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Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di dominio e controllo sulle nostre vite, è interessante considerare il pensiero del filosofo coreano Byung-Chul Han.

Un primo elemento da introdurre è che nelle attuali dinamiche sociali c’è l’assenza di alterità, molto bene rilevata nel volume: L’espulsione dell’altro, in cui il filosofo sostiene che non è più il tempo in cui c’era l’Altro: l’Altro è mistero, seduzione, Eros, desiderio, ma anche inferno, dolore. Ed allora, nelle società in cui si ricerca l’Uguale, per intenderci quelle attuali costituite dal conformismo digitale, dalla positività del non-rischio, assenza di mutamenti, eterno presente, iper-comunicazione, iperconsumo, non ci si accorge che si sviluppa una “pressione distruttiva”, una autodistruzione, proprio perché “un sistema che non conosce la negatività dell’Altro sviluppa tratti autodistruttivi”. (Byung-Chul Han, L’espulsione dell’altro, Nottetempo, 2024, p. 7)

La critica è affidata ad alcuni termini/concetti che si trovano nell’intero corpus dei suoi scritti: dalla stanchezza (disturbi provocati da una produttività intesa come valore); alla trasparenza (imposta dal mercato neoliberale, un’ossessione per la trasparenza che in realtà nasconde una pericolosa perdita della privacy); all’imitazione (quello stile che rifugge la distinzione tra originale e falso).

Ad ogni modo, sono i suoi scritti, pubblicati nell’ultimo quinquennio, che sembrano i più significativi quando si occupano di: “violenza”, come sovra-prestazione, sovrapproduzione, sovra-comunicazione, iper-attenzione e iperattività (nel volume: Topologia della violenza, Nottetempo, 2020); “angoscia” esistenziale, caratterizzata da assenza di empatia e solidarietà, con al centro ansie da prestazione e solitudine (nel libro: Contro la società dell’angoscia, Einaudi, 2025). Ne: La società della stanchezza (Nottetempo, 2020), Byung-Chul Han rileva i disturbi della sfera psicologica, causati da un eccesso di positività che ci impone di dire sempre di sì, in una società basata sulla performance. Di interesse: La Vita contemplativa o dell’inazione (Nottetempo, 2023), la proposta di una nuova visione dell’inazione, non una negazione, un rifiuto, una assenza di attività, bensì una facoltà autonoma di comprensione e contemplazione del mondo. Il rapporto con la “sofferenza” è espresso ne: La società senza dolore (Einaudi, 2022), in cui la paura del dolore si manifesta nell’evitare controversie che potrebbero condurre a un conflitto, nel disinteresse verso riforme politiche che richiederebbero sacrifici, infine in una libertà autoimposta finalizzata all’evitare il dolore e al rimandare il più possibile la morte. La crisi della narrazione (Einaudi, 2024) serve a rilevare come le narrazioni sono da tempo in crisi e sono diventate una merce. Con il capitalismo, queste si trasformano in storytelling e lo storytelling diventa mera pubblicità, o consumo di informazioni. Centrale è il libro: Infocrazia – Le nostre vite manipolate dalla rete (Einaudi, 2023), che entra nello specifico degli effetti della digitalizzazione sulla sfera quotidiana e politica. Questo accesso sempre più facile a informazioni sensibili e personali non equivalgono a un accrescimento della conoscenza; sembra la trasparenza sinonimo di libertà, ma in realtà pone le basi di una politica basata sulla sorveglianza e il controllo. Iperculturalità (Nottetempo, 2023) si occupa di cultura e globalizzazione. Nel mondo di oggi, segnato dalla globalizzazione, non esiste più una differenza tra vicino e lontano, familiare ed esotico, proprio ed estraneo, ed allora la cultura senza vincoli, freni e limiti diventa ipercultura. Il filosofo scrive poi: Perché oggi non è possibile una rivoluzione (Nottetempo, 2022), per parlare del capitalismo e dei suoi effetti devastanti, la sfrenata produttività tipica della società moderna. L’uomo è portato a sacrificare la sua vita, in una spirale crescente di autodistruzione. Ed allora, Psicopolitica (Nottetempo, 2024) delinea un mondo “iperconnesso” che tramite device digitali permette di condividere sempre più informazioni su di sé tramite i social media, creando così quantitativi di dati che costituiscono la nuova merce su cui si basa il capitalismo. La psicopolitica riesce così a far credere alle persone di “essere migliori”, mentre in realtà sono solo “lavoratori migliori”. Nello sciame (Nottetempo, 2023), la filosofia si trovava a ragionare sui poteri e sulle distorsioni delle folle: oggi il termine sciame rappresenta le singole unità umane interconnesse tramite la rete digitale. Lo sciame enfatizza il narcisismo e demolisce il senso di comunità e di cittadinanza, e quindi la possibilità di discussione democratica. Le non cose (Einaudi, 2022) sono il non-reale. Il libro si sofferma a ragionare sulla dematerializzazione della vita del mondo di oggi, in cui a influenzare le nostre esistenze non sono più gli oggetti, ma informazioni che realizzano un processo dove il non-reale prevale sul reale. Questo ha tutta una serie di implicazioni, come per esempio la perdita della temporalità e la richiesta di attenzione continua. Per comprendere il mondo contemporaneo è anche opportuno confrontare le differenti culture. Del vuoto (Nottetempo, 2024) riguarda la cultura e la filosofia dell’Estremo Oriente. Per Byung-Chul Han, l’Occidente affronta l’estraneo in modo spesso aggressivo, violento, cerca di escluderlo o assorbirlo precludendo aperture all’altro. È lo schema dicotomico che nasce dal costante bisogno di individuare un soggetto contrapposto a un oggetto, e dalla centralità di concetti quali essenza, sostanza, verità, stabilità. Le filosofie, le pratiche e le consuetudini diffuse in Asia orientale sono differenti: non è l’essere ma la via da intraprendere;  non è l’essenza ma l’assenza; fiorisce una cultura dell’immanenza volta all’apertura piuttosto che alla chiusura, all’indifferenza anziché all’analisi, all’accettazione dell’è-così e non all’agire funzionale. Dall’approccio critico emergono diverse proposte: La salvezza del bello (Nottetempo, 2025) è da intendere come esperienza di verità non sentimento di piacere; In: Elogio della terra (Nottetempo, 2022), la bellezza della terra comporta la cura di essa e del nostro pianeta, dove è fondamentale il contatto con la natura per ritrovare la tridimensionalità del tempo.

