Pasquale Martucci
Publication year: 2020

Dal Cilento a Poseidonia

di Pasquale Martucci

 

Le tracce di una cultura sono racchiuse nelle origini più remote che tuttavia non riescono a caratterizzare un intero territorio, ma solo specifiche zone. E’ il caso di città e località che hanno visto il susseguirsi di civiltà e l’aggregarsi di comunità, a partire da quelle più antiche e meno organizzate.

Nella zona cilentana, una natura carsica e una ricchezza di grotte hanno senza dubbio favorito la presenza dell’uomo che si è manifestata cinquecentomila anni fa, come risulta da reperti e riscontri oggi disponibili. Gli uomini vissero nelle grotte costiere del Cilento: la loro presenza è attestata dagli utensili ritrovati tra Palinuro e Scario; in altri casi sono stati rinvenuti reperti nelle aree interne dislocate nei pressi delle montagne (Grotte di Castelcivita) e nel Vallo di Diano (Grotte dell’Angelo, a Pertosa).

Se si considera Paestum, l’area dove oggi ci sono gli scavi è stata abitata fin dall’epoca preistorica: i manufatti rinvenuti sono databili dall’età paleolitica fino all’età del bronzo. Per entrare più nel dettaglio, nel Paleolitico inferiore, si è riscontrata la presenza dell’homo Erectus a Marina di Camerota (Cala d’Arconte, Capo Grosso, Cala Bianca). Dell’homo di Neanderthal (Paleolitico medio: 80.000/35.000 anni a.C.), le tracce sono rilevabili tra Marina di Camerota e Palinuro. Si trovava anche sui monti Alburni, a Sant’Angelo a Fasanella (Grotta di San Michele), Castelcivita (monte Calpazio), a Paestum nei pressi della Basilica. Tra i monti Alburni e Marina di Camerota/Palinuro si sono rinvenute tracce anche dell’homo Sapiens (35.000/8.000 anni a.C.). Siamo nel Paleolitico superiore e Mesolitico.

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