Qualche giorno fa è uscito nelle sale il film di Steven Spielberg che coglie la disgregazione del nostro tempo: si tratta di “Disclosure Day” che evoca la verità che invochiamo e al tempo stesso temiamo. Cosa potrebbe accadere se fossimo costretti a confrontarci con una realtà capace di ridefinire il nostro piccolo, insignificante posto nell’universo?
L’idea del film è che facciamo parte di qualcosa di immensamente più grande e complesso di noi, ma siamo troppo concentrati sulle nostre piccole guerre quotidiane per riuscire a scorgerlo.
Il regista richiama un immaginario profondamente religioso attraverso simboli e archetipi riconoscibili: le stigmate, il rosario, la lotta tra bene e male. Sono tutti elementi che non vengono utilizzati per offrire risposte, ma per amplificare le domande e porle allo spettatore.
Pubblico un commento di Gaetano Barbella
Il cinema ha sempre cercato di entrare nel contesto del mondo immateriale e infatti in questi giorni non si fa che parlare di un famoso regista, Steven Spielberg, e del suo film Disclosure Day, ma mi limito nel parlarle. È interessante però una ferrea reazione da parte di un esorcista cattolico della diocesi di Nashville, padre Dan Reehil, che ha puntato il dito contro il nuovo kolossal di Steven Spielberg, Disclosure Day, evocando Satana e demoni capaci di minare la fede di chi lo guarda.
Le sue dichiarazioni hanno spaccato il mondo religioso in due fronti contrapposti. Secondo il sacerdote, una produzione cinematografica potrebbe essere utilizzata “con finalità spiritualmente negativa” e arrivare a “influenzare la fede degli spettatori”. Pur senza attribuire intenzioni specifiche al regista, Reehil ha affermato che un film può essere “consacrato a Satana” e che i “demoni possono essere associati al film”. A suo avviso il pericolo principale è che “i demoni dell’incredulità e della paura” possano “scuotere la fede degli spettatori”.
Mi sono dilungato di proposito su questo lato dell’esorcista, padre Dan Reehil, perché è proprio da lui che si manifesta, come dire, la reazione del mondo immateriale. E come?
Adesso spiego perché, come lei sa, io traggo le immagini del mondo immateriale dalle mappe geografiche, la Google Maps, di certi luoghi e guarda caso mi sono incuriosito nel vedere la Google Maps della diocesi di Nashville di padre Dan Reehil.
Infatti, non sono rimasto sorpreso nel leggerla perché, ciò che padre Dan Reehil ravvisava nel film Disclosure Day era rappresentato sulla Google Maps, anche se in un modo diverso.
Allego la Goggle Maps originale e la seconda, che ho colorata per far vedere lo scenario che ho visto.
Descrivo l’immagine.


Al centro si vede la zona della diocesi di Nashville con una donna che ha sul capo che ha il volto di un uomo, probabilmente rappresenta lo scandalizzato Padre Dan Reehil, sacerdote cattolico ed esorcista.
Sulla sinistra si erge poderoso il busto di un uomo visto di schiena e rappresenta il principe del mondo, Lucifero, o l’Anticristo, che Dante Alighieri colloca all’estremo Inferno.
Sulla destra si eleva la figura di una grande donna che rappresenta la Morte. Infatti, in alto si vede il suo serpente, noto in occultismo col nome Ouroboros. La mano della Morte sostiene la donna, la domina poiché la sua vita ha un termine.
All’estremo di sinistra appare un uomo al cui cuore tende la donna, ma il suo ideale è preso per il principe in alto (vedasi la sua ala eterica) e son pochi a vincere questa tensione e diventare santi.
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