In tutti i suoi lavori, la critica alla società attuale contiene in sé gli spunti per poter ridefinire un rapporto relazionale con l’Altro, per riconoscere l’alterità e promuovere un sapere aperto, libero e volto al cambiamento. Produce continui elementi per indagare una società intrappolata nel regime dell’informazione e ormai disabituata alle narrazioni e alle verità fondate sui fatti.

È soprattutto con Infocrazia che Byung-Chul Han sostiene lo sviluppo di quella forma di dominio di algoritmi e Intelligenza Artificiale, che caratterizzano i processi sociali, economici e politici. È un regime basato sulla disciplina del mondo digitale che trasforma l’uomo in quel soggetto sottomesso che si crede libero, autentico e creativo, senza considerare che le strutture dei social media riescono ad incidere sulle sue scelte. Gli stessi influencer hanno interiorizzato la struttura pervasiva dell’infocrazia, perché essere liberi significa cliccare, mettere like e postare. È l’avvento di un sistema di governo che, coerentemente con l’impianto neoliberista, sosterrà politiche manageriali basate sui dati, con l’infocrazia che si imporrà come forma di post-democrazia digitale. Si assisterà ad una vera e propria tecnocrazia, guidata da esperti e informatici che amministreranno il mondo mossi solo da algoritmi. (Infocrazia, p. 46)

Byung-Chul Han parla dei rischi a cui sono esposti l’agire comunicativo (Habermas), la razionalità discorsiva e l’impianto democratico nell’era della tecnologia digitale. Come non ricordare un saggio, pubblicato nel 1985 da Neil Postman, che introduce una teoria sull’ecologia dei media, la risposta alla domanda sulle conseguenze sociali, culturali e politiche della tecnologia nella comunicazione. Il controllo totale sulla cultura, sulla politica e sull’economia veniva inteso da George Orwell secondo una logica coercitiva e punitiva, che si realizza attraverso una sorveglianza costante, una propaganda e una manipolazione; Aldous Huxley profetizza al contrario mille verità che proliferano in forma virale, con il risultato che la realtà e l’oggettività degli avvenimenti sfumano in un orizzonte frastagliato, mobile, caotico e confuso. (N. Postman, Divertirsi da morire, Luiss University Press, 2023)

Il rapporto delle nostre società con le nuove tecnologie comunicative risente dell’influenza di Postman, che si occupò della cultura dello spettacolo degli anni Ottanta del Novecento negli Stati Uniti: i discorsi e le tecniche utilizzate per trasmettere messaggi e le conseguenze degli stessi  sono coincidenti con le attuali dinamiche che si verificano con l’utilizzo dei media digitali. Sostenne in: Divertirsi da morire, che “quello che la gente guarda e ama guardare sono immagini in movimento. Milioni di immagini di breve durata e con rapidi cambi di inquadratura. È nella natura del mezzo il fatto di sopprimere il contenuto delle idee per far posto all’interesse visivo, cioè per far posto a valori spettacolari”. Pertanto, i media definiscono le nostre percezioni, organizzano le nostre esperienze e reazioni emotive, condizionando ogni gesto e azione sociale. In breve, un mondo possibile è quello di “realtà” ridotte a un immenso accumulo di pseudo eventi o di eventi mediali che operano una sorta di trasformazione antropologica. Postman si riferiva alla televisione in quanto medium che privilegia una forma di comunicazione basata unicamente sull’intrattenimento e sullo svago (entertainment, infotainment, amusement), introducendo un’estetica squisitamente spettacolare. Essa promuove contenuti visuali, leggeri, rapidi, vacui, frammentati, mercificati, appositamente progettati per divertire, stimolare e distrarre. Una società dominata dalla televisione è formata da individui superficiali, distratti, incapaci di sviluppare un pensiero critico. Non si tratta, sostiene, di veicolare messaggi, piuttosto di usare simboli e immagini che permettono di far sì che certe affermazioni in contesti particolari diventino universali: al di là del contesto, un mezzo di comunicazione ha il potere di proporre nuove e inattese forme di discorso. (Divertirsi da morire, cit.)

