Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di dominio e controllo sulle nostre vite, è interessante considerare il pensiero del filosofo coreano Byung-Chul Han.
Un primo elemento da introdurre è che nelle attuali dinamiche sociali c’è l’assenza di alterità, molto bene rilevata nel volume: L’espulsione dell’altro, in cui il filosofo sostiene che non è più il tempo in cui c’era l’Altro: l’Altro è mistero, seduzione, Eros, desiderio, ma anche inferno, dolore. Ed allora, nelle società in cui si ricerca l’Uguale, per intenderci quelle attuali costituite dal conformismo digitale, dalla positività del non-rischio, assenza di mutamenti, eterno presente, iper-comunicazione, iperconsumo, non ci si accorge che si sviluppa una “pressione distruttiva”, una autodistruzione, proprio perché “un sistema che non conosce la negatività dell’Altro sviluppa tratti autodistruttivi”.
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