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L’economia globale dipende in maniera essenziale dalla logica dello sviluppo, anche se lo stesso è difficile da realizzare in modo stabile e duraturo perché dispendioso e stressante politicamente, ecologicamente ed anche psicologicamente. Si afferma, pertanto, una forma di “destabilizzazione dinamica”, i cui sintomi sono: la crescita senza occupazione; la precarizzazione di segmenti importanti della popolazione; l’emergenza di una nuova classe di esclusi; l’insoddisfazione politica e le nuove forme di malcontento sociale.

Il perseguimento della crescita influisce poi sull’ambiente, producendo da un lato l’esaurimento delle risorse naturali e dall’altro emissioni nocive a un ritmo troppo veloce per essere considerato ecologicamente sostenibile.

Affrontando queste questioni, Hartmut Rosa, sociologo, filosofo e docente presso l’Università Friedrich-Schiller di Jena, noto per i suoi studi sulla modernità e il tempo sociale, sviluppa una teoria che si occupa di accelerazione sociale, il ritmo crescente della vita contemporanea che influenza le relazioni umane e il benessere. Successivamente, amplia la sua ricerca per trovare connessioni significative in un mondo dominato dall’accelerazione. Sostiene che la vita moderna è caratterizzata dalla tendenza alla velocità e alla competizione, che produce “disagio e insoddisfazione” ma agisce interrompendo anche “i “sogni, i desideri e i progetti di vita”, con il suo inarrestabile movimento. Certamente non possiamo sbarazzarci della competizione, ma la competizione rappresenta una delle forze motrici dell’accelerazione. (A. M. Maccarini, L’aggressione e l’incontro: risonanza e critica della modernità in Hartmut Rosa, Società Mutamento Politica 13(26), 2022, pp. 31-41)

Il mondo non riesce a contenere lo sviluppo delle tecnologie di produzione e comunicazione, che solo in apparenza dovrebbero farci risparmiare tempo; accade invece che nelle società occidentali le persone soffrono della mancanza di tempo e si sentono in dovere di correre ancora più in fretta. Introduce il concetto di risonanza, uno stato d’animo, una forma di sintonia, di vibrazione sincronica, che va oltre la sfera fisica. È una relazione dialettica di “esposizione” all’altro da sé: una persona, un paesaggio, un prodotto della creatività umana materiale e immateriale, quando si avverte la forza di un legame con il mondo circostante.

In tale relazione si attiva un risultato sempre inatteso, non previsto, perché si vive una condizione che produce qualcosa di nuovo, una realtà vissuta in una differente dimensione, un futuro inimmaginabile. È però una situazione non esclusivamente consonante, perché entrare in un rapporto di risonanza con il mondo presuppone sia vivere una “familiarità profonda” ma anche affrontare indifferenza o estraneità.

Nel libro: H. Rosa, Accelerazione e alienazione: Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità (Einaudi, 2015), la risonanza non è intesa come “pura armonia” oppure “assenza di alienazione”, ma è il luogo in cui si incontrano le esperienze, entrano in contatto il “mio e il tuo” e tutto ciò che non è controllabile. Si tratta tuttavia di un continuo rapporto connettivo tra passato e presente, in direzione futura, per nulla prevedibile.

La chiave interpretativa della risonanza riguarda la “relazione-col-mondo”, che dovrebbe essere ripensata nelle identità e nelle condotte di vita. L’attuale identità individuale e sociale emerge nel tempo accelerato del cambiamento sociale che tuttavia si esaurisce in una sorta di stagnazione frenetica: tutto cambia rapidamente, ma niente si sviluppa o si evolve verso una direzione definita.

Si perdono i riferimenti esterni (natura, storia, religione, ma anche rapporti di produzione), ed allora le persone sono spinte ad auto-determinarsi rivolgendosi “al proprio interno”: gli esseri umani cercando di affermare proprie capacità e competenze, desideri e bisogni, sono proiettate nelle difficoltà e nell’angoscia, per la mancanza di un “orizzonte valoriale” (Maccarini).

Per questa ragione, benché l’autonomia sia intesa come liberazione da legami ascrittivi, sono ormai evidenti le esperienze alienanti di una “auto-determinazione”, istituzionalizzata in ogni sfera di vita, che conduce all’idea di accelerazione.

