Spesso siamo condizionati da stereotipi. Ciò accade in molti ambiti della vita quotidiana, considerando le tendenze di una società che cerca di categorizzare gli altri da noi: pensiamo alle definizioni di alcune popolazioni secondo criteri etnici, geografici, politici, culturali in senso lato.
Per una strana coincidenza, mi sono imbattuto nei calabresi, attraverso due libri che ho letto nello stesso periodo e un personale sguardo su alcuni luoghi della regione.
I volumi sono: Nicola Gratteri, Antonio Nicaso: Storia segreta della ‘ndrangheta (Mondadori, 2018); Pino Stancari, La Calabria tra il sottoterra e il cielo, (Rubbettino, 2025, or. 1997, con un capitolo finale di integrazione del 2024). La frequentazione mi ha fatto poi considerare quasi in termini tipologici alcuni calabresi, attraverso iniziali pregiudizi che si sono con il procedere dell’osservazione del tutto dissolti. Ed allora, ho verificato come tutti gli stereotipi possano essere superati attraverso l’approfondimento e la conoscenza reale dei fenomeni.
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