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Il ruolo della tecnologia, le nostre vite sempre connesse, le oligarchie digitali e l’assenza di controllo pubblico. Qualcuno crede nelle opportunità dei social media, che certamente ci sono e sono tante, altri ne evidenziano i problemi e le difficoltà.

 


Quando parliamo di social media, ci riferiamo certamente alla questione di come il web possa attuare una relazione con l’uomo senza ridurlo a partecipante passivo di un sistema che certamente agisce su tutti gli aspetti cognitivi ed emozionali delle persone.

Nel numero di MicroMega n.3/2025: Disconnessi. L’impatto dei social sulle nostre vite, mi pare di individuare un approccio significativo al fenomeno, che oggi interviene in maniera rilevante le nostre società. Una domanda interessante è: la rivoluzione oggi è solo un post sui social che smove emozioni e radicalizza i sentimenti? (C. Elia, MicroMega n.3/2025, pp. 28-39). La tecnologia online, tra asocialità e individualismo, non comprende aggregazioni fisiche e condivisione/scambio di relazioni, perché l’idea è di imporre rapporti e verità predeterminate da chi detiene il potere dei followers (P. Gerbaudo, MicroMega n.3/2025, pp. 36-44), facendo prevalere la disinformazione (G. Origgi, MicroMega n.3/2025, pp. 45-55) e le ambiguità (E. C. Gainsforth, MicroMega n.3/2025, pp. 56-66). Collegare disinformazione e fake news favorisce poi fenomeni di violenza ed estremizzazioni (E. Santori, MicroMega n.3/2025, pp. 87-102)

Occorre affrontare due problemi su tutti: il primo è di carattere generale e concerne le dinamiche pervasive della tecnologia; l’altro riguarda l’incidenza dei social su adolescenti e giovani, e dunque sulla loro formazione in quanto cittadini del futuro.

Ambito giovanile

Parto dalla seconda questione, per rilevare che la tecnologia può rendere migliori le nuove generazioni, in quanto rappresenta una fonte di informazioni, un miglioramento in generale del processo di apprendimento, un aumento delle capacità comunicative, oltre che divertimento e distrazione. Rende però molte limitazioni nell’acquisizione di competenze, quali la capacità di lettura e scrittura, ed in generale produce un cambiamento sostanziale nell’ambito relazionale, affettivo e cognitivo. L’uso prolungato o scorretto può essere poi controproducente per i rischi connessi alle forme di violenza contenute nel web: ricatti sessuali, cyberbullismo, dipendenze, isolamento, solitudini.

Quando si pone il fenomeno social in ambito giovanile, non si riesce a trovare le possibili correlazioni con i disturbi psichici che riguardano gli adolescenti. La psicologa americana Candice L. Odgers sostiene: “siamo sicuri che i disturbi psico-fisici imputabili allo smartphone non riguardano i ragazzi che stanno già male”? Ha scritto sulla rivista scientifica Nature un articolo critico sul libro di Jonathan Haidt (La generazione ansiosa, Rizzoli, 2024), in cui sostiene che l’accesso alla rete e ai social e la crescita di ansia e disagio mentale nei ragazzi non sono evidenti. Ci sono tanti fattori che intervengono, come la disponibilità di armi, l’esposizione alla violenza, la discriminazione e il razzismo, il sessismo e l’abuso sessuale, la crisi economica e l’isolamento sociale (Candice Odgers, Micromedia n.3/2025, pp. 189-219). Su queste questioni proporrò in seguito uno scritto più dettagliato.

È evidente però che l’impatto della tecnologia sulle nuove generazioni determina un rapporto stretto degli adolescenti con uno strumento indispensabile nella vita di soggetti che accettano i contenuti proposti, spesso senza una partecipazione attiva e “critica”, e corrono alcuni pericoli. Penso solo, per citarne uno, al fenomeno incel. Ed allora, diventa necessario regolamentare, almeno a scuola, l’utilizzo degli smartphone e degli strumenti digitali per tornare ad una didattica che sia “più convenzionale”, o quanto meno proporre iniziative di educazione digitale con il supporto di docenti e genitori, individuando nuove modalità di definizione del rapporto “adolescenti/social” (Odgers).