L’incremento continuo delle capacità umane di rendere “disponibile” il mondo, cioè di raggiungere, conoscere, controllare, manipolare e dominare ogni aspetto della realtà, conduce all’alienazione. Al contrario, il mondo e l’uomo sono entità, seppur indistinte, dotate di “relazioni dinamiche” basate sulla risonanza: “sono entità che vibrano insieme”, “influenzate l’una dal vibrare dell’altra”, che “si rispondono” reciprocamente e insieme “risuonano” (Maccarini, p. 34).

Hartmut Rosa parla di tre virtù sociali, indicate nella curaresponsabilità e speranza, che conducono ad un’etica della risonanza.

Le persone vivono una “vita buona” quando sperimentano la capacità di raggiungere gli altri, di connettersi con loro e di creare qualcosa.

Così è la relazione in sé ad essere al centro, che si sviluppa in tre dimensioni:

1) essere toccati affettivamente dal mondo (l’individuo “si lascia prendere dalla relazione”);

2) provare un’emozione (il soggetto va verso l’esterno e spinge all’azione);

3) reciproca trasformazione tra soggetto e mondo, in cui la relazione assume modalità “strumentali” (controllo e dominio) e di “risonanza” (attaccamento, cura, responsabilità, impegno reciproco) (H. Rosa, Accelerazione e alienazione).

In un’intervista curata da Paolo Vizza: L’alienazione ai tempi dell’accelerazione. Intervista a Hartmut Rosa (in «Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali», Vol.10, n. 20, 2020), il sociologo sostiene che quando viene meno la connessione con il passato ciò ha delle ripercussioni anche sul futuro, su coloro che verranno dopo. È la difficoltà generazionale che nella logica dell’accelerazione comporta distanze che conducono all’alienazione, perché le esperienze di una generazione, il loro modo di vivere, il mondo che hanno davanti, è completamente diverso: i giovani hanno accesso a media molto diversi, lavori diversi, musica diversa. Qui si sviluppa una “non comunicazione”, una “non relazione”.

Se poi si fa l’esempio della natura, Rosa afferma che è in atto una “doppia crisi di alienazione”, ossia c’è mancanza di risonanza (un rapporto con la natura che l’uomo provvede a distruggere), ma la stessa natura si rivolta sotto forma di crisi climatiche.

È l’alienazione dalla natura, giacché non ascoltiamo la natura e poi non rispondiamo ad essa, nonostante i feedback che continuamente ci vengono inviati.

Un passaggio ulteriore è quello della direzione: se prima c’era il senso di andare da qualche parte, verso un mondo migliore, se le persone credevano che lavorando sodo i loro figli avrebbero avuto qualcosa di meglio in cambio, se c’era una speranza di miglioramento, ora tutto si è rovesciato, si vive in un “orizzonte distopico”, in cui non allarghiamo l’orizzonte delle opzioni cercando altre possibilità e una diversa forma di connessione con il mondo.

Il richiamo alla risonanza può essere sintetizzato nella frase: “rispondimi, ascolta e rispondi, e posso dire che ti parlerò”. La teoria critica ha bisogno di tre livelli di analisi: 1) la comprensione dell’oggetto di cui ci occupiamo, ovvero il funzionamento della società tardo-moderna; 2) la critica (o diagnosi) degli errori; 3) la terapia, come possibilità di una società diversa.

È introdotto il modello della “stabilizzazione dinamica”. Le argomentazioni sono: i problemi delle società moderne sono caratterizzati da accelerazione e dinamismo, che finiscono col produrre crisi e patologie; per poterli superare è necessario adottare un differente modello di stabilizzazione, un modello che renda possibile la crescita, l’accelerazione e l’innovazione. Occorre tracciare l’identikit economico, politico e culturale al momento ancora ignoto di una simile società, che sia liberale, democratica e pluralista nel suo tessuto culturale (H. Rosa, Se il nostro problema è l’accelerazione, la «risonanza» può essere la soluzione? La crisi della stabilizzazione dinamica e le prospettive di una critica del presente, Annali di studi religiosi, 18, 2017, pp. 7-36).

Hartmut Rosa affronta l’idea di “vita buona”, che si realizza in un equilibrio dialogico con la natura, la società, l’arte, la religione, la politica, ecc. L’uomo è per sua natura un essere risonante, un soggetto che sviluppa una relazione con il mondo offrendosi alla disponibilità di farsi toccare “dalle cose e dalle persone”, rispondendo “alla loro chiamata”. Si tratta di realizzare quella vita riuscita, in cui la risonanza è una forma di relazione a due sensi tra il soggetto e il mondo che si toccano reciprocamente e si trasformano contemporaneamente. È un bene relazionale che racchiude in sé elementi attivi e passivi, accidentali e volontari, interiori e pubblici: esso emerge dal vissuto delle persone che attraverso “intenzionalità e inerzia” produce quella tensione strutturale che si può spiegare verosimilmente con il suo impulso trasformativo, perché tutti i soggetti non sono mai gli stessi dopo un’esperienza di risonanza (H. Rosa, Risonanza e vita buona, Scholé, 2023, or. 2022).

