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Lo scorso 5 novembre 2025, i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado di Celle di Bulgheria hanno presentato la loro ricerca sull’identità cilentana, realizzata per il Premio: “L’identità del Cilento” (2025).

 

Il Premio “L’identità del Cilento” è nato dall’idea che il Cilento necessita di essere valorizzato, soprattutto perché si tratta di territorio dotato di risorse importanti che hanno permesso di affermare il senso di un’identità forte. Il passato di questo territorio è particolarmente fecondo, ma se si guarda al presente, tutte quelle ricchezze corrono il rischio di essere abbandonate.

L’identità cilentana/cilentanità, può essere definita come un valore che si è prodotto in forma collettiva in un territorio caratterizzato da un forte isolamento geografico, mediante il confronto continuo della comunità con se stessa, con la natura, con l’ambiente, con il territorio, definendo un sistema comune di regole e di pratiche di vita.

Il Premio è rivolto ai giovani per comprendere quale sia il loro rapporto con la loro comunità, e soprattutto in che modo si relazionano con: il patrimonio culturale materiale e immateriale; gli elementi identitari e i significati simbolici; gli aspetti narrativi e le espressioni emozionali; la creatività e i criteri estetici; le capacità tecnico/artistiche.

Nei lavori realizzati in diverse edizioni del Premio, sono state evidenziate le risorse culturali materiali e immateriali: luoghi e centri storici, portali, angoli suggestivi, stradine, palazzi, chiese e monumenti rendono il senso di una comunità che propone le sue tradizioni, attraverso i ricordi e la memoria.

Produco alcune considerazioni sull’incontro con i ragazzi della scuola di Celle di Bulgheria (classi I, II e III C), che hanno realizzato il video: “Cunti, Canti e Fatti”.

Gli allievi con il loro lavoro hanno messo in rilievo da un lato la possibilità della conoscenza del territorio e dall’altro l’incontro con gli anziani depositari della memoria; il tutto con l’ausilio di docenti e personale educativo della scuola.

Il primo aspetto da rilevare è che l’identità del Cilento emerge dai riscontri nel territorio e si afferma e sviluppa nell’evoluzione storica e nel rapporto dell’uomo con l’ambiente esterno. In questo processo relazionale tra individui e contesto, ogni comunità si modifica ed è modificata, in maniera lenta e graduale, perché la vita presuppone certezze, valori che si affermano in una famiglia, una comunità, una aggregazione ancora più vasta (nazione). Se pensiamo ad una comunità, verifichiamo che essa dipone dei suoi simboli ed elementi che la contraddistinguono: un linguaggio specifico, caratterizzato da locuzioni ed espressioni particolari, modi di fare, comportamenti, appartenenza ad un luogo ed alle persone che lo abitano. Tutto ciò permette di realizzare il “genius loci”, l’anima di quel luogo, l’identità.

Veniamo all’incontro interattivo e al lavoro realizzato.

  1. La ricerca dell’identità del Cilento.

La ricerca ha riguardato uno studio sulle caratteristiche del paese e sul rapporto contesto/abitanti. L’identità del territorio è stata tracciata, attraverso un percorso a tappe che illustra molto bene lo spaccato di vita locale, con un approccio corale e partecipato. Le scene rappresentate, accurate e ricche di dettagli, sono attestazioni di una comunità che trova ancora lo spazio ed il tempo di raccontarsi e di renderci partecipi di un tempo andato, dove la natura e le caratteristiche del territorio predeterminano rituali e costumi che risultano essere testimonianze di una antica civiltà.

  1. Conoscenza di luoghi e contesti.

In generale, si può affermare che la conoscenza dei luoghi e dell’identità è molto presente nei giovani che hanno realizzato lavori per affermare il sapere territoriale. Si tratta di viaggi nel presente per rievocare il passato e la memoria: la spiegazione è affidata alle leggende, alle tradizioni, alla proposizione dell’identità. A tratti, i paesaggi fanno da sfondo per entrare in contatto con le forme di vita tradizionali e permettere di evidenziare attività che anche oggi costituiscono la tipicità cilentana.