L’attuale crisi dell’agire comunicativo, sostiene Byung-Chul Han, è mossa da logiche individualistico-identitarie che portano alla completa dissoluzione del concetto di alterità. La mancanza di confronto e di relazioni con gli altri producono una crisi dell’ascolto, una comunicazione senza comunità, in cui la stessa è frammentata in tante bolle isolate, che si riempiono soltanto di informazioni che gli algoritmi elaborano appositamente per colui che usufruisce del servizio. La comunicazione degli algoritmi non è libera, perché produce consumo e non cittadini responsabili: “le communitas digitali sono una forma di merce della comunità”, non sono capaci di azione politica, perché la sfera pubblica degenera in “sciami volatili guidati dall’interesse”. (Infocrazia, p. 30) La questione riguarda certamente i social media che non inducono a fare esperienza, ed allora non producono conoscenza: “si ammassano informazioni senza giungere a un sapere”, le esperienze vissute fanno restare sempre uguali, si accumulano amici/followers ma non si incontra l’Altro. È “l’atrofizzazione della socialità”. La rete trova l’Uguale che ha la nostra opinione, lasciando da parte i diversi, quanto al contrario è la negatività dell’Altro che costituisce esperienza, perché qualcosa che accade, ci incontra, ci sopraggiunge, ci sconvolge e ci trasforma, “la cui essenza è il dolore”, è ciò che determina la vita, il maturare e il cambiamento. (L’espulsione dell’altro, pp. 8-10)

La rete è stata intesa a lungo come “esperienza di risonanza”, “simpatia e antipatia della vicinanza”, “tecnica di amore verso il prossimo”, “empatia”, eppure sostiene Byung-Chul Han essa elimina ogni alterità, ogni estraneità e dunque non produce vicinanza con l’Altro, piuttosto “la distanza dell’Uguale”, perché la comunicazione globale ammette “solo Altri uguali o Uguali altri”. Ciò perché nella forma dialettica vicinanza implica lontananza e in assenza di una delle due non c’è vitalità, né “aureo mistero” ma solo somiglianza. Quando prolifera l’Uguale non c’è il pieno ma il vuoto: “l’espulsione dell’Altro produce un adiposo vuoto di pienezza”. (L’espulsione dell’altro, pp. 13-15)

È solo la presenza dell’Altro dunque a costituire “una democrazia come prassi discorsiva”, perché tiene conto di differenti punti di vita: senza la presenza dell’altro (il riferimento è ad Arendt) “la mia opinione non è discorsiva né rappresentativa, bensì autistica, dottrinaria e dogmatica”. Il concetto di agire comunicativo, si riferisce ad Habermas, è formato da attori che come parlanti o ascoltatori si rivolgono “a qualcosa del mondo oggettivo, sociale, soggettivo e così avanzano reciprocamente pretese di validità” che possono essere accettate o contestate. Ciò significa che il confronto con altri attori permette di giungere ad una validità, perché “la voce dell’altro conferisce … una qualità discorsiva” e certamente permette anche di essere distolti dalle nostre convinzioni, pregiudizi. La crisi di questa forma di agire porta alla sparizione dell’altro, rafforzando la “costrizione auto-propagandistica a indottrinare se stessi con le proprie idee”. Isolando il sistema, e ripetendo all’infinito ciò che piace a me, si amplificano e rafforzano le idee, le credenze (echo-chambers, stanze dell’eco). Più navigo su internet e più i filtri posti ad arte mi inviano informazioni di mio gradimento e rafforzano le mie convinzioni, perché mi vengono proposte “quelle visioni del mondo che si conformano alle mie”. (Infocrazia, pp. 31-33)

Alla fine, nel regime dell’informazione si vanno a creare vere e proprio tribù digitali, che conducono a una dittatura dell’opinione e sono prive di razionalità comunicativa: al posto del discorso reciproco troviamo solo l’ascolto di noi stessi. La pretesa di verità delle tribù digitali non produce razionalità, ma un “universo post-fattuale” (Infocrazia, pp. 60-61), che permette di ricavarne un senso di appartenenza, per cui il discorso è sostituito da fede e confessione: al di fuori di quella cerchia tribale, ci sono solo altri, intesi come “nemici da combattere”. La società di dissolve in identità inconciliabili, prive di qualsiasi alterità. L’ascolto degli altri ci unisce in comunità, è una democrazia che è comunità di ascoltatori. Se c’è comunicazione senza comunità, ascoltiamo solo noi stessi. (Infocrazia, pp. 37-38)

Richiamando il mito della caverna di Platone (Infocrazia, p. 67), Han si chiede se siamo davvero consapevoli di questa caverna digitale che ha inglobato completamente ogni cosa, perché non c’è un esterno rispetto alla caverna digitale, perché la luce che vediamo è solo quella dello schermo digitale, dunque artificiale, che è privo di ogni verità. Viene introdotto il concetto di “nichilismo come crisi della verità”. (Infocrazia, pp. 53-54)

