Mercoledì 17 giugno 2026 alle ore 17:00
presso la sede del Consiglio Regionale della Campania – Sala Caduti di Nassirya – IS. F3 Centro Direzionale Napoli
Presentazione del libro:
SENTIERI SOSPESI
di Pasquale Martucci
Un viaggio tra identità, comunità, memoria e futuro dei territori
Introduce l’incontro:
Sergio Mantile (Presidente Sociologi per il Sociale)
Modera:
Letizia Bonelli (giornalista)
Partecipano:
Luca Trapanese (Vicepresidente del Consiglio Regionale)
Lello Savonardo (prof. Sociologia dei Processi Culturali – Università Federico II Napoli)
Giovanni Lombardi (Primo Ricercatore ISMed-CNR)
Interverrà l’autore:
Pasquale Martucci (sociologo)

Pasquale Martucci, “Sentieri sospesi. Memoria della cultura e prospettive territoriali”, Independently published, 1° marzo 2026, 197 pagine. Il volume è disponibile su Amazon, anche in formato Kindle.
Il libro si occupa di dinamiche culturali con al centro il territorio, il contesto, il mondo materiale e immateriale. Affronta le differenze centro/periferia, i fenomeni di marginalità, il passaggio da società forti e definite a quelle che vivono precarietà e incertezza, una modernità non ancora realizzata.
Le possibilità di sviluppo sono le dimensioni di un dibattito che, pur individuando la carenza di risorse e i limiti ai processi di qualificazione e sostenibilità, si prefigge l’intento di riqualificare i luoghi che custodiscono tradizioni e testimonianze sociali e umane, i piccoli centri portatori di cultura, saperi e storia, ma anche silenzi, poesia e suoni.
Si tratta di percorrere un sentiero, una strada, in genere un viottolo stretto e forse impervio. È anche un processo per il raggiungimento di uno scopo, una direzione, una via. È poi ciò che cerca il senso della conoscenza attraverso tortuose e strette pieghe, per dare corpo ad argomentazioni con la finalità di realizzare il “sapere”.
La sospensione, presente in tutte le pagine del libro, è interruzione, pausa, intervallo, transizione, che guarda ad una ripresa, la ricerca di una prospettiva, una rinascita.
Il libro è diviso in quattro parti, ognuna strutturata in tre capitoli: sentieri da percorrere per riflettere sul rapporto passato/presente/futuro e il loro continuo scambio interazionale, perché solo le relazioni permettono agli uomini di entrare in contatto con gli altri e vivere le comunità.
1) I “Sentieri della cultura” riguardano: cultura e memoria, miti e immaginario, relazioni e risonanza, fondamenti di una “cultura identitaria collettiva” che riconosce nel passato le modalità di confronto e di proiezione verso nuove modalità di intendere la società futura.
2) I “Sentieri dell’incertezza” si riferiscono alla fase di sospensione, di passaggio in cui siamo immersi, considerando una dimensione non facilmente analizzabile se non attraverso un apporto pluridisciplinare complesso: qui troviamo i territori marginali, le incertezze generazionali, i media e le contraddizioni, con tutti gli aspetti di criticità.
3) I “Sentieri della creatività” sono un approccio di prospettiva, che considera l’umanesimo tecnologico, le comunità narrative, la contemplazione e creazione, ciò che serve per cercare qualche possibile soluzione, almeno l’auspicio di qualcosa che le azioni umane collettive potrebbero realizzare.
4) I “Sentieri della cilentanità” volgono lo sguardo al territorio, area di decennali studi e ricerche, e si rivolge al concetto di cilentanità, alla tipicità territoriale, a giovani e identità.
Il volume si chiude con una “sospensione”, quando si interrompe la consultazione delle fonti e si arrestano le argomentazioni proposte, anche se i sentieri, sempre imprevisti e sottoposti a continue riflessioni e analisi, continueranno ad offrire infinite possibilità per il sapere umano.
Principali concetti del libro:
CULTURA
Il termine cultura è di origine latina, e significa “coltivare”.