Nel volume: Indisponibilità. Alle origini della risonanza (Queriniana  2024), Rosa sostiene che la condizione di risonanza come legame con il mondo circostante, comporta una apertura all’indisponibilità. Il passaggio si concretizza in alcuni momenti significativi:

1) il momento del contatto (“affezione”), in cui si realizza il processo dall’esterno verso l’interno, che fa abbandonare la modalità aggressiva per sviluppare un interesse “verso la parte del mondo che lo ha toccato”, e da cui contemporaneamente “si sente chiamato”;

2) il momento dell’autoefficacia (“risposta”), in cui al contatto si producono risposte, reazioni, emozioni, che permettono di muovere verso l’esterno (lo scambio di sguardi reciproco o il dialogo nel quale entrambe le parti si ascoltano e rispondono);

3) il momento del mutamento (“trasformazione”), che produce la relazione di risonanza. Per far coesistere i tre momenti dobbiamo essere aperti, lasciarci “toccare e modificare”, ma anche chiusi, per “poter rispondere con la nostra voce ed in maniera efficace”;

4) il momento dell’indisponibilità, infine, si realizza perché la risonanza non è a nostra disposizione, è qualcosa dall’esito aperto e non si lascia “accumulare conservare o aumentare strumentalmente”. La condizione di indisponibilità è l’antitesi di “un mondo calcolabile, controllabile, prevedibile” (H. Rosa, Indisponibilità, pp. 65-76).

Per ragionare di indisponibilità occorre differenziare tra l’esperienza dell’indisponibilità della risonanza e della disponibilità delle cose o delle persone con cui si entra in risonanza, considerando che la modernità cerca di rendere disponibile quanto più mondo possibile e probabile.

Per fare ciò occorre considerare che:

a) c’è assenza di contraddizione tra l’indisponibilità della risonanza e la disponibilità delle cose;

b) se le cose sono completamente disponibili perdono la loro qualità di risonanza, diventano mute e monotone, perché quando abbiamo dominato completamente una cosa, essa non ha più niente da dirci;

c) la risonanza richiede una indisponibilità che parla, che mi parli e mi dica qualcosa, perché devo percepire che qualcosa dentro di me reagisce, ed allora è importante l’alterità, in quanto l’altro è appreso come (indisponibile) e l’alterità è in un continuo movimento reciproco con me stesso;

d) l’atteggiamento che mira a dominare e rendere disponibile è incompatibile con la risonanza, perché l’indisponibilità che costituisce il rapporto di risonanza ha una dimensione soggettiva, oggettiva e di processo, in cui il soggetto si deve lasciare toccare e cambiare, ma l’oggetto non deve essere dominato o controllato;

e) la risonanza ha bisogno di un mondo accessibile non disponibile; l’esempio della religione è indicativo, in quanto il concetto di indisponibilità proviene dal contesto teologico: Dio non è pensato come indisponibile, ma l’incontro tra uomo e Dio “è reciproca accessibilità” dove l’uomo ascolta la sua voce e Dio si lascia raggiungere nella preghiera (H. Rosa, Indisponibilità, 77-102).

Le società devono non solo occuparsi di materiale, ma aprirsi ad un orizzonte intellettuale e spirituale. Per spiegare come operare, è interessante l’esempio mitologico/immaginifico: “l’uccello a tre teste o tre uccelli”.

