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Come sostiene Carmen Leccardi, Zygmunt Bauman può essere considerato lo studioso della sociologia umanistica che guarda ai valori democratici di autonomia, dignità, libertà, giustizia (Leccardi, 2009/2024, p. 3).

Il suo ambito di intervento è quello di una sociologia impegnata ad osservare i mutamenti del quotidiano. L’approccio è politico ed etico per prendere posizione rispetto alle miserie del mondo, considerando il potenziale di autonomia e creatività degli esseri umani. Il mondo è aperto e modificabile, ma da indagare in senso critico. In quella da lui definita «modernità liquida» occorre avere una ampia conoscenza per maturare la libertà di scelta: praticare un attivismo etico per individuare nuovi orizzonti e ricercare giustizia e libertà (Bauman, 1996).

Bauman è importante per aver introdotto il concetto di «società liquida», che va applicato ad ogni aspetto della vita sociale per via dei cambiamenti repentini che non consentono di avere relazioni umane certe e definite: tutto è precario, liquido, senza modelli di riferimento solidi.

In questo scritto, affronto alcuni degli aspetti riconducibili alla «modernità liquida», ovvero il principale filone di ricerca che connette tutta la sua vasta produzione.

 

Comunità

Per affrontare il passaggio verso la «società liquida», Bauman sostiene che quando perdono rilevanza le «comunità di luogo, di vita e di destino», allora prevalgono le tendenze globali, l’assenza di appartenenza territoriale, la volontà di comunicare e interagire con gli altri velocemente e senza alcuna mediazione, attraverso l’utilizzo di strumenti espressivi sempre più sofisticati. Si realizza la negazione di tutto ciò che è contatto fisico, scambio di gesti e parole, linguaggio verbale e non verbale, utilizzo del corpo e piacere del contatto. Bauman crede che la «società liquida» si sviluppa quando «le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure» (Bauman, 2006, cit., p. VII).

Quando la società non è in grado di conservare la propria forma e la vita è vissuta nella continua incertezza che le vicende possano cambiare, ecco che si produce quella liquiditàvolatilità. Accade oggi nella finanza o nell’industria, nelle società globali e extraterritoriali: società in movimento che considerano “valori l’instabilità e la precarietà”. Ma solo chi è in grado di scegliere il modello migliore che si trova sul mercato si può cimentare con il nuovo; chi al contrario non è in condizione di farlo cerca di «tenersi ben stretta l’unica identità disponibile e mettere insieme i vari pezzi» (Bauman, 2006, p. X e p. XIV). L’identità è ciò che è uguale, identico: è il far parte della folla. È comunità di appartenenza, vita statica e riconosciuta, assegnata. Ad essa è contrapposta l’individualità, una soggettività differente, l’autonomia della persona, la trasformazione e lo sviluppo dell’autocoscienza. Le parole nuove sono multiculturalismolibertàscelta.

Bauman, che vede il rischio di un’instabilità e precarietà di vita nelle società liquide, non condivide quelle comunità difensive che ripiegano in se stesse: è convinto che l’educazione critica, atta a stimolare i dubbi, possa evitare uno sviluppo caotico ed approssimativo. Ma quando manca la sicurezza del futuro, quando la fiducia svanisce, gli attori non hanno il coraggio sufficiente ad affrontare i rischi di un futuro ignoto ed incerto (Bauman, 2006, p. 9 e pp. 25-29).

La società cui aspira Bauman è una sorta di prospettiva. Se al contrario gli individui cercano di entrare a far parte di un noi, di identificarsi e legarsi, allora emergono le comunità di appartenenza, che si contrappongono alle «comunità virtuali» o «finzioni di comunità» Bauman, 2003, pp. 25-26; Bauman, 2013b).

 

Modernità

Con la crisi del fordismo si producono trasformazioni dell’identità, privatizzazione delle problematiche collettive, crisi di progettualità e vita costituita da incertezze e ambivalenze. La modernità è un cambiamento che dà spazio all’inedito, al non sperimentato. Sembra auspicabile la dimensione del controllo e dell’ordine sociale per gestire questi processi, invece si sviluppa disordine ed imperfezione, ambivalenza delle azioni. Sostiene Bauman che l’Europa ha la consapevolezza di essere depositaria di un destino storico che colloca al centro la sua «cultura» ed ai margini quelle che si potrebbero definire «culture arretrate». Introduce il ruolo del «giardiniere» (Bauman, 1992), che agisce per la costruzione di un ordine, di un progetto consapevole che affermi ragione e passione, controllo e spontaneità.