Il suo uso fu esteso a tutte le attività e situazioni che richiedevano una cura: a) la “cura” verso gli dèi, quello che tuttora chiamiamo “culto”; b) la coltivazione degli esseri umani, ovvero la loro educazione.
Da quest’ultima accezione, deriva la cultura come: a) complesso di conoscenze (tradizioni e saperi); b) un modo di pensare e di interpretare il mondo sociale e individuale, in un contesto “abitato” e “condiviso” da uomini che si ritrovano in una struttura organizzata; c) un universo di vita in cui si sviluppano relazioni.
COMUNITA’
Comunità si riferisce a communitas, derivato di communis, “che compie il suo incarico (munus) insieme con (cum) altri”. La comunità di tale tipo richiama ai luoghi di appartenenza e si basa su: riconoscimento; sicurezza; assenza di solitudine; solidarietà.
MEMORIA
Maurice Halbwachs sostiene che nella società l’uomo acquisisce i suoi ricordi, li richiama alla memoria, li riconosce e li localizza: «la memoria non fa rivivere il passato ma lo ricostruisce».
Maurice Halbwachs sostiene che nella società l’uomo acquisisce i suoi ricordi, li richiama alla memoria, li riconosce e li localizza: «la memoria non fa rivivere il passato ma lo ricostruisce».
Le tesi di Halbwachs sono: a) il passato è in rapporto ai bisogni del presente; b) la storia non è tutto il passato, ma non è nemmeno tutto ciò che resta del passato; c) c’è una storia scritta e una storia vivente, che si perpetua e si rinnova attraverso il tempo in un quadro evolutivo e collettivo.
RISONANZA
Per Hartmut Rosa l’uomo è per sua natura un essere risonante, un soggetto che sviluppa una “relazione-col-mondo” (Weltbeziehung), offrendosi alla disponibilità di farsi toccare “dalle cose e dalle persone”.
La relazione di risonanza si sviluppa in tre dimensioni: 1) essere toccati affettivamente dal mondo, essere influenzati, in cui l’individuo “si lascia prendere dalla relazione”; 2) provare un’emozione, in cui il soggetto dall’interno va verso l’esterno e spinge all’azione; 3) reciproca trasformazione tra soggetto e mondo, in cui la relazione assume modalità “strumentali” (controllo e dominio) e di “risonanza” (attaccamento, cura, responsabilità, impegno reciproco).
Il quarto momento è l’indisponibilità, l’antitesi di un mondo calcolabile, controllabile, prevedibile».
TERRITORIO
Il territorio è un complesso di relazioni che si esprimono in un rapporto dialettico unitario “uomo-ambiente”. Il territorio: «è quello spazio, che ha una storia e un nome, sul quale si sviluppa un processo continuo di modifica (…) è costituito da elementi visibili, invisibili e simbolici. Esso è identificato per le sue caratteristiche fisiche, geografiche e umane su cui si organizza e si gestisce una comunità, più o meno estesa, attraverso un controllo da parte di chi esercita un potere (istituzioni)».
INCERTEZZE
Le problematiche che stiamo vivendo sono riconducibili: alla situazione geopolitica internazionale, all’evoluzione della scienza e della tecnologia, alla finanziarizzazione della vita, che diventa “strumento di controllo e di indirizzo della politica”, ad un “modo di pensare” ed attuare “comportamenti sociali”, sia dei singoli che delle comunità, differenti rispetto a ciò che eravamo soliti considerare. Ed allora, occorrerebbe recuperare un “pensiero essenziale”, che faccia riflettere e formulare “domande lungimiranti” sulle scelte da compiere per intravedere delle “prospettive degne di essere perseguite e raggiunte”.
TECNICA / Contraddizioni e possibilità
Oggi, c’è la supremazia del web e della comunicazione digitale, che diventano pratiche di controllo sociale e distruggono l’idea e la struttura della comunità, in quanto le persone finiscono per vivere «indebolendo progressivamente ogni rapporto di interscambio umano concreto, palpabile, effettivo».