La democrazia è parresia, sostiene Han. È quel concetto inteso come coraggio da Foucault, che nell’autunno del 1983 a Berkeley tenne un ciclo di conferenze proprio per esprimere la ricchezza di quel concetto (M. Foucault, Discours Et Verite: précédé de La parrêsia, Librairie Philosophique J Vrin, 2016), che crea comunità perché permette agli individui di dire ciò in cui credono essere veramente vero. Per fare ciò occorre “prendersi cura della comunità usando un «discorso ragionevole e vero»”. Dire la verità è politico e democratico e “la democrazia è viva finché si pratica la parresia”. C’è però anche da dire che oggi la parresia degenera in una libertà di dire qualsiasi cosa, “tutto ciò che piace e fa comodo”. In tal senso, ha ragione a Platone quando la intende come “forma arbitraria dell’opinione”, non come quella coraggiosa fondata sul modello socratico. (Infocrazia, pp. 64-66)

Quando la cultura era basata sulla parola stampata, giornali e libri erano fonti di sapere e promozione di un passato coerente e utilizzabile, perché la fruizione di un testo scritto presuppone una certa capacità di astrazione e l’applicazione di un pensiero logico, richiedendo di conseguenza un coinvolgimento cognitivo intenso, dialettico, profondo. Al contrario la comunicazione digitale riduce ogni contenuto ad un flusso inarrestabile e continuo di informazioni, secondo una logica tutt’altro che trasparente. Si tratta di un dispositivo che non dirige solo la conoscenza sul mondo ma anche quella sui modi di conoscere. I social media  generano frammenti che esulano da ogni contesto, è un eterno presente dove non esiste contraddizione. In altre parole, nell’era dell’infocrazia si delinea un regime dove la contingenza e l’attualità sono sovrane a scapito delle narrazioni e delle conversazioni all’interno dello spazio pubblico. Una società di tale tipo misura e processa tutto in un presente in cui la raccolta massiccia di dati è più utile alle grandi organizzazioni che alla gente comune.

Il pericolo non è l’offuscamento della verità, come avviene in regimi autoritari, ma la moltiplicazione delle informazioni che aumentano l’individualismo e la passività: qui diventa essenziale la posizione di Byung-Chul Han quando parla di una società delle possibilità e libertà, ma anche quella della finzione, che tuttavia produce il collasso di una cultura comunitaria condivisa. La soluzione non prevede l’abbandono del mezzo, ma uno sguardo per comprendere che, anche se la tecnica è ideologia in quanto impone modelli di vita, modi di stare insieme e idee, producendo cambiamenti sociali e politici, serve riconoscere che questa rivoluzione culturale deve essere indirizzata a porre le domande giuste, invertire la rotta e liberarsi dalla tirannia del presente, perché per prevenire i pericoli occorre riconoscerli.

Ma è solo con il riconoscimento dell’Altro che si combatte la violenza del globale, che pone tutto sullo stesso piano e impone il disconoscimento delle singolarità, “nel quale la vita si presenta nella forma totalizzante della produzione e della prestazione”. (L’espulsione dell’altro, 20) È il neoliberismo che non è guidato dalla ragione e genera forme distruttive in cui la libertà è solo pubblicità: invece occorrerebbe la rivendicazione di un’ospitalità incondizionata, alta espressione della ragione universale, in cui lo straniero è l’Altro che non va trattato in maniera ostile. L’ospitalità è bellezza, promessa di riconciliazione che misura il grado di civiltà di una società. (L’espulsione dell’altro, pp. 27-29)

Dunque, la ricerca dell’alterità si sottrae a valutazioni economiche (neoliberismo) ed intende l’essere-uguale come l’essere-diverso: tutto ciò è l’autenticità dell’esistenza, che presuppone la comparabilità. Invece, se è intesa come forma neoliberista di produzione, in cui c’è la cultura del paragone, in cui l’autenticità diventa materiale, gli individui esprimono la loro autenticità solo nel consumo; egli è sopraffatto dal profitto e non coglie l’Altro, ma vive nel suo narcisismo. Tutto ciò produce mancanza di autostima, isolamento, autolesionismo, senso del vuoto, angoscia, alienazione.  È uno sguardo che non coglie lo sguardo dell’altro, dove il potere si fonda sullo “sguardo del sorvegliante”: il Panopticon di Bentham (M. Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, 2014) serve per “dissociare la coppia vedere-essere visti”, dove chi sorveglia, ed esercita il potere centrale, vede senza essere visto e, al contrario, chi è l’anello periferico non riesce mai a vedere. Scrive Byung-Chul Han  che gli abitanti del Panopticon digitale “non si sentono guardati, non sentono cioè di essere sorvegliati. Così si sentono liberi e si mettono a nudo spontaneamente. Il Panopticon digitale non mette a nudo la libertà, la sfrutta”. (L’espulsione dell’altro, pp. 67-69)

Oltre allo sguardo, nella parte finale del libro: L’espulsione dell’altro, il filosofo tratta anche gli altri aspetti che definiscono il rapporto con l’Altro e la possibilità di sviluppare il sapere/conoscenza: la voce, che proviene dall’altrove, da fuori; il pensiero, che si affida alle negatività dell’Altro per scoprire strade inesplorate; l’ascolto, che è la un atto che approva l’Altro nella sua alterità e riconcilia, guarisce, redime. Oggi la rumorosa società in cui viviamo non presta attenzione a tutti questi elementi e produce “la crisi del tempo”, la “totalizzazione del tempo del Sé” che accompagna prestazione, efficienza e accelerazione, che “travolge oggi ogni ambito della vita e conduce allo sfruttamento dell’uomo”. Il tempo dell’Altro è improduttivo, ma a ben vedere “istituisce una comunità” e proprio per questo è un “buon tempo”. (L’espulsione dell’altro, p. 108)