  1. Interazione tra gli allievi della scuola e la comunità.

I ragazzi, con l’esplicita volontà di proporre la cultura del territorio, attraverso immagini, interviste, momenti esplicativi di una vita dura ma rappresentativa di una realtà da valorizzare, hanno interagito per conoscere tradizioni e forme identitarie. I giovani e gli anziani si sono connessi in un processo condiviso, nonostante l’attuale tendenza all’oblio e alla dimenticanza per una irreversibile globalizzazione. Il lavoro ha permesso di far acquisire le necessarie informazioni dei tanti esempi di patrimoni cilentani, soffermandosi in particolare su alcune forme antiche di lavoro, come la realizzazione delle “libbane”. In una fase successiva, gli allievi hanno fatte proprie storie e aneddoti, dopo averli ascoltati dalle antiche voci, e riprodotte in forma narrativa.

  1. Realizzazione di riprese audio/video.

Le immagini hanno prodotto una narrazione intesa come “sperimentazione” multimediale, per connettere anche attraverso espressioni dialettali un vissuto che si confronta con l’identità. Le riprese realizzate hanno permesso di evidenziare i dettagli degli oggetti rappresentati, integrati con testi narrati: il tutto ha consentito di presentare lavori idonei alla promozione e valorizzazione del territorio. Di rilievo l’associazione di testo, racconto e immagini per valorizzare gli elementi della tradizione cilentana. Il documentario offre le basi per una riflessione etica sulla necessità di tutelare, custodire e tramandare, al fine di garantire continuità di vita, tradizioni, riti, canti, come quelli antichi e ricchi di storia del Cilento.

  1. Interazione ragazzi/contesto scolastico.

In occasione della presentazione da parte dei ragazzi della loro ricerca sono emerse alcune dinamiche interattive: si sono rilevati i comportamenti di allievi che hanno attivato un incontro/confronto con un contesto di insegnanti, genitori e organizzatori del Premio. Gli studenti si sono alternati per far conoscere il loro lavoro, sottolineando le fasi realizzative, le difficoltà del reperimento delle informazioni e della messa in scena della loro rappresentazione. Alcuni momenti emozionali sono risultati centrali soprattutto durante l’esecuzione di canti rappresentativi della terra ed esecuzione di motivi musicali sotto la guida di maestri esperti. È emersa la volontà, ben riuscita, di far affermare le significative tradizioni cilentane.

 

Il Premio nella stragrande maggioranza dei casi vede protagonisti lavori di gruppo con il supporto degli insegnanti. I ragazzi si affidano alla ricerca per una costruzione più articolata, ed utilizzano espressioni artistiche per una maggior attitudine nell’utilizzo di video e supporti tecnologici.

I giovani trovano attraverso queste forme espressive la consapevolezza che ogni luogo contenga alcune specificità (forme identitarie) che vanno rilevate e proposte. Realizzano lavori che hanno una significatività, individuando le risorse e permettendo così l’affermazione del territorio.

Le immagini permettono di evocare un vissuto comunitario dove il confronto resta sempre quello con una memoria che ancora oggi sembra presente nel contesto di riferimento. Ed infatti, la presentazione delle risorse permette di realizzare panoramiche e dettagli anche attraverso i testi, la musica, il visuale.

L’idea di questa iniziativa è di guardare a ciò che è la società attuale e come si rapporta alle risorse esistenti, pur considerando la carenza di un’attività politico-istituzionale di valorizzazione di ciò che c’è, legata a ritardi burocratici, a mancanza di iniziative, ad opportunità che tardano ad essere realizzate, per non parlare delle infrastrutture e della mancanza di organizzazione per l’attivazione di una significativa attività progettuale.

Occorre far crescere e formare le nuove generazioni che sono le uniche depositarie di una cultura antica, da conservare, trasmettere e divulgare oltre i confini locali.

 

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