L’intento è di preservare l’ordine costituito, anche se la ricerca dell’ordine è chiusura ed esclusione, controllo sociale. Nelle società tradizionali c’era «un senso comune avvolgente», dove ognuno era controllore e controllato. Ora, il senso comune si pluralizza (separazione tra vita privata e vita pubblica), si introducono codici vincolati, si consolidano istituzioni preposte alla legalità (Leccardi, 2009/2024, pp. 7-9).

Il controllo dei corpi e la sorveglianza riconducono al «panopticon» di Bentham, in seguito all’interpretazione di Foucault. Ci sono decisori e subordinati che vanno allontanati e rinchiusi, realizzando una modernità diseguale. Anche industrialismo e capitalismo cercano la prevedibilità, la regolarità e l’amministrazione efficiente. Dice Bauman che l’olocausto non è il fallimento della modernità, ma il suo prodotto: essa con le sue regole riduce la possibilità dell’esercizio spontaneo di responsabilità degli uni nei confronti degli altri (Leccardi, 2009/2024, pp. 11-12).

 

Post-modernità

Dopo aver affrontato la modernità, la sua analisi riguarda la post-modernità: dalle società compatte, sistemiche e solide si passa a quelle da lui indicate come «società liquide», che si sviluppano dai continui cambiamenti, che sono ambivalenti perché pur partendo dell’idea di ordine c’è il rifiuto della fissità. È la post-modernità in cui la crescita dei saperi allarga le provvisorietà ed amplifica la ricerca di un rifugio, di radici, di comunità. (Bauman, 2002 a)

Ora prevalgono le differenze rispetto ad una omologazione identitaria, quelle delle società tradizionali. Per preservare la vita sociale occorre che «una differenza riconosca un’altra differenza», ovvero il riconoscimento dell’altro esercitando una critica dei principi di ordine e controllo. Sono gli individui che costituiscono «identità significative» che scelgono e assumono responsabilità, in cui «la dimensione morale di ripersonalizza». Siamo in un territorio che va oltre la modernità e che compie il percorso individuato: «comunità ˃ modernità ˃ post-modernità». È una modernità cosciente dei propri limiti che riconosce «l’incompiutezza del proprio orizzonte» e la non realizzabilità del progetto originario (industriale/capitalistico). Per ovviare a ciò dovrebbe affermarsi una «ragione interpretativa» che faccia convivere tradizioni diverse, ed invece si sviluppa l’evanescenza delle società nazionali favorita della globalizzazione (Leccardi, 2009/2024, pp. 13-15).

La teoria post-moderna individua concetti quali: socialitàhabitatauto-costituzione. La socialità è l’antitesi della società ed agisce tra libertà e dipendenza: i vincoli sociali scompaiono per individuare un agente che svolge la sua azione in un determinato habitat. L’habitat non risponde a logiche deterministiche ed è caratterizzato da imprevedibilità e indipendenza dagli organismi di controllo. Le agenzie attive si sottraggono a funzionalità e disfunzionalità ed agiscono indipendenti l’una dall’altra generando frammentazione e indeterminatezza. L’auto-costituzione è determinata da agenti che si muovono in modo fluido e sono privi di riferimenti stabili e determinati, con decisioni temporanee e reversibili. Esiste una relazione privilegiata con il presente (assenza di memoria) e le relazioni sono frutto di aggiustamenti e ridefinizioni. È centrale il corpo quale referente stabile: il ruolo esercitato è di «coltivare il corpo». A livello politico, c’è uno Stato/Nazione ma non ci sono i fondamenti individuali dell’agire, dove la visione è locale e personale, gestita da una pluralità di agenzie. Si sviluppa un agire politico che si relaziona ai nuovi rischi e paure. Anderson parlava di «comunità immaginate», che si affermano in senso simbolico per costituire un antidoto allo sradicamento e alla solitudine (Leccardi, 2009/2024, pp. 16-18).

 

Modernità liquida

La «modernità liquida» è la realtà del nostro tempo, in cui si trova la liquefazione dei corpi solidi e la fluidità. Il capitalismo moderno mina le tradizioni e sostituisce il vecchio mondo con l’incertezza, sbarazzandosi della dimensione collettiva. La nuova traiettoria è il rifiuto della responsabilità personale, la liquefazione dei legami, l’identificazione con il mercato come fonte legittima di agire. È il tempo del narcisismo, del neoliberismo e della commercializzazione: l’assenza di riferimenti produce «paura liquida» e il cittadino è «consumatore» (Leccardi, 2009/2024, pp. 19-20).