L’educazione, sostiene Galimberti (La Repubblica, 20 giugno 2025), è indispensabile perché a differenza degli animali gli uomini hanno pulsioni “a meta indeterminata”, che sono controllate da parole e ragionamenti, la componente emotiva, e non affidate solo a gesti violenti (componente pulsionale). Si ricorre spesso al termine istruzione, la scuola si affida al sapere e al profitto, ma è errato agire solo in tal senso perché essa interviene solo quando l’educazione (espressione dell’esistenza delle vite) è in corso: “la mente non si apre se non hai prima aperto il cuore” (Platone).

Effetti sociali 

Il rapporto tra i social media e l’uomo nel suo complesso sta comportando rischi e pericoli rappresentati dall’uso che le piattaforme ne fanno per incidere sulla vita delle persone.

I social e lo sviluppo della tecnologia sono nati per affermare modalità nuove di espressione tendenti ad una maggior libertà di pensiero; sono stati poi indirizzati a logiche, sempre umane, di assoggettamento e potere, soprattutto se mancano adeguati strumenti critici e competenze, che relegano gli esseri umani a “oggetti” delle dinamiche che governano le piattaforme (C. Sciuto, Prologo, MicroMega, n.3/2025). Non si tratterebbe più di uno strumento neutro, ma di qualcosa che incide sul nostro modo di stare al mondo provocando effetti politici, sociali e culturali in una società complessa. È di rilievo il rapporto propaganda e partiti di destra, che consentono di spingere sulle paure, utilizzando la rete al servizio dell’affermazione di posizioni estreme e radicali, di critica ad un sistema che cercava di contenere nelle forme democratiche istituzionalizzate gli eccessi e le forme distruttive che pure sono presenti nelle società. Neoliberismo, globalizzazione, sviluppo dei sovranismi non sono stati adeguatamente intesti e ricondotti entro modalità critiche da parte di una informazione libera e accessibile a tutti (F. Brusa, V. Saccomandi, MicroMega n.3/2025, pp. 15-27).

Come sosteneva Manuel Castells, la tecnologia sembrava portare alla cultura della libertà (agli inizi degli anni sessanta): dispositivi personalizzati, interconnessione, interazioni.  Poi c’è stato il mito del mercato come meccanismo salvifico e la retorica dell’emancipazione attraverso il consumo. Si sono poi diffuse le idee della democrazia diretta e l’utopia del governo elettronico, che oggi restano un miraggio. Sono prevalsi gli interessi commerciali che hanno inteso controllare il gioco interattivo, divenendo “i padroni del campo”. La conseguenza è l’affermazione di oligopoli che sconfiggono l’idea di bene pubblico. Negli ultimi anni, la minaccia è stata incombente sull’uomo con una “globale sorveglianza” che determina i nostri comportamenti. Il confronto è stato con l’audience e la visibilità, in cui la società della comunicazione ha imposto il potere di “dominare gli stessi comportamenti sociali, fabbricando o imponendo opinioni o rappresentazioni, scelte e decisioni” (Touraine). Il potere mediatico si salda al potere finanziario e mette sotto attacco la democrazia da parte di oligarchie che navigano tra politica e denaro (P. Pellizzetti, MicroMega n.3/2025, pp. 78-85).

Homo solitarius

L’assunto è che se c’è interazione tra uomo e macchina, la seconda produce effetti di ritorno (feedback) che modificano coloro che ne fanno uso. Si introduce l’ambito relazionale, l’interazione con gli altri e con il mondo esterno: se un individuo è fornito di logos (pensare ed avere un linguaggio), lo stesso si sviluppa con altri interlocutori, declinandolo in dia-logos (P. Ercolani, MicroMega n.3/2025, pp. 178-188).