2 Responses to “Byung-Chul Han: l’“infocrazia” e l’espulsione dell’Altro”

  1. alessandro scanavini

    Ottimo. Un filosofo che non conosco. Interessanti la riflessione più volte ribadita del rapporto con l’altro, e il cambiamento dell’uomo attraverso l’influenza dei mezzi di comunicazione tecnologica. Grazie

  2. Luigi Leuzzi

    Una lettura esemplare di una identita’ narrativa privata dell’alterita’ con una prevalenza della ipseita’ in assenza di ogni confronto dialogico e quindi condizione apodittica destinata ad una rappresentazine solipsistica dell’essere in un mondo in cui la realta’ virtuale diviene l’unico termine di confronto essendo inoltre espressione di una esistenza condizionata da una epistemologia digitale che esclude il.volto dell’altro e nega la trascendenza dell’homo viator nell’altro da se’.

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SMART WORKING

Dal taylorismo al telelavoro, dalle società pre-industriali a quelle post-industriali, il sociologo Domenico De Masi, affrontando gli ambiti di questo […]

Dicembre 16th, 2020

Diano e il Castello della Congiura

Teggiano con il suo centro storico medievale è collocata su un’altura a 637 metri s.l.m.; poi inizia la discesa lungo […]

Dicembre 8th, 2020

Un poeta e il suo tempo

Alcune riflessioni sul volume: A. Barbero, “Dante”, Laterza 2020 ……………….. Sabato 11 giugno 1289, il giorno di San Barnaba, Dante […]

Dicembre 2nd, 2020

San Giovanni a Piro: il Cenobio basiliano

San Giovanni a Piro è il paese degli archi, delle stradine strette, delle scale e balaustre, dei comignoli merlati, dei […]

Novembre 29th, 2020

Paese d’anima e memoria

Di seguito pubblico due poesie dense d’amore e ricordi del paese natio di Emilio La Greca Romano —————————————————————– “A tessitura […]

Novembre 24th, 2020

L’attualità di Spinoza

Baruch Spinozaè tra le figure più affascinanti e fraintese della storia della filosofia, come è accaduto a tanti pensatori vittime […]

Novembre 22nd, 2020

Terremoto dell’Irpinia … quarant’anni fa

Scene di pianto, volti atterriti, momenti di lutto, disagi esistenziali tornano oggi alla memoria: sono passati ben quarant’anni dal terremoto, […]

Novembre 14th, 2020

Il dominio dei Social Media

Lo sviluppo del web ha radicalmente trasformato la società con l’introduzione di tecnologie user-driven, come blogs, social networks e piattaforme […]

Novembre 8th, 2020

Ricordi e memoria / Torna com’eri quando …

Emilio La Greca Romano è tante cose: poeta e scrittore, docente e giornalista pubblicista (ha collaborato e collabora con diverse testate […]

Novembre 4th, 2020

C’era Molpa oltre Palinuro

Dal mare di Palinuro si possono osservare alcune grotte impareggiabili, rocce ed una spiaggia di sabbia che brilla. La leggenda […]

Ottobre 24th, 2020

Alla ricerca delle radici – Velia

La potenza di Elea di Pasquale Martucci   Nel territorio cilentano, una città molto importante fu certamente la romana Velia, […]

Settembre 8th, 2020

Dibattito / Marx, operaismo e teoria

Ho ricevuto da Antonio Peduzzi uno scritto di Mario Tronti, a proposito ed intorno alla sua ultima pubblicazione: “La teoria […]

Agosto 30th, 2020

“Aspromonte, la terra degli ultimi”

Note a margine del film di Mimmo Calopresti: “Aspromonte, la terra degli ultimi”. Comunità e destino di Pasquale Martucci   […]

Agosto 25th, 2020

Il pensiero / Hegel

Lo Spirito Assoluto nella dialettica hegeliana di Pasquale Martucci   Il 27 agosto di 250 anni fa nasceva Georg Wilhelm […]

Agosto 15th, 2020

Storia e radici – Il Cilento

Cilento: alla ricerca delle origini di Pasquale Martucci   Il Cilento è oggi una zona molto ampia, che parte dal […]

Luglio 24th, 2020

Idee e società – Ferdinand Tönnies

Il concetto di comunità in Tönnies di Pasquale Martucci   «La teoria della società riguarda una costruzione artificiale, un aggregato […]

Luglio 13th, 2020

Riti e cultura popolare / il grano

La passione del grano e la dimensione di verità di Pasquale Martucci   Un antico rituale, rilevato da Ernesto de […]

Luglio 10th, 2020

Idee / Franco Ferrarotti

La fenomenologia del sacro di Pasquale Martucci   Le ricerche di Franco Ferrarotti, seguendo una metodologia qualitativa con il ricercatore […]

Luglio 1st, 2020

Pagine di storia / Anno 1828

I moti nel Cilento: lo studio di una Rappresentazione Rituale di Pasquale Martucci   In alcuni paesi del Cilento, si ricordano […]

Giugno 25th, 2020

Pagine di Storia – Pisacane

Sapri: la Rievocazione di Pisacane di Pasquale Martucci   Sapri è conosciuta, al di là della splendida collocazione geografica nel […]

Giugno 20th, 2020

Pagine di storia / Torri costiere

Le torri costiere del Cilento   di Pasquale Martucci   Percorrendo la costa cilentana, si possono osservare una serie di […]

