzione.

Nel vuoto musicalità in divenire
grazie molto interessante
Una bellissima recensione per una grande artista contemporanea!