La democrazia si fonda sulla capacità dell’opinione pubblica di valutare criticamente e autonomamente l’operato di chi governa. Eppure sul finire del novecento, Giovanni Sartori (sviluppando concetti elaborati dal sociologo Neil Postman) individua i danni provocati dal sistema mediatico: le immagini non sono la conoscenza che si realizza attraverso un sistema che travalica il mondo fenomenico, che è quello che appare ai nostri sensi senza possibilità di elaborazione: “vedere non significa conoscere, conoscere è aiutato dal vedere, conoscere per concetti va oltre il visibile”. Introduce allora il concetto di homo videns, che limita solo al campo visivo la conoscenza. Andando oltre, la nostra identità è fatta di autoriflessione ed è frutto di un lungo lavoro di una persona che compie su se stessa a contatto con altri soggetti. Lo psicologo Gardner crede che la società in rete stravolga la formazione dell’identità soprattutto nei più giovani, producendo identità preconfezionate e suggerite dal sistema stesso. Il passaggio successivo è verso l’homo insipiens, dipendente da sostanze dopanti che si trovano in rete e fanno sentire la vita offline noiosa e deprimente. È la trasformazione da animale politico in animale solitario. L’ultimo passaggio è l’homo solitarius, quella mutazione antropologica in senso narcisistico, individualistico e egoriferito. Il proprio sé vive finzione e falsità: accetta omologazione, massificazione e isolamento, frutto di una bolla virtuale che pullula di fake news. L’homo solitarius è incapace di suscitare un dialogo reale e profondo con altre persone e vivere empaticamente l’incontro con l’altro (Ercolani).

Oligarchie digitali

Diventa centrale affrontare il modello di business delle piattaforme commerciali. Occorre partire dal concetto di Van Dijck dell’albero del web per indagare la struttura formata da radici, tronco, rami. Le prime sono l’infrastruttura di base di internet per il trasporto dei dati “dai data center alle reti appartenenti a sistemi diversi”; il tronco è costituito dai servizi di intermediazione, “i motori di ricerca, i sistemi di pagamento digitale, gli app store e i social media”; i rami sono applicazioni e piattaforme settoriali, che dipendono da servizi di piattaforma generalista. Si tratta di relazioni oligopoliste che difendono i loro interessi, non producendo un vero cambiamento sociale e politico, perché i social facilitano “forme di affiliazione estemporanee” e richiedono scarso impegno e contenuti spettacolarizzabili non idonei a cambiare in maniera profonda e duratura la società (M. Deseriis, MicroMega n.3/2025, pp. 6-14).

Siamo in presenza di una umanità costantemente interattiva, con l’esclusione dell’altro come “soggetto costitutivo di un legame comunitario”, con il rifiuto di qualsiasi tipo di imposizione per un bene collettivo, isole individuali che non rendono conto a nessuno, come sosteneva Naomi Klein (La Nave di Teseo, 2023). I social determinano la scomparsa dei corpi intermedi e di una sfera pubblica: si tratta di spazi comunicativi chiusi (echo chambers), dove gli individui non fanno che confermare le loro credenze preesistenti, perché esposti a narrazioni e informazioni che rafforzano la polarizzazione, producono fake news e cristallizzano pregiudizi individuali che finiscono con il diventare realtà incontestabili. Klein parla dell’avvento del cittadino sovrano che ha sfiducia verso ogni tipo di istituzione e rifiuta la società democratica, perché i livelli comunicativi di contro-propaganda consolidano le “identità di una comunità politica preesistente”. I social determinano nuove forme di soggettivazione politica, attraverso frame emotivi che amplificano paure e risentimenti in un già in atto “svuotamento dei sistemi democratici”, indeboliti da un capitalismo “nazional-oligarchico” (F. Brusa, V. Saccomandi, MicroMega n.3/2025, pp. 15-27).

Un aspetto rilevante riguarda la costruzione delle identità digitali, oggi plasmate e costruite attraverso i social network. Serena Ciranna produce alcune osservazioni sulle identità create in rete, che non ci appartengono, differenti da quelle basate sulle costruzioni determinate dalle dinamiche relazionali. Se il modo in cui intendiamo l’identità sui social è solo utilizzare le tecnologie, la nostra identità social è solo un oggetto che ci appartiene parzialmente perché non possiamo controllarla: si tratta di affermare una identità percepita, quella che viene raccontata. Il modello imposto ricalca le celebrità, l’attività di essere sempre visibili creando contenuti che possono essere valorizzati a condizione di soddisfare le logiche delle piattaforme. È un modello che si fonda su aspetti narcisistici e di autopromozione (S. Ciranna, MicroMega n.3/2025, pp. 130-141).