Per Gardner, nella società digitale le identità sono preconfezionate e suggerite dal sistema stesso; l’uomo diventa insipiens, dipendente da sostanze dopanti che si trovano in rete, e solitarius, incapace di suscitare un dialogo profondo con altre persone e vivere empaticamente l’incontro con l’altro.
Per Jenkins, nuovi media devono indirizzarsi alla partecipazione attiva degli utenti: cittadinanza attiva, consumo consapevole, creatività diffusa, intelligenza collettiva, saperi condivisi, scambio di conoscenze. Pierre Lévy parla di intelligenza collettiva, «un’intelligenza distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta ad una mobilitazione effettiva delle competenze». Derrick de Kerckhove si riferisce all’intelligenza connettiva, che permette di condividere le idee nelle reti digitali, attivando un processo tecnologico che si traduce in processo psicologico. La soluzione è l’etica, quell’insieme di norme e di valori che regolano le condotte dell’uomo in relazione agli altri.
NARRAZIONI
Le relazioni sociali si affidano alle narrazioni condivise attraverso vari canali: quello verbale ma anche immaginario e simbolico. Il racconto collettivo permette il consolidamento del legame di appartenenza con le origini in una dimensione evolutiva che permette di costruire la nostra stessa identità, perché narrare un luogo non significa solo descriverlo ma interpretarlo. La narrazione permette di elaborare e comunicare incontrando gli altri, ricordando, immaginando … costituendo uno dei principali canali attraverso cui “gli individui costruiscono legami e condividono visioni del mondo”.
CONTEMPLAZIONE/INAZIONE
La contemplazione è una facoltà autonoma di osservazione e comprensione del mondo.
Sostiene Byung-Chul Han che solo il silenzio permette di ascoltare il mondo, produrre esperienza e comprendere l’essere: in tal modo, si rende “umano l’agire”. L’inazione è una forma dell’esistere, ed include l’intensità vitale e la contemplazione. L’inazione è il vero umano, perché il silenzio approfondisce la parola, è musica, gioco, bellezza: tutto il resto rappresenta la condizione della sopravvivenza, una “macchina che deve solo funzionare”.
CREATIVITA’
La creatività implica originalità, anticonformismo e fluidità e si inserisce nel concetto di pensiero divergente, considerando punti di vista alternativi per trovare soluzioni davvero innovative e mettere in dubbio le presunte certezze. La creatività è l’arte, la capacità e la facoltà della mente di creare e inventare: riguarda i processi cognitivi, legati a intuizione, percezione, pensiero analogico, simulazione, associazione di idee, riflessione, immaginazione, rielaborazione personale, pensiero critico; coinvolge anche l’aspetto affettivo-motivazionale della nostra soggettività, come sentimenti, emozioni, bisogni, pulsioni, interessi, passioni, desideri.
AUTORE:
Pasquale Martucci è un sociologo che studia da anni la complessità sociale e compie ricerche territoriali analizzando: comunità e vita quotidiana; tradizioni e cultura popolare; feste, manifestazioni e forme rituali; territorio e forme di sviluppo.
Tra le sue pubblicazioni più importanti: Identità cilentana e cultura popolare (1997); Società, comunità e nuove generazioni (1998); Re frasche re Santu Liu (2000); Le comunità cilentane del novecento (2005); Cilentanità (2008); Memorie rituali (2011); Comunità in festa (2018); Il soggetto marginale (2022); Del Cilento e del suo Genius Loci (2023); Identità, Territorio, Soggetti (2023); Il volo rituale (2024); Identità evolutive (2024); Culture Immateriali (2025); La maschera della doppia persona (2025); Le feste come processi socio-culturali (2025).
Diverse categorie concettuali ,ragioni epistemologiche plurime si incontrano in un contributo sociologico che interroga il territorio di indagine mediante un approccio multi -disciplipinare che ha il coraggio di sospendere il giudizio tecnico-scientifico per individuare corrispondenze eidetiche nella ricerca di un patrimonio materiale ed immateriale da salvaguardare prima di immetterlo nel flusso vorace e fagocitante della surmodernita’.
Complimenti per la presentazione in un contesto competente e pertinente.