Domenica 29 marzo 2026 – alle ore 18:30
CASA CONFORTI – Gallara di Montecorvino Pugliano (SA)
l’Associazione di Volontariato e Culturale:
“Amici di Gallara”
presenta:
“Viaggio nella Memoria – Tradizioni Pasquali nel Salernitano”.
Relazioni:
Generoso Conforti: “Tradizioni Pasquali a Salerno e negli Alburni”
Giuseppina Imparato: “Pasqua nell’Arte”
Pasquale Martucci: “Il canto dei cumpràti nella tradizione cilentana”
Modera:
Donato Di Poto
Gli interventi musicali sono del
Maestro Giuseppe Notarfrancesco
La Pasqua è una delle festività cristiane celebrate in tutta Italia: commemora la resurrezione di Gesù, il figlio di Dio, tre giorni dopo la sua morte.
Il termine deriva dall’ebraico pesah che significa passare oltre; con i cristiani simboleggia il passaggio degli uomini dalla condizione di peccato alla salvezza.
Si tratta di un momento significativo dal punto di vista spirituale: è nella sua morte e nella sua resurrezione che Gesù dimostra la propria divinità e indica attraverso la propria sofferenza, il cammino certamente non facile verso la vita eterna.
I riti pasquali si concentrano in un periodo che va dalla Domenica delle Palme, giorno in cui si celebra l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, al Sabato Santo e alla Domenica di Pasqua, quando si festeggia la resurrezione di Gesù Cristo.
I giorni più importanti della Settimana Santa sono identificati nel cosiddetto “Triduo Pasquale”: la Messa in Cena Domini (Giovedì), la Passione e Morte (Venerdì), il silenzio del Sabato e la Veglia pasquale.
L’articolazione dei rituali si riferisce a queste modalità di celebrazioni, anche se ogni singola comunità ha le sue tradizioni che si protraggono nel tempo e assumono tratti diversi ma ugualmente solenni e significativi.
Nel territorio salernitano ci sono differenti modi di celebrare questo periodo.
Tra processioni suggestive, antichi canti e manifestazioni legate alla pietà popolare, si possono citare: i Battenti di Minori (uomini vestiti con lunghe tuniche bianche e incappucciati, che anticamente si percuotevano in segno di penitenza); i Paputi di Sarno (il “vecchio” che risorge a nuova vita facendo morire idealmente i peccati); la Sacra Spina (una delle più importanti reliquie cristiane) a Giffoni Valle Piana; i Carruzzùni del Sabato Santo a Roccagloriosa; le Confraternite del Monte Stella. Ci sono poi: il Corteo notturno di Amalfi, le processioni e le visite ai Sepolcri a Salerno e in tante altre località.
In questo periodo, sono poi interessanti le consolidate tradizioni culinarie legate ad antichi sapori.
I rituali rappresentano una connessione tra passato, presente e futuro e rendono possibile da un lato la continuità e dall’altro il cambiamento. Sono modelli istituzionalizzati nei quali vengono attualizzate e messe in scena conoscenze e pratiche collettivamente condivise, codificate simbolicamente. Si manifestano durante la celebrazione di un evento legato al “vissuto emotivo dei partecipanti” (Apolito) ed inteso come cornice del “complesso rituale”, delle azioni cerimoniali compiute dalla popolazione.
Intesi come “una struttura d’azioni sequenziali”, i riti sono da un lato evasione totale dalla storicità dell’esistenza e dall’altro funzionali al mantenimento delle regole della società, come sosteneva Ernesto de Martino. Si tratta di “un’operazione collettiva di autodifesa” dell’uomo di fronte ad eventi inattesi, che mettono in luce tutta la fragilità e inconsistenza del suo essere al mondo, essere “presente nel mondo”. La popolazione troverebbe riparo “nella ripetizione di gesti che inquadrano, rielaborano, superano gli eventi traumatici e permettono di affrontare le paure e le difficoltà vissute dall’individuo di cui si fa carico tutta la comunità”, superando la “crisi e il dramma della presenza” e realizzando il “riscatto”.
Nel nostro territorio, sono di rilievo proprio i riti religiosi, quella sequenza di comportamenti abitudinari inseriti nelle categorie di tempo e luogo: in essi viene messa in scena la rappresentazione di un teatro popolare di origini e tradizioni arcaiche, attraverso l’esecuzione di azioni, movimenti e gesti. Tutto ciò avviene in un particolare contesto, che nel caso delle Tradizioni Pasquali significa la rappresentazione di una cultura che ha costituito le fondamenta delle comunità e regolato i comportamenti della popolazione, molto legata alla sua religiosità.
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