Pubblico il saggio dello studioso di Archeoastronomia Nicola Giuliano, che ha realizzato la seconda parte della sua ricerca nel Parco archeologico di Pompei.
Abstract
Si è conclusa la seconda parte della ricerca archeoastronomica alle terme di Pompei curata da Nicola Giuliano. In questo saggio l’appassionato ricercatore, rafforza le sue ipotesi fatte nella prima parte della ricerca, mostrando le analogie tra i giochi di luce rilevati all’interno delle due strutture termali, supponendo per questi, oltre ad uno scopo pratico calendariale, anche un fine religioso con intenzioni simbolico/rituali.
I risultati ottenuti nella prima parte di questo studio fatto nella stanza del calidarium delle terme del Foro, dove per la prima volta è stata eseguita una ricerca archeoastronomica, hanno portato ad individuare e valutare dei probabili giochi di luce progettati a scopo pratico/calendariale. In questa seconda parte si è ampliato lo studio, alla ricerca di possibili analogie, esaminando anche le terme Stabiane a Pompei, le quali mostrano un analogo stato di conservazione. Pertanto nel corso dell’ultimo anno di lavori si è riusciti ad analizzare, l’apodyterium (spogliatoio) maschile e tutta la parte femminile delle terme del Foro e le terme Stabiane sia nella parte maschile che femminile.
Quanto è emerso arricchisce la ricerca di nuovi ed importanti elementi e ci porta a conoscenza delle grandi competenze nell’ambito della gnomonica, presenti nel I sec. d.C. a Pompei e probabilmente non solo. Le maestranze che realizzavano opere per consentire la misura del tempo, non si limitavano alla sola messa in opera di orologi solari posti su colonna (già ritrovati a Pompei), ma avevano anche grandi conoscenze e capacità per la progettazione e la realizzazione del sistema di meridiana a camera oscura, il quale a Pompei sembra avere grande diffusione, andando ben oltre gli edifici pubblici come le terme.
Alcuni dei giochi di luce riscontrati in questa ricerca, mettono in risalto figure mai prese in considerazione sotto l’aspetto simbolico/calendariale, figure che avevano probabilmente un significato religioso importante per gli abitanti di Pompei. Questi risultati potrebbero aprire, non solo la strada a nuove ricerche su simboli e pratiche rituali degli abitanti all’ombra del Vesuvio, ma potrebbero porre finalmente la gnomonica tra le Arti pratiche più importanti, progettata e messa in opera dall’uomo fino al XIX sec., capace di legare scienza, religione e immagini figurative, con il fine di definire il tempo.
Il saggio integrale è disponibile cliccando sul documento:
La prima parte è stata pubblicata l’11 luglio 2024:
https://www.ricocrea.it/2024/07/11/analisi-archeastronomica-a-pompei/
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