Per Bauman, la modernità si struttura in post-modernità ed infine in modernità liquida, in cui trovano rilievo le forme di azione (degli individui), dall’intenzionalità alle interazioni, la socializzazione, il conflitto e l’integrazione. Tutte queste dimensioni riguardano i processi di mutamento storico-sociale che sono tracce per delineare l’analisi critica, la comprensione delle dinamiche sociali, rimettendo in discussione le acquisizioni della vita quotidiana (senso comune) verso il mutamento. È preferita l’immaginazione sociologica, la pratica che riguarda i processi sociali e le tendenze individuali, la teoria e la vita quotidiana, teoria e pratica insieme. La sua ricerca riguarda l’azione, tra limiti e opportunità, con la finalità di riappropriarsi in «modo creativo» della cultura e della capacità di emancipazione, in un mondo precario e instabile. È una azione che permette un processo di costruzione e ricostruzione. È l’attività strutturante della cultura, in perenne dialettica tra libertà e dipendenza, potere ed emancipazione/sostituzione/sottrazione ad esso (Bauman, 2002b).

 

Globalizzazione

Nell’«era della globalizzazione» si realizza l’incontro tra agire umano e spazio pubblico (Bauman, 2000).

Lo Stato ha perso il controllo della sfera economica; oggi esercita solo la funzione di «bilanciamento e composizione di interessi locali», lasciando il capitale libero di occuparsi di cose più generali. Si producono così disuguaglianze sociali e dipendenze globali, che avrebbero bisogno di un controllo democratico, oggi scarso, per incertezza, insicurezza, assenza di garanzie. I poteri pubblici distolgono lo sguardo dai problemi generati dall’economia globale. L’«agorà» è uno spazio evanescente; prevale invece un potere che deve avere le «mani libere» senza dare senso al dibattito e al confronto delle idee che potrebbero invece far sviluppare le «soggettività politiche». La risposta è la «voglia di comunità», che tuttavia è quella delle scorciatoie per evitare «il confronto con le differenze» (Bauman, 2001). Ciò avviene perché si cerca un luogo interno e confortevole per evitare pericoli e avere la possibilità di rilassarci. È un luogo in cui si può appartenere per sviluppare fedeltà e dedizione e dove si può essere coinvolti. Quella di Bauman è una critica evidente al concetto stesso di comunità, che produce l’espulsione dell’estraneo e consolida l’«in-group». Sostiene: il richiamo alla comunità è un ostacolo alla «conquista dell’autonomia di pensiero» (Leccardi, 2009/2024, pp. 23-26).

Per lui si tratta di un’opera artificiale, una soluzione fittizia ai problemi dell’era globale.

Un passaggio ulteriore riguarda il consumo. Si vivono vite attraverso gli oggetti che si acquistano e si consumano. Si formano nuovi tipi di dipendenza sociale e psicologica, si creano «vite di scarto» e superflue. Il consumo genera cumuli di rifiuti, perché il vecchio va sostituito con il nuovo. Le «vite di scarto» sono i nuovi poveri reietti, la sottoclasse, le vie marginali, che vanno separate da quelle normali (consumatori) (Bauman, 2008b; Bauman, 2005).

Bauman difende la dimensione individuale e collettiva che fa del riconoscimento dell’altro una pratica di responsabilità individuale: l’impiego è verso il bene comune e verso l’affermazione della giustizia sociale. La soluzione è la riappropriazione critica di azioni che si rivolgano al consumo critico ed etico. Ciò avviene attraverso la libertà di scelta, la creatività, l’innovazione per perseguire gli ideali di giustizia (Leccardi, 2009/2024, pp. 39-40; Bauman, 2000; Bauman, 2004).

I temi sono dunque «cultura», «etica», «giustizia»: c’è bisogno di una sociologia critica e di un impegno etico per affrontare la globalizzazione (Bauman, 2010a).