  1. Il primo è la “nottola di Minerva”, la capacità di vedere e comprendere la verità, anche in condizioni di oscurità, come accade alla civetta nota per la sua visione notturna e la sua saggezza. Nella visione hegeliana, la “nottola di Minerva” simboleggia la necessità di riflessione e comprensione dopo che gli eventi si sono svolti, evidenziando l’importanza di apprendere dalla storia e dalla realtà.
  2. Il secondo riguarda le “oche del Campidoglio”, che mettono in guardia per evitare disastri, associando lo starnazzare alla condizione di oggi considerata di desincronizzazione: andiamo troppo veloci rispetto alla natura. Si tratta di un simbolo di protezione divina e di fedeltà, poiché le oche erano considerate sacre a Giunone, la dea della famiglia e della protezione.
  3. Il terzo è la “fenice”, che proporrà un cammino sul quale avremo voglia di impegnarci. È un simbolo narrativo così potente da continuare a rinascere ogni volta che l’umanità ha bisogno di raccontarsi una seconda possibilità. È la creatura che brucia e ritorna, che muore senza davvero morire, che trasforma la fine in inizio. (H. Rosa, Risonanza e vita buona, pp. 72-75)

In un altro lavoro, l’asserzione è che se la risonanza è vibrante, viva, dialogica, richiede apertura, ascolto ed “esposizione all’imprevisto”: in un mondo che tende alla disponibilità e alla prevedibilità, la religione difende lo spazio della “non disponibilità”. La risonanza come la religione è incontro con l’altro e le pratiche (preghiera, silenzio, canto, digiuno, pellegrinaggio) non sono solo disciplina ma “dispositivi di apertura”. La risonanza come esperienza spirituale implica trasformazione e responsabilità (H. Rosa, Perché la democrazia ha bisogno della religione, Il Mulino, 2025, or. 2022, pp. 19-25).

Rosa riprende poi il concetto di “natalità” di Hanna Arendt, che indica la capacità umana di un initium, qualcosa di nuovo in ogni momento (H. Arendt, La vita della mente, il Mulino, 2006; H. Arendt, Vita activa. La condizione umana, Bompiani, 1998).

Ogni nuovo nato, con la sua unicità, introduce nel mondo l’inatteso, la possibilità di un’azione radicalmente nuova, offrendo speranza e cambiamento in un mondo che prima non c’era. Essere nati significa poi essere unici e, allo stesso tempo, essere tra altri, esaltando il principio di pluralità. Questa condizione permette di agire e parlare, creando la relazione.

La conclusione è che si nasce per incominciare, per spezzare la continuità del già dato e di aprire scenari imprevedibili.

 

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Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Giugno 2nd, 2026

Il dominio dell’uomo e l’Intelligenza Artificiale

  Gaetano Barbella in questo scritto si occupa del rapporto tra intelligenza artificiale e uomo ponendosi alcuni interrogativi: Come fronteggiare […]

Giugno 1st, 2026

Papa Leone XIV e la sfida dell’Intelligenza Artificiale

Nell’Enciclica “Magnifica humanitas”, Papa Leone XIV si sofferma sulla necessità di “disarmare” l’intelligenza artificiale, ormai una realtà che sta trasformando […]

Maggio 28th, 2026

Convegno: Conservazione e promozione del Patrimonio Culturale

L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola” e il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Sabato 30 maggio 2026 alle ore 17:00, organizzano l’incontro/dibattito per […]

Maggio 26th, 2026

Il rito dell’Angelo e del Diavolo

La Festa della Madonna dei Campi è un appuntamento ormai consolidato sulle colline di Giovi-Salerno, dove le case e gli […]

Maggio 24th, 2026

Il genius loci e l’energia oscura

Il Genius loci al tempo dell’età augustea è un’entità naturale e soprannaturale legata a un luogo specifico, e oggetto di […]

Maggio 22nd, 2026

Itinerari dell’anima

  Sabato 23 maggio 2026 – alle ore 18:30  presso il Centro Socio-culturale E. D’Orsi di Pellare   Incontro con […]

Maggio 19th, 2026

PENSIERI SOSPESI. Un Convegno a Moio della Civitella

In occasione della Settimana della Giornata Internazionale dei Musei – Pratiche di coesistenza / Polo Museale “Prof. Giuseppe Stifano” – […]

Maggio 14th, 2026

Evento “Intrecci” – Tra amore e giustizia

“Tra amore e giustizia. La pace al centro della Commedia“ prolusione del professor Rino Caputo. L’incontro, apertura del percorso culturale […]

Maggio 12th, 2026

Un commento su “Intelligenza artificiale e responsabilità umana”

Scheda del libro Titolo: Intelligenza artificiale e responsabilità umana Curatore: Stefano Preziosi Editore: Tab Edizioni Anno di pubblicazione: 2026 Lingua: […]

Maggio 11th, 2026

Campora: narrare la communitas

Uno spazio delimitato, dove si svolgono azioni da parte degli uomini che lo occupano, rappresenta certamente il contesto ideale per […]