Ho sostenuto J. Simon (Intelligenza Artificiale e nuove sfide per l’etica, MicroMega n.6/2024) che il rischio è proprio riformulare il nostro rapporto con identità e credenze. Le informazioni rispecchiano ciò che vogliamo credere, perché questi nuovi sistemi possono generare il rischio esistenziale di farci credere in un mondo che non c’è e di farci credere in un’identità che non è la nostra, ma è fabbricata dalle nostre emozioni e dai nostri pregiudizi.

La tiktokizzazione

È interessante la posizione del ricercatore in Scienza sociale di Madrid, Paolo Gerbaudo, che traccia la storia delle piattaforme digitali a partire dai primi anni del duemila (l’analisi riguarda Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn), quando si condivideva la centralità di fare rete (networking). All’epoca si sono sviluppate le pratiche di connessione con contatti (amici) e comunicazione personale di massa, si sono curati il proprio profilo (informazioni personali) e l’interazione con altre persone (messaggi, commenti). Era definita opera di socializzazione virtuale. Influencer professionisti non svelavano gli aspetti più intimi della loro vita perfetta, ma anche gli amatoriali dimostravano la propria felicità e il proprio benessere. Da lì partono le performance del sé legate al corpo e alle comparazioni con persone che hanno successo, realizzando una continua iper-esposizione. Tutti sono micro-influencer nella loro micro-cerchia. Con TikTok si ribaltano queste tendenze, che ora assumono un carattere più passivo e contemplativo, come lo scorrere dei video sullo schermo in maniera ossessiva. Il filosofo Robert Pfaller parla di inter-passività, in cui gli individui delegano agli altri “azioni, ma anche esperienze come emozioni, piaceri o doveri simbolici”. Non c’è più neanche la possibilità di scelta, perché è l’algoritmo che propone i video più interessanti; dopo aver saputo per quanto tempo siamo stati esposti ad un certo tipo di messaggi, i social si avvicinano al nostro profilo. È un risparmio sul costo della scelta e una modalità per catturare l’utente allo schermo, dopo aver praticato un “engagement rate”, quella percentuale di interazione con i contenuti offerti.  La schermata “For You” mostra i contenuti che destano l’interesse e crea “un flusso unico e diverso per ogni persona”. Il processo prevede i “segnali” (le interazioni dell’utente); le “previsioni” (probabilità di interazione); la “classificazione” (ordinare i video in base ad un punteggio, con controlli per evitare ripetizioni). Questo algoritmo risolve il paradosso della scelta, influenzando i nostri interessi e i comportamenti. La tiktokizzazione dei social media trasforma la struttura dello spazio pubblico e permette di far circolare informazioni e opinioni, superando “un modello basato sulle connessioni interpersonali”. Si agisce per affinità tematiche e si generano liste di contenuti rilevanti per l’utente, attraverso il raggruppamento di interessi comuni. Si tratta di gruppi fluidi e temporanei senza dover necessariamente “assumere una identità stabile o un’etichetta riconoscibile”. Si è passati dalle persone ai contenuti, in cui si formano quartieri con affinità statistiche. La selezione statistica dei contenuti comporta “rischi di manipolazione e alienazione, perché gli utenti hanno un controllo limitato su ciò che vedono e perché queste decisioni vengono prese a priori, privando della possibilità di scelta, ma anche della possibilità di comprendere i criteri della selezione che viene offerta”. Il rischio è di costruire pubblici sempre più frammentati e incapaci di costituire uno “spazio pubblico di confronto” (P. Gerbaudo, MicroMega n.3/2025, pp. 36-44).

