La Pasqua è una delle festività cristiane più celebrate: commemora la resurrezione di Gesù, il figlio di Dio, tre giorni dopo la sua morte. Il termine deriva dall’ebraico pesah che significa “passare oltre”. E proprio con i cristiani è molto presente e forte il simbolo del passaggio degli uomini dalla condizione di peccato alla salvezza.
I giorni più importanti della Settimana Santa sono identificati nel cosiddetto “Triduo Pasquale”: la Messa in Cena Domini (giovedì), la Passione e Morte (venerdì), il silenzio del sabato e la Veglia pasquale.
Si tratta di momenti significativi dal punto di vista spirituale: è nella sua morte e nella sua resurrezione che Gesù dimostra la propria divinità e indica attraverso la propria sofferenza, il cammino certamente non facile verso la vita eterna.
I riti religiosi sono i più resistenti ai cambiamenti, in quanto ripropongono valori culturali consolidati, e richiedono azioni formalizzate. Sono legati a: comportamenti abitudinari, che avvengono in un tempo e un luogo, dove predomina il linguaggio simbolico e avviene la rappresentazione di tradizioni arcaiche, attraverso l’esecuzione di azioni, movimenti e gesti.
Partendo da queste considerazioni, domenica 29 marzo a Gallara di Montecorvino Pugliano, presso Casa Conforti, si è svolto un Convegno: “Viaggio nella Memoria – Tradizioni Pasquali nel Salernitano”, per analizzare il lungo percorso che si realizza intorno al lungo periodo legato al risveglio spirituale.
Sono intervenuti: Generoso Conforti: “Tradizioni Pasquali a Salerno e negli Alburni”; Giuseppina Imparato: “Pasqua nell’Arte”; Pasquale Martucci: “Il canto dei cumpràti nella tradizione cilentana”. Ha moderato l’incontro: Donato Di Poto.
Il Convegno ha costituito l’occasione per esprimere le forme rituali della Settimana Santa, con al centro le tradizioni che si svolgono a partire dalla domenica delle Palme e fino al lunedì dopo la Pasqua.
Donato Di Poto si è soffermato sulla Pasqua come espressione della cultura religiosa del territorio, prima di presentare i relatori. Giuseppina Imparato ha inteso compiere la rappresentazione della Pasqua attraverso l’arte e gli esempi che pittura e scultura riescono ad evocare. Generoso Conforti ha spaziato sulle tradizioni, i comportamenti e i gesti della popolazione di un territorio che va da Salerno a Postiglione. In un’altra fase del confronto ha interessato la platea presentando i dolci e le prelibatezze culinarie del periodo di Pasqua: ha prodotto similitudini e confronti rispetto ai vari contesti di riferimento. Pasquale Martucci ha compiuto un’analisi sulla ritualità delle Confraternite del Cilento Antico, con i tipici canti, evidenziando i simboli e i significati che caratterizzano quella importante espressione identitaria.
Il maestro Giuseppe Notarfrancesco ha eseguito canzoni per ricordare e omaggiare Pino Daniele, Gino Paoli e la canzone napoletana.
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