 

Riferimenti bibliografici

 

  • Z. Bauman, La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti, Bollati Boringhieri, 1992.
  • Z. Bauman, Le sfide dell’etica, Feltrinelli, 1996.
  • Z. Bauman, Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone, Laterza, 2000.
  • Z. Bauman, Voglia di comunità, Laterza, 2001.
  • Z. Bauman, Il disagio della postmodernità, Mondadori, 2002(a).
  • Z. Bauman, Modernità liquida, Laterza, 2002(b).
  • Z. Bauman, Intervista sull’identità, B. Vecchi (a cura di), Laterza, 2003.
  • Z. Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, 2004.
  • Z. Bauman, Vite di scarto, Laterza, 2005.
  • Z. Bauman, Vita liquida, Laterza, 2006.
  • Z. Bauman, Paura liquida, Laterza, 2008.
  • Z. Bauman, Consumo, dunque sono, Roma-Bari, Laterza, 2008.
  • Z. Bauman, L’etica in un mondo di consumatori, Laterza, 2010(a).
  • Z. Bauman, Modernità e ambivalenza, Bollati Boringhieri, 2010(b).
  • Z. Bauman, Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell’età globale, Laterza, 2013(a).
  • Z. Bauman, Communitas. Uguali e diversi nella società liquida, Aliberti, 2013(b).
  • Z. Bauman, La vita tra reale e virtuale, EGEA, 2014(a).
  • Z. Bauman, La società dell’incertezza, Il Mulino, 2014(b).
  • Z. Bauman, La solitudine del cittadino globale, Feltrinelli, 2014(c).
  • Z. Bauman, Stranieri alle porte, Roma-Bari, Laterza, 2016.
  • Z. Bauman, Retrotopia, Polity Press, 2017.
  • Z. Bauman, Le nuove povertà, Castelvecchi 2018.
  • C. Leccardi, Zygmunt Bauman: sociologia critica e impegno etico nell’epoca della globalizzazione, in in M. Ghisleni, W. Privitera (a cura di), Sociologie contemporanee, Utet 2009/2024, pp. 3-43.

 

One Response to “I classici della sociologia: Zygmunt Bauman”

  1. Luigi Leuzzi

    Nell’epoca della globalizzazione le riflessioni sull’impegno etico e l’adesione a una Sociologia critica quale parte attiva e contrattuale nelle trasformazioni della surmodernita’ occasionate dalla analisi bibliografica di Z. Bauman consentono di schierarsi tra gli attori di una societa’ eo meglio di una cultura della società che non ammette posizioni rinunciatarie .
    Complimenti per gli stimoli e le riflessioni ineludibili

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EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Gennaio 21st, 2026

Cilento: un Patto per le Aree Interne

Ricevo e volentieri pubblico.   Un Patto per le aree rurali di collina e di montagna sarà siglato venerdì 23 […]

Gennaio 20th, 2026

Il Premio “L’identità del Cilento” come memoria relazionale

Il Premio Artistico-Letterario “L’identità del Cilento”, riservato ai giovani, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e Gruppo “Mingardo-Lambro-Cultura”, mette […]

Gennaio 19th, 2026

Ritorno al sud

A proposito del dibattito su “inverno demografico e spopolamento”, Gianfranco Pazienza, ambientalista ed esperto di politiche locali e pianificazione ecosostenibile, […]

Gennaio 15th, 2026

Byung-Chul Han: l’“infocrazia” e l’espulsione dell’Altro

Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di […]

Gennaio 8th, 2026

La leggenda di Henry Sloan e il blues

Non esiste un genere musicale come il blues, caratterizzato per le emozioni liriche e le melodie sensuali, che ha avuto […]

Dicembre 29th, 2025

La società del 2025

Tra difficoltà, crisi e qualche speranza si avvia a conclusione l’anno 2025. La popolazione italiana vive una condizione contraddittoria per […]

Dicembre 22nd, 2025

La sinestesia nell’arte

Gaetano Barbella, che trae spunto dall’articolo: “L’arte di Nera” del 15.12.2025, con due scritti permette di approfondire quella produzione creativa […]

Dicembre 19th, 2025

La società in … Rete – Anno 2025

È stato pubblicato il volume unico della Rivista Professionale di Sociologia e Società: “La società in … Rete” (Anno XVII […]

Dicembre 15th, 2025

L’arte di Nera

Sintesi di un percorso artistico   Sinestesia: buco, colore, forma, massa, suono, timbro. Un colore, il rosso; Una forma, quadrata; […]

Dicembre 10th, 2025

La “memoria collettiva” di Halbwachs

Il Patrimonio Culturale è un’eredità trasmessa dalla memoria collettiva, che viene determinata da “quadri sociali” di riferimento frutto delle interazioni […]