Gaetano Barbella, che trae spunto dall’articolo: “L’arte di Nera” del 15.12.2025, con due scritti permette di approfondire quella produzione creativa o artistica che è la “sinestesia”: percepire insieme, ovvero l’associare in un’unica immagine due segmenti riferiti a sfere sensoriali diverse, come quando si riesce a sentire l’odore delle parole, il suono dei colori, i colori dei suoni, il sapore delle forme.
Si tratta della percezione di uno stimolo che provoca una reazione sensoriale e si manifesta in generale in maniera automatica come fenomeno involontario, ma può essere anche consapevole, quando il sinestetico, vedendo i suoni e sentendo i colori, può riuscire a trarre vantaggio da queste contaminazioni sensoriali.
Gli artisti trovano nella sinestesia la loro fonte di ispirazione e immaginazione, e la intendono come qualcosa di realistico e tangibile: possono decidere di dipingere, scolpire, fotografare, animare quello che vedono o prendere ispirazione dalle loro percezioni sinestetiche.
Barbella rileva, a ragione, che io ho potuto solo immaginare e descrivere la sinestesia, perché non sono entrato “nell’area delle cause di queste descrizioni e con le sole parole non è possibile procedere”. Il pittore Vasilij Vasil’evič Kandinskij, partendo dall’energia e dall’armonia dei suoni della musica, decise di trasmettere le sue impressioni ed emozioni su tela perché affermava di sentire la voce dei colori, che per lui erano entità vive. Si trattava dunque di una percezione soggettiva che provava solo un genio creativo.
Scrive Barbella:
«La risposta che ci viene dal quadro: “La notte stellata” di Vincent van Gogh, permette di capire cosa rappresenta la sinestesia. Occorre procedere per via matematica e, particolarmente con la sezione aurea. Facendo così si apre l’orizzonte e compare “La donna vestita di sole” dell’Apocalisse di Giovanni nella luminosa luna adornata di luce. Ella compare con le sette stelle (una è la sua) e domina la luna ordinaria sotto il piede (che non si vede). Questa luna “volgare” rappresenta il mondo terreno sotto le stelle roteanti».
In allegato:
“La notte stellata” (1889) di Vincent van Gogh
“Prometeo” (1868) di Gustave Moreau
Ogni autore può proporre in questo spazio riflessioni ed idee che possano stimolare riflessioni atte ad accrescere conoscenze e consapevolezze. Per queste ragioni, pubblico interventi che siano stimolanti e costruttivi.
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