Oggi siamo in presenza della riduzione della sfera pubblica ad una dimensione di fattualità, su cui esercitare il giudizio di verità/falsità. Si produce disinformazione e si corre il rischio di essere inclusi nel rabbit hole, quella spirale di informazioni parziali, teorie complottiste o opinioni estreme. Si tratta di un utilizzo differente dei social, in cui non c’è “rete sociale” dove tutti discutono, utenti che non pubblicano nulla limitandosi a condividere e consumare il materiale prodotto da altri (TikTok). È un flusso ininterrotto di video che ha “una funzione di intrattenimento”. L’ambiente digitale è diventato una arena in cui si cede alle logiche algoritmiche di contenuti precisi (A.D. Signorelli, MicroMega n.3/2025, pp. 67-77).

I social sono solo negativi?

Oggi vediamo le dinamiche dell’algoritmo che manipolano gli utenti e avvantaggiano comportamenti deleteri, ma esistono anche effetti positivi che riguardano il rapporto tra gli uomini e gli strumenti tecnologici. I social media hanno anche effetti positivi: se usati bene sono luogo di confronto e scambio di vedute, possono costruire un altro mondo e scoprire nuovi orizzonti e nuove interpretazioni di senso.

L’antropologo Daniel Miller, conducendo interviste aumentate, incentrate su ciò che le persone fanno piuttosto che su quello che dicono, rileva un elemento di positività, affermando che dalle sue ricerche l’utilizzo del social, come spazio sociale, permette di “ricucire i legami tradizionali”, soprattutto quando le famiglie si dividono ed utilizzano i social per mantenere un contatto. Lo spazio è poi inteso come casa, luogo in cui viviamo. Le persone trattano lo smartphone come spazio domestico: scaricano le foto, cancellano contenuti che occupano la memoria e i video indesiderati. Tengono in ordine il telefono proprio come farebbero con il loro appartamento. Fare pulizia di casa equivale a ripulire lo schermo e la rubrica, non permettendo a tutti di entrare nella loro casa (smartphone). Nello stesso telefono ci sono spazi per l’intrattenimento, per avere informazioni, per socializzare, come accade nella vita domestica. La casa tuttavia è immobile, mentre lo smartphone permette di interagire con il mondo esterno, anche se manca la mobilità del corpo e l’incontro fisico. Si tratta per l’antropologo di una “nuova forma di casa mai esistita prima” (D. Miller, MicroMega n.3/2025, pp. 119-128).

Le sfide future

Si può affermare che la politica dei social produce un regime di visibilità, organizzabilità e soggettività, come gli influ-attivisti. Occorre trasformare l’infrastruttura e il modello di business, con data center di proprietà pubblica, una trasformazione complessiva dei rapporti sociali, un rovesciamento “della razionalità economica e dell’economia politica”, puntando ad una “ecologia relazionale e psico-affettiva”, in cui ci siano cittadini e non consumatori (Deseriis).

La possibilità di affrontare le sfide di una tecnologia sempre più invasiva, che agisce cercando di modificare lo stesso modo di pensare degli individui, basti osservare le fake news e le tendenze omologanti ai sistemi di potere vigenti, è di assumere una posizione critica, realizzando il “diritto di autodeterminarsi” e “garantire spazi di libertà alla propria sfera intima senza i quali nessuna sana vita pubblica può esistere” (Ciranna).

È oggi evidente che la tecnologica dei social crea disinformazione perché manipola la rilevanza e l’impatto dei messaggi mostrandoli a sottogruppi di persone. Abbiamo la sensazione di navigare in rete come se riuscissimo a controllare i nostri pensieri, quando invece è probabile che gli algoritmi ci portano ad adottare una opinione invece che un’altra, a preferire un prodotto o un personaggio politico piuttosto che un altro.

Si tratta di interazioni artificiali programmate dalle macchine, ed allora pensiamo di pensare ma in realtà ciò che crediamo, desideriamo, ciò che assorbiamo sono contenuti studiati a tavolino da algoritmi che trattano i nostri dati e inferiscono sulle nostre tendenze, attitudini, preferenze, paure.

Cosa fare per eliminare la prima causa di disinformazione che è il modello economico che monetizza l’attenzione e pratica tecnologie persuasive?

Le reti sono manipolatorie ed agiscono sul comportamento, sulle preferenze, sulle aspettative.  Occorrerebbe creare reti nuove pubbliche costruite: a) sull’indipendenza delle opinioni, b) sull’assenza di anonimato, c) sul rendere i post cancellabili o correggibili, d) sul premiare i post di qualità, e) sull’incoraggiare lo scambio di informazioni locali dove ognuno può contribuire con competenza, f) sullo scoraggiare l’ansia di riconoscimento, l’odio, l’invidia, attuando interazioni solidali e collaborative (Origgi).

Si tratta di realizzare controlli istituzionali adeguati, attraverso norme e regolamenti che mettano le nostre vite al centro dei sistemi informativi e ci rendano soggetti attivi, critici e partecipi della democrazia, ridando all’uomo la capacità di costruire una identità relazionale e superando l’idea di delegare all’automazione ogni forma di cambiamento sociale.

 

 

 

 

 

 

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Novembre 14th, 2020

Il dominio dei Social Media

Lo sviluppo del web ha radicalmente trasformato la società con l’introduzione di tecnologie user-driven, come blogs, social networks e piattaforme […]

Novembre 8th, 2020

Ricordi e memoria / Torna com’eri quando …

Emilio La Greca Romano è tante cose: poeta e scrittore, docente e giornalista pubblicista (ha collaborato e collabora con diverse testate […]

Novembre 4th, 2020

C’era Molpa oltre Palinuro

Dal mare di Palinuro si possono osservare alcune grotte impareggiabili, rocce ed una spiaggia di sabbia che brilla. La leggenda […]

Ottobre 24th, 2020

Alla ricerca delle radici – Velia

La potenza di Elea di Pasquale Martucci   Nel territorio cilentano, una città molto importante fu certamente la romana Velia, […]

Settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

Agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

Agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

Agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Dicembre 10th, 2025

La “memoria collettiva” di Halbwachs

Il Patrimonio Culturale è un’eredità trasmessa dalla memoria collettiva, che viene determinata da “quadri sociali” di riferimento frutto delle interazioni […]

Dicembre 2nd, 2025

Un Archivio digitale per il Premio “L’identità del Cilento”

Il Comitato Scientifico del Premio Artistico-Letterario “L’identità del Cilento”, riservato ai giovani, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e […]

Novembre 27th, 2025

La doppia persona

È stato pubblicato, a cura del prof. Osvaldo Marrocco (“Museo Vivo della Maschkarata”), il lavoro: P. Martucci, La maschera della […]

Novembre 20th, 2025

I classici della sociologia: Zygmunt Bauman

Come sostiene Carmen Leccardi, Zygmunt Bauman può essere considerato lo studioso della sociologia umanistica che guarda ai valori democratici di […]

Novembre 13th, 2025

Oltre gli stereotipi

Spesso siamo condizionati da stereotipi. Ciò accade in molti ambiti della vita quotidiana, considerando le tendenze di una società che […]

Novembre 7th, 2025

Considerazioni sulla ricerca dell’identità

Lo scorso 5 novembre 2025, i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Celle di Bulgheria hanno presentato la […]

Novembre 4th, 2025

Celle di Bulgheria. Premio “Identità del Cilento” – Terza Edizione (2026)

Mercoledì 5 novembre 2025 alle ore 14:45, nell’Aula Magna della Scuola Secondaria di Primo Grado di Celle di Bulgheria, ci […]

Ottobre 31st, 2025

Roberto Bellucci: l’artista all’opera

L’artista Roberto Bellucci ha eseguito, ad Agropoli il 30 ottobre 2025, presso il Cineteatro “Eduardo De Filippo”, un’estemporanea intitolata: “Lumos”. […]

Ottobre 30th, 2025

La “dimensione uomo” nella società contemporanea

Di fronte ai rapidi cambiamenti intervenuti, l’uomo attuale si trova spesso disorientato: prova la paura di non essere all’altezza di […]

Ottobre 24th, 2025

Il Patrimonio Culturale tra forme e significati

Dal 24 al 26 ottobre 2025 a Vallo della Lucania, nell’ambito delle iniziative: “Giornate del Patrimonio cilentano”, si svolgeranno diversi […]