Giugno 8th, 2020

Seminario ISCRA: “L’insostenibile peso della felicità e della speranza”

Possibili processi di pensiero di Pasquale Martucci   In occasione del Seminario ISCRA online (6-7 giugno 2020), dal titolo: “L’insostenibile […]

Maggio 31st, 2020

Ricerca&territorio – Mitologia

U curdone ru monaco Aspetti mitologici e cultura popolare cilentana di Pasquale Martucci (il saggio è disponibile integralmente e con […]

Maggio 21st, 2020

LAURINO / SANT’ELENA

Un culto antico e importante di Pasquale Martucci   “La storia di Laurino è strettamente intrecciata a quella della sua santa […]

Maggio 17th, 2020

Epistemologia della complessità – EDGAR MORIN

EDGAR MORIN L’attualità del pensiero del teorico della complessità e la centralità della relazione soggetto-oggetto-ambiente per realizzare l’inizio di un […]

Aprile 29th, 2020

Pagine di storia / I Basiliani

I Basiliani e le comunità cilentane di Pasquale Martucci   A questi monaci, arrivati nel territorio a nuclei sparsi o […]

Aprile 25th, 2020

Martin Heidegger – letture critiche

Contro l’odio, i fascismi e i populismi, propongo la lettura del volume di Antonio Peduzzi sulle controverse idee del grande […]

Aprile 16th, 2020

Sapori&saperi – la tipicità cilentana

La storia dell’alimentazione e la tipicità cilentana di Pasquale Martucci   La scoperta e la riproposizione della tradizione alimentare è […]

Aprile 11th, 2020

Gli insegnamenti di un maestro: Aldo Musacchio

Cultura e formazione umana come fattori indispensabili allo sviluppo   Il sociologo dello sviluppo Aldo Musacchio, docente in diverse Università […]

Aprile 9th, 2020

Coronavirus: biologia o economia?

Coronavirus: biologia o economia?   Il filosofo Umberto Galimberti propone le sue argomentazioni/concettualizzazioni sul Coronavirus. Riprendo alcune parole chiave tratte […]

Marzo 29th, 2020

Le paure sociali – Ritualità e distanze sociali

Ritualità e distanze sociali   In un periodo di crisi per la pandemia da coronavirus vengono modificate le forme rituali […]

Marzo 28th, 2020

XXIV Edizione Concorso di Poesia

XXIV Edizione Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Città di Eboli” dedicato a Orlando Carratù con Borse di studio […]

Marzo 20th, 2020

Fenomeni criminali – La ‘ndrangheta

Il mito dell’invisibilità di Pasquale Martucci   Svuotare la ‘ndrangheta dall’interno significa fare capire che il crimine crea ricchezza per […]

Marzo 10th, 2020

Le paure sociali – Complessità e coronavirus

Complessità e coronavirus La lezione di Miguel Benasayag di Pasquale Martucci   Non mi ero ancora occupato di coronavirus per […]

Marzo 6th, 2020

Antichi rituali – La rinascita

Il tempo quaresimale di Pasquale Martucci   Nella cultura popolare il bisogno del sacro è essenziale, in quanto l’uomo avverte […]

Febbraio 28th, 2020

La storia come un romanzo

Ancora alcune riflessioni sull’opera di Antonio Scurati: “M. Il figlio del secolo”, Bompiani 2018.   La storia come un romanzo […]

Febbraio 25th, 2020

Concorsi di poesia e narrativa – “Centro Culturale Studi Storici”

 

Febbraio 19th, 2020

Riti&tradizioni – Carnevale

La tradizione delle maschere   Di seguito, riporto alcuni brani tratti dai riti e alle tradizioni cilentane carnevalesche. Si tratta […]

Febbraio 6th, 2020

Tendenze sociologiche – Luca Ricolfi

La società del Giovin Signore   Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue […]

Gennaio 28th, 2020

Pagine di storia – I Bulgari nel Basso Cilento

I Bulgari nel Basso Cilento   L’area della valle del Mingardo è stata interessata, dopo il crollo dell’impero romano, dalla […]

Gennaio 23rd, 2020

Tendenze epistemologiche – Jürgen Habermas

Dopo dieci anni di lavoro, a 90 anni compiuti, il teorico dell’agire comunicativo, dei paradigmi di mondi vitali e sistemi, […]

Gennaio 16th, 2020

Riti&tradizioni – Sant’Antonio Abate

La festa del fuoco   “Il rumore serve a spaventare e allontanare le potenze maligne, il fuoco a illuminare il […]

Gennaio 7th, 2020

Riti&tradizioni – La festa del maiale

Il destino del porco di Pasquale Martucci   A gennaio, quando è ormai ben grasso, l’animale è prelevato con l’inganno […]

Dicembre 24th, 2019

Un anno da non dimenticare

http://www.ricocrea.it di Pasquale Martucci Un anno da non dimenticare e l’auspicio di un Buon 2020   Un anno fa, nel […]

Dicembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – I rituali natalizi del Cilento

Antonio Di Rienzo, ricercatore di cultura storica e tradizione popolare cilentana, alla fine del 1987, su “Il Mezzogiorno Culturale” (A. […]

Dicembre 15th, 2019

Pagine di storia – Salerno longobarda

Salerno longobarda di Pasquale Martucci   Nell’anno 849, millecentosettanta anni fa, Salerno divenne uno dei due principati longobardi del sud; […]

Dicembre 10th, 2019

Pagine di storia – Il castello di Rocca

Il castello di Rocca   Le prime notizie su Rocca Cilento (da rocca, roccia, fortezza su un monte; XI secolo: […]

Dicembre 7th, 2019

Storia&tradizioni – La festa dell’Immacolata

La festa dell’Immacolata Le regioni italiane si preparano al Natale con tradizioni sacre, festeggiamenti antichi e piatti tipici di Nisia […]

Dicembre 2nd, 2019

La partecipazione e l’agorà

Un popolo di persone normali e di tutte le età, accomunati dalla lotta ai populismi, sfidano con partecipazione civile e […]

Novembre 23rd, 2019

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie

Le vie di fuga dalle chiusure identitarie di Pasquale Martucci   “Siamo pieni di vie di uscita. Forse sono proprio […]

Novembre 18th, 2019

Storia&tradizioni – L’olio d’oliva

L’OLIO D’OLIVA: UNA COSTANTE NEI SECOLI La molitura delle olive tra significati e tradizioni del presente e del passato di […]

Novembre 16th, 2019

Memorie dal territorio – Dopo la ruralità

La quietanza meridionale. I paesi dell’osso dopo la ruralità

Novembre 11th, 2019

Storia&tradizioni – San Martino

“A San Martino se fano i zeppule e se prova u’ vino” Tradizioni culinarie cilentane nell’estate di San Martino   […]

Novembre 10th, 2019

Muri da abbattere

Trent’anni fa veniva abbattuto il Muro di Berlino, anche se ancora oggi sono tanti i muri simbolici e fisici che […]

Ottobre 31st, 2019

Natuzza Evolo / tra vita e aldilà

Dieci anni fa si spegneva Natuzza Evolo, una donna che ha rappresentato, nella cultura popolare religiosa, un forte legame tra […]

Ottobre 28th, 2019

Territorio&Cultura – la poesia

Concorsi di poesia di Gaeta (LT) e di Auletta (SA)

Ottobre 20th, 2019

Memorie dal territorio – Fiore!

Ricevo e pubblico due brani di Antonio Pellegrino. Nella foto c’è Gerry il pastore, chiamato anche Fiore.   Fiore! Sempi […]

Ottobre 7th, 2019

Memorie dal territorio – E’ cangiata l’aria

Con questo intervento, una riflessione sul cambiamento dei tempi, inizia la collaborazione di Antonio Pellegrino (laurea in Sociologia), attuale Presidente […]

Ottobre 6th, 2019

Idee & parole – Ernesto de Martino

Il mondo magico di Ernesto de Martino di Pasquale Martucci “Presenza, esserci nel mondo, esserci nella storia sono espressioni equivalenti […]

Settembre 25th, 2019

Idee & parole – I saperi di Dionigi

Nella criticità della vita di oggi, occorre che l’individuo ripensi un “nuovo umanesimo” che tenga conto della storia e della […]

Settembre 20th, 2019

Storia&tradizioni – Il giorno delle antiche nozze

Ricevo e pubblico l’articolo di Nisia Orsola La Greca Romano sul rito nuziale   Da sempre le nozze rappresentano un […]

Settembre 15th, 2019

Idee & parole – Socrate

Nella nostra società si avverte il bisogno di tornare a valorizzare le molteplici forme del dialogo, così come indicato da […]

Agosto 25th, 2019

Le storie – Jerry Essan Masslo

A trent’anni dall’omicidio di JERRY MASSLO ancora non abbiamo compreso che … “Ciascuno di noi è straniero di un altro” […]

Agosto 15th, 2019

Idee & parole – Giovambattista Vico

Vatolla, Vico e la cipolla di Pasquale Martucci Vatolla è situata su una collinetta che domina il paesaggio sottostante e […]

Agosto 8th, 2019

Idee & parole – Fabrizio De André

“Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”   L’espressione è tratta da: “Storia di un impiegato”, un […]

Agosto 4th, 2019

Bibbiano, dove sta il bene dei bimbi

LETTERA APERTA DEGLI OPERATORI DELL’INFANZIA È stata scritta una lettera/appello da Mauro Mariotti e Paolo Siani. Aderisco pubblicando il documento, […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La festa del Santo Patrono

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla festa del Santo Patrono nella tradizione culinaria del […]

Luglio 31st, 2019

Storia e tradizione culinaria – La cucina dei marinai

Ricevo e pubblico il lavoro di Nisia Orsola La Greca Romano, sulla tradizione culinaria dei marinai   AVE MARIS STELLA […]

Luglio 30th, 2019

Vallo della Lucania – Il rito di San Pantaleo

Il rito di San Pantaleo di Pasquale Martucci   San Pantaleone è festeggiato almeno in due grossi centri del territorio […]

Luglio 24th, 2019

Idee & parole – Antonio Gramsci

Il concetto di egemonia culturale e la questione meridionale di Pasquale Martucci   Cent’anni fa, il 1 maggio 1919, iniziò […]

Luglio 14th, 2019

Cosmo Guazzo: una vita al servizio del territorio

Presso la Pro-Loco di San Martino Cilento, sabato 13 luglio 2019, per riflettere sui lavori di Cosmo Guazzo si è […]

Giugno 26th, 2019

Epistemologia della soggettivazione

Il soggetto/attore, i diritti universali e la società ipermoderna nel pensiero di Alain Touraine di Pasquale Martucci   Assistere ad […]

Giugno 9th, 2019

Un antico rituale: la festa del pane

La festa del pane di Pasquale Martucci     La panificazione è stato sempre un momento molto importante nella tradizione […]

Maggio 19th, 2019

Contro l’indifferenza, per la conoscenza

Intolleranza, divieti, tentativi di limitazione delle libere espressioni di idee: una sorta di società ad una dimensione, quella prevalente. Tutto […]

Maggio 17th, 2019

In memoria di Domenico Chieffallo

Per ricordare lo storico e meridionalista cilentano, produciamo alcune considerazioni e un articolo del 1995 di Domenico Chieffallo.   Note […]

Maggio 5th, 2019

Grave perdita per la cultura cilentana

Riceviamo e pubblichiamo un commento / ricordo sulla scomparsa dell’amico Amedeo La Greca, da parte del prof. Emilio La Greca […]

Maggio 5th, 2019

Riti e tradizione non solo culinaria del Cilento

Ho con  grande interesse letto gli scritti di NISIA ORSOLA LA GRECA ROMANO sulla tradizione culinaria del Cilento, e non […]

Maggio 5th, 2019

Comunità e cultura popolare, linguaggio, cilentanità

Dopo aver realizzato molti studi sul territorio, a partire da questo intervento analizzo gli elementi che ne costituiscono i tratti […]

Aprile 15th, 2019

Simboli e Rituali – Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti”

Il Cilento Antico e “Il canto dei cumpràti” di Pasquale Martucci   I rituali rappresentano “una connessione tra passato, presente […]

Marzo 11th, 2019

DINO BETTI

Un uomo che ha attraversato, vissuto e trasmesso il suo tempo di Anna Avagliano e Pasquale Martucci   Dino Betti […]

Febbraio 21st, 2019

Verso un modello postindustriale. La proposta del sociologo Domenico De Masi.

I limiti delle società attuali e le possibilità del “migliore dei mondi esistiti finora”. Occorrerebbe costruire un modello ideale di […]

Febbraio 13th, 2019

Ricerca Bibliografica sul Cilento

Progetto: “BENI CULTURALI CNR” Anni 1998-2000 C.P.S. Ricerche S.r.l. / Università di NAPOLI – Facoltà di Sociologia   Tra il […]

Febbraio 7th, 2019

LA SCELTA DI RICOCREA

LA SCELTA DI RICOCREA Ricerca, costruzione, creazione, queste sono le parole chiave del sito che ho da qualche mese realizzato: […]

Febbraio 1st, 2019

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. La visione del sociologo Aldo Musacchio

La visione di Aldo Musacchio: i fondamenti di una cultura per lo sviluppo del territorio di Pasquale Martucci   Per […]

Dicembre 25th, 2018

Festa al Castello: cultura e memoria – dicembre 2018

TEGGIANO Festa al Castello: cultura e memoria di Pasquale Martucci   La Corte in Festa – Natale al Castello, Teggiano […]

Febbraio 6th, 2026

Oltre la crescita

In un mondo in cui le politiche dello sviluppo sono concepite in termini di produzione e consumo, che causano disuguaglianze, […]

Febbraio 2nd, 2026

Sguardi artistici. Sulla longevità

Ricevo da Gaetano Barbella e pubblico:   La salvezza di questo mondo si deve alla concezione della “zona blu”, perché […]

Gennaio 28th, 2026

La strada della longevità

La longevità della popolazione è una caratteristica delle aree più interne del nostro Paese. Un Report Istat conferma la tendenza, […]

Gennaio 21st, 2026

Cilento: un Patto per le Aree Interne

Ricevo e volentieri pubblico.   Un Patto per le aree rurali di collina e di montagna sarà siglato venerdì 23 […]

Gennaio 20th, 2026

Il Premio “L’identità del Cilento” come memoria relazionale

Il Premio Artistico-Letterario “L’identità del Cilento”, riservato ai giovani, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e Gruppo “Mingardo-Lambro-Cultura”, mette […]

Gennaio 19th, 2026

Ritorno al sud

A proposito del dibattito su “inverno demografico e spopolamento”, Gianfranco Pazienza, ambientalista ed esperto di politiche locali e pianificazione ecosostenibile, […]

Gennaio 15th, 2026

Byung-Chul Han: l’“infocrazia” e l’espulsione dell’Altro

Per offrire alcuni spunti di riflessione sulle società attuali, che risentono dell’uso massiccio dei mezzi di comunicazione come forme di […]

Gennaio 8th, 2026

La leggenda di Henry Sloan e il blues

Non esiste un genere musicale come il blues, caratterizzato per le emozioni liriche e le melodie sensuali, che ha avuto […]

Dicembre 29th, 2025

La società del 2025

Tra difficoltà, crisi e qualche speranza si avvia a conclusione l’anno 2025. La popolazione italiana vive una condizione contraddittoria per […]

Dicembre 22nd, 2025

La sinestesia nell’arte

Gaetano Barbella, che trae spunto dall’articolo: “L’arte di Nera” del 15.12.2025, con due scritti permette di approfondire quella